«Quanti anni sono passati?»
«Quaranta.»
«Si può pensare a una sola cosa per quarant'anni?»
«Credo di sì, se si è provata su di noi la turpitudine.»
«E quale è la sua interpretazione di quella figura?»
«Credo che essa non rappresenti affatto il circolo vitale. Rappresenta semplicemente la danza della vita.»
«In che cosa consiste la differenza?» chiesi io.
«Oh, è molto diverso,» sussurrò il signor Peter. «La vita è un cerchio. C'è un giorno in cui il cerchio si chiude, e noi non sappiamo quale.»"
Antonio Tabucchi: Piccoli equivoci senza importanza
Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano - 1988
pag. 114
catalogazione: libreria dietro il computer

Nessun commento:
Posta un commento
benvenuti nella nostra biblioteca. Benvenuti due volte se venite accompagnati da un libro!