domenica 31 agosto 2008

Bekatni by Cheb Mami


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donna Carmela

"Sulla soglia delle porte, alle porte delle officine, ogni sabato, ogni lunedì, si ode la voce irosa di donna Carmela: essa, dal mattino, è in giro per esigere, ricoglie, e fa tremare uomini e donne, con il suo tòno alto e imperioso. In un posto ha da esigere una lira, in un altro due, in un altro cinque: e non osano ribellarsi a lei, non avendo da pagarla, non osano ribellarsi, potendo avere sempre bisogno di lei. Quella donna grassa è implacabile: sa la sua potenza: se una serva non paga, essa minaccia di fare uno scandalo con la padrona, se una donna non paga, essa minaccia di dirlo al marito, se un operaio non paga, essa sa l'indirizzo del capo officina, e cui va a denunciarlo. Ella è astuta e cauta, audace e sboccata: ella resta sempre nella posizione di una benefattrice, a cui codesti ingrati rodono le fibre e bevono il sangue."

Matilde Serao: Il ventre di Napoli
Editrice l'Unità, Roma - 1993

pag. 48


catalogazione: libreria in ingresso

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JoAnn è servita



The lights go out and I can't be saved
Tides that I tried to swim against
Have brought me down upon my knees
Oh I beg, I beg and plead singing

Come out of things unsaid
Shoot an apple off my head and a
Trouble that can't be named
A tiger's waiting to be tamed singing

You are
You are

Confusion never stops
Closing walls and ticking clocks
Gonna come back and take you home
I could not stop that you now know singing

Come out upon my seas,
Cursed missed opportunities
Am I a part of the cure
Or am I part of the disease, singing

You are, you are, you are
You are, you are, you are

And nothing else compares
And nothing else compares
And nothing else compares

You are
You are

Home, home where I wanted to go
Home, home where I wanted to go
Home, home where I wanted to go
Home, home where I wanted to go
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attenti a quella donna

"Buon pomeriggio" disse la donna. "Mi chiamo JoAnn Marlow, e vorrei raccontarvi alcune cose su di me. Ho ventotto anni, sono del Leone, sono una ballerina provetta e la mia band preferita sono i Coldplay. Mi piace il tennis, fare campeggio, escursioni nella natura e lunghi viaggi con la Harley del mio fidanzato. Ah, già, c'è un'altra cosa: sono vergine."

Tom Perrotta: L'insegnante di astinenza sessuale
edizioni e/o, Roma - 2008
traduzione di Nello Giugliano
pag. 28

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nasce la chimica organica

"Dalla scoperta del fuoco in poi, era inevitabile che l'uomo dividesse tutte le sostanze in due categorie: quelle che bruciavano e quelle che non bruciavano. I principali combustibili dell'antichità erano il legno e il grasso, o l'olio. Il legno era un prodotto del mondo vegetale, mentre il grasso e l'olio erano prodotti sia del regno animale, sia del regno vegetale. In generale, le sostanze appartenenti al regno minerale, come l'acqua, la sabbia e le varie rocce, non bruciavano. Avevano, anzi, la tendenza a spegnere il fuoco.
Non fu difficile, quindi, immaginare che le due categorie di sostanze, quelle combustibili e quelle incombustibili, potessero coincidere con le categorie di un'altra classificazione altrettanto utile, quella cioè che divideva le sostanze a seconda che derivassero o meno da organismi viventi...prodotti della vita e prodotti della non-vita. (Naturalmente esistono eccezioni)"


Isaac Asimov: Breve storia della chimica
Zanichelli editore, Bologna - 1979
traduzione di Pier Giovanni Donini
pag. 71

catalogazione: scaletta nello studio di Ugo

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sabato 30 agosto 2008

ristorante informale

"Il Prune è un ristorante informale, caldo e accogliente, invitante, con una piccola cucina a vista, pochi tavoli apparecchiati in modo semplice e un antico banco di zinco che funge da bar. Il menu è sentimentalismo puro, autentico, che si esprime con piatti profondamente onesti, genuini, legati ai ricordi della sua infanzia... e di quella che probabilmente avrebbe voluto avere.

I fazzoletti di pasta con uova in camicia, il prosciutto francese e il burro bruno provengono direttamente dal passato di Gabrielle. Gli ossibuchi arrosto con insalata di prezzemolo (il mio piatto preferito in assoluto) sono presi in prestito dal menu di St. John di Fergus Henderson, a Londra (Gabrielle è stata così gentile da telefonargli e dirgli che si sarebbe 'appropriata' del suo piatto)."

Anthony Bourdain: Avventure agrodolci
Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano - 2006

traduzione di Valeria Bastia e Maurizio Migliaccio
pag. 93


catalogazione: in giro per casa

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Chicago: the west queen

"E così durante tutta la storia di Chicago, la barriera razziale ha continuato a ergersi, solida come la dura roccia della realtà. Non si può ignorarla né la si può evitare. A nord della città ci sono gli eleganti quartieri di lusso in cui abita una élite di bianchi con i redditi più alti d'America. A sud, invece, nella zona nera, sono stati raggiunti livelli di povertà inimmaginabili nel resto del paese. Disoccupazione, droga, omicidi, furti, violenza carnale, degrado dell'istruzione e della sanità; ogni cosa laggiù è snaturata, persino il concetto di famiglia: molti bambini neri crescono a carico della madre dopo che il padre se ne è andato, è morto o è finito in galera. È stata questa palese contraddizione tra due mondi a spingere il famoso sociologo Gregory Skyers a presentare le sue ricerche su Chicago con un linguaggio letterario come nella frase che segue: «Non sono le sue contraddizioni a caratterizzare Chicago. A renderla unica è il fatto che le contraddizioni, a Chicago, sono sempre portate allo zenith.»"

'Ala Al-Aswani: Chicago
Feltrinelli editore, Milano - 2008
traduzione di Bianca Longhi
pag. 151
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venerdì 29 agosto 2008

children of quality

"These Talapoins live in common, and their Houʃes are ʃo many Seminaries, where the Children of quality are bred.

So long as Children continue there, they wear the habit of
Talapoins, which conʃists in two pieces of a kind of Yellow Cotton Cloth, whereof the one ʃerves to cover them from the Girdle down to the Knees, and the other, they uʃe ʃometimes as a Scarf, putting it about their Shoulders like a Shoulder-Belt; and ʃometimes they wrap it about them like a little Cloak. They have their Heads and Eye-brows ʃhaved as well as their Maʃters, who are perʃwaded that it would be immodeʃt and ʃinful to let them grow: Their Blindneʃs made us heartily pity them."

Guy Tachard: Voyage to Siam
A Relation of the Voyage to Siam Performed by six Jesuits sent by the French King, to the Indies and China in the year 1685

White Orchid Press, Bangkok - 1981

pag. 145


catalogazione: libreria di fronte al divano

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sperduti sulla Cordigliera

"13 aprile
Questo contatto con un mondo che era stato cancellato dalla memoria ad opera dello straniamento e del sopore in cui ci seppellisce la selva è stato piuttosto riconfortante, nonostante i segnali di pericolo che il Maggiore ha materializzato con le sue parole e i suoi avvertimenti perentori. Ma c'è di più: è proprio il pericolo che mi fa tornare alla routine quotidiana del passato e il riattivare i meccanismi di difesa, l'attenzione necessaria per affrontare le difficoltà facili da prevedere, sono altrettanti stimoli ad uscire dall'apatia, dal limbo impersonale e paralizzante in cui mi ero adagiato con allarmante rassegnazione.
La vegetazione si fa più sottile, meno fitta. Si può vedere il cielo per buona parte del giorno, e, di notte, le stelle, con la vicinanza familiare che le distingue nella zona equatoriale, emanano quell'aura protettiva, vigile, che ci riempie di serenità nel darci la certezza, fugace, se si vuole, ma presente nel protettivo intervallo notturno, che le cose seguano il loro corso con la fatale regolarità che sostiene i figli del tempo, le creature sottomesse al destino, noi uomini."


Àlvaro Mutis: La Neve dell'Ammiraglio
Giulio Einaudi Editore, Torino - 1990
traduzione di Fulvia Bardelli e Ernesto Franco
pag. 37

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giovedì 28 agosto 2008

goccia a goccia

L'ultima goccia d'olio.

Fuori procede la bacchiatura
delle olive, in cantina recupero
a stento, goccia a goccia,
l'ultima bottiglia d'olio vecchio.
Ecco un bel modo di finire:
nell'esatto momento in cui
il nuovo sta per arrivare.

Franco Marcoaldi: Il tempo ormai breve
Giulio Einaudi Editore, Torino - 2008
pag. 7

catalogazione: una volta nella biblioteca di Guglielmo e un giorno misteriosamente scomparso


dice Guglielmo:
"Cercare un libro e non trovarlo più. Pessima esperienza soprattutto se, dopo aver buttato all'aria le librerie di casa (ce n'era bisogno? I libri non erano già accatastati nella maniera più improbabile?), si ha conferma, consultando un volenteroso elenco redatto in un momento di confusione (quando si cerca di mettere ordine nella propria vita e si comincia dalla libreria...mah!), che il libro è stato veramente acquistato.

Il libro in questione è un libro di poesia e nella libreria dello studio ho avuto l'idea di riservare un intero ripiano solo per loro. Ma le mie previsioni erano sbagliate: i libri di poesia sono cresciuti (inspiegabilmente?) più del dovuto e pur messi in tutti i modi possibili nel ripiano suddetto non ci stanno proprio più. E questa, per mia sfortuna, è diventata una via di fuga per il mio libretto di poesia introvabile e motivo di ulteriori, inutili, ricerche. Ecco nella notte un fulmine (mi capita spesso di avere queste illuminazioni notturne, sicuramente una malattia della incipiente vecchiaia) il libro l'ho prestato. Mannaggia qui si apre un'altra triste storia. Come tutti sanno il libro prestato difficilmente trova la strada per tornare a casa (non c'è da scomodare nessuna legge di Murphy!). Tanto più se si presta ad un amico. Ma se si è prestato ad una fidanzata, persa di vista per motivi ancora inspiegabili, è come averlo gettato. Mestamente lo metto nei libri da acquistare..."


La poesia è stata scelta dalla copia di Marina che
si scusa se non ha scelto bene

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l'adolescente alla ricerca del contenitore

"La liquidità, in quanto tale, non ha forma se non contenuta. La sua forma è data dal contenitore. Ebbene, si può dire che l'adolescente contemporaneo è non contenuto.

Meglio ancora: un liquido, nel distribuirsi lungo le superfici che incontra per gravità, prima o poi si fermerà, incontrerà una qualche forma di contenitore. Quindi, si potrebbe dire, ciò che caratterizza i liquidi è la ricerca del contenitore. Forse questa definizione si attaglia anche all'adolescente: colui che è alla ricerca di un accoglimento."

Arturo Casoni: Adolescenza liquida
contributi di Luigi Cancrini, Pietro De Santis, Riccardo Grassi, Gianluigi Monniello, Carmelo Sandomenico

EDUP editore, Roma - 2008

pag. 93


catalogazione: nessuna, libro appena acquistato

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mercoledì 27 agosto 2008

un po' d'arietta

"A me l'ha raccontata così mio padre. E sarebbe che Bastianu stava andando per i fatti suoi, a farsi la passeggiata in collina dopo mangiato. Il sempre caro.
Quei quattro passi li chiamava sempre così: sempre caro, come la poesia di Leopardi: sempre caro mi fu quest'ermo colle...
Che poi, per la precisione, quando diceva sempre caro, non è che volesse dire il colle, voleva dire proprio 'andare a prendersi il fresco in altura' e guardarsi il panorama e il bestiame e prendersi un po' d'arietta, che dalle nostre parti quando fa caldo, fa caldo."

Marcello Fois: Sempre caro
Frassinelli, Milano - 1998
pag. 1

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gatti!

"Chiunque conosca i gatti sa che ogni individuo ha un carattere unico. Il mio lavoro è bello anche perché non esistono due gatti o due problemi felini identici. I gatti, sia piccoli sia adulti, mostrano una notevole variabilità nella socievolezza verso gli esseri umani conosciuti o ignoti. Perfino i cuccioli della stessa figliata differiscono sensibilmente al riguardo. Se per esempio si osserva un gruppo di sei gattini, si nota subito che uno è timido, due sono abbastanza sicuri di sé, un quartoama andare in esplorazione e rovesciare gli oggetti e altri due cercano la compagnia degli esseri umani e fanno in continuazione le fusa. Una risposta diversa alla medesima situazione conferisce a ciascun gatto la sua personalità unica."

Vicky Halls: Cat confidential
Salani editore, Milano - 2004

traduzione di Laura Serra

pag. 22


catalogazione: nessuna, appena acquistato

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martedì 26 agosto 2008

violetta è la sua voce!

"La Lola

Sotto l'arancio lava

fasciole di cotone.
Sono verdi i suoi occhi,

e violetta è la sua voce.


Oh, amo
re,
sotto l'arancio in fiore!


L'acqua della fontana

corre piena di sole

e nel breve oliveto
c'è un passero che canta.


Oh, amore,

sotto l'arancio in fiore!


E quando L
ola avrà
consumato il sapone,

i toreri verranno.

Oh, amore,

sotto l'aranc
io in fiore!"

Federico Garcia Lorca: Cinque lire di stelle
Bompiani editore, Milano - 1970

traduzione di Luisa Orioli
pagine non numerate


catalogazione: libreria di fronte al divano

Ringrazio la mia amica Marina per avermi fatto scoprire la poesia!

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politica umanitaria

"Mi lasciai andare su una sedia, accesi il televisore e guardai il telegiornale con il volume così basso che neppure le mie orecchie così abituate a origliare riuscivano a captare le parole. Le immagini sembravano le stesse di sempre. Persone coperte di sangue, perseguitate, scheletriche per mancanza di cibo. E poi altre vestite elegantemente che si dilungavano in dichiarazioni senza senso, sempre sorridenti, sempre arroganti. Spensi il televisore e mi stesi sul letto."

Henning Mankell: Scarpe italiane
Marsilio editore, Venezia - 2008
traduzione di Giorgio Puleo
pag. 114

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lunedì 25 agosto 2008

uno schema di sorriso

"Percepire non è assegnare oggetti a categorie; infatti, poiché dipende da un flusso di stimolazioni che cambia in modo unico nel tempo, lo sviluppo dello schema in ogni particolare occasione è altrettanto unico. Noi non abbiamo semplicemente uno schema di sorriso da adattare ad ogni sorriso, né uno schema di sedia per ogni sedia. Sebbene non si possa portare avanti nessuna discussione sulla percezione senza fare uso di concetti astratti (come sorriso e sedia) i quali si applicano ugualmente bene a migliaia di esempi individuali, il percettore normalmente non li usa. Proprio come non esiste un singolo momento in cui io vedo una sedia, così non deve essercene alcuno in cui io riconosco tale sedia."

Ulric Neisser: Conoscenza e realtà
Il Mulino, Bologna - 1981

traduzione di Maria Bagassi

pag. 98


catalogazione: libreria bianca in soggiorno

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malinconia delle chiusure

"Secondo il resoconto di La Paglia, il club chiudeva alle due di notte, tutte le notti della settimana. L'orchestrina suonava l'ultima serie di brani all'una e mezzo, i violinisti facevano il loro ultimo giro in cerca di mance alle due meno un quarto. A quel punto i baristi avevano già servito gli ultimi bicchieri e le cameriere portavano il conto ai clienti.
«Conoscete quella canzone di Cole Porter?» domandò La Paglia. «Quella che dice 'prima che i violinisti se ne vadano'? Uno dei testi più belli che siano mai stati scritti.»
Il momento della chiusura è proprio così."

Ed McBain: Traditori
Mondadori, Milano - 2008
traduzione di Nicoletta Lamberti
pag. 9


Appello: trovatemi la canzone di Cole Porter, vi prego!
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domenica 24 agosto 2008

proprio necessario?

"Telefonai a tre veterinari per domandare loro se era necessario togliere alla gatta l'utero e le tube -non era possibile chiudere semplicemente le tube e lasciarle almeno la possibilità di accoppiarsi? Tutti e tre, e con tono deciso, insistettero nel dire che la cosa migliore era quella di togliere tutto. "Togliere l'intera faccenda." disse uno; stessa identica frase che un ginecologo usò nei confronti di una mia amica. "La libero dell'intera faccenda", disse lui.[...] Nel giro di un mese dalla data dell'operazione la forma del corpo cambiò. [...] Per molto tempo non fu più sicura di niente. Nel suo temperamento si insinuò una nota stridente. Divenne stizzosa circa i propri diritti. Si fece dispettosa. Bisognava che la si assecondasse. E divenne irascibile con i suoi antichi ammiratori, i gatti che stavano sul muro di cinta. Per farla breve, si era trasformata in una gatta zitella. Quello che noi facciamo a queste bestie è una cosa orribile. Ma forse non si può fare altrimenti."

Doris Lessing: Gatti molto speciali
Feltrinelli - 2008
traduzione di Maria Antonietta Saracino
pag. 63

dono dei miei amici Mariateresa e Bip

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sabato 23 agosto 2008

Pasternak secondo Angelo Maria Ripellino e Carmelo Bene



Morte d'un poeta

Non ci credevano. Pensavano fandonie.
Ma lo apprendevano da due, da tre, da tutti.

Si mettevano affianco,

nella riga del tuo tempo fermatosi di botto,

case di mogli di impiegati e di mercanti.


Era un giorno, un innocuo giorno più innocuo

d’una decina di precedenti giorni tuoi.

Si affollavano allineandosi nell’anticamera

come allineati dal tuo sparo.


Tu dormivi.
Spianato il letto sulla maldicenza dormivi.
E cessato ogni palpito eri placido,

bello, ventiduenne,

come aveva predetto il tuo tetrattico.


Tu dormivi stringendo al cuscino la guancia,

dormivi a piene gambe, a pieni mallèoli,

inserendoti ancora una volta di colpo

nella schiera delle leggende giovani.

Tu ti inseristi in esse con più forza,

perché le avevi raggiunte con un balzo.

Il tuo sparo fu simile ad un Etna

in un pianoro di codardi e di codarde.


Oh, s’io avessi allora presagito,

quando mi avventuravo nel debutto,

che le righe con il sangue uccidono,

mi affluiranno alla gola e mi uccideranno.


Mi sarei nettamente rifiutato

di scherzare con siffatto intrigo.

Il principio fu così lontano,

così timido il primo interesse.


Ma la vecchiezza è una Roma

senza burle e senza ciance

che non prove esige dall'attore

ma una completa autentica rovina.


Смерть поэта

Не верили, — считали, — бредни,
Но узнавали: от двоих,
Троих, от всех. Равнялись в строку
Остановившегося срока
Дома чиновниц и купчих,
Дворы, деревья, и на них
Грачи, в чаду от солнцепека
Разгоряченно на грачих
Кричавшие, чтоб дуры впредь не
Совались в грех.
И как намедни
Был день. Как час назад. Как миг
Назад. Соседний двор, соседний
Забор, деревья, шум грачих.
Лишь был на лицах влажный сдвиг,
Как в складках порванного бредня.

Был день, безвредный день, безвредней
Десятка прежних дней твоих.
Толпились, выстроясь в первей,
Как выстрел выстроил бы их.

Как, сплющив, выплеснул из стока б
Лещей и щуку минный вспых
Шутих, заложенных в осоку,
Как вздох пластов нехолостых.

Ты спал, постлав постель на сплетне,
Спал и, оттрепетав, был тих, —
Красивый, двадцатидвухлетний,
Как предсказал твой тетраптих.

Ты спал, прижав к подушке щеку,
Спал, — со всех ног, со всех лодыг
Врезаясь вновь и вновь с наскоку
В разряд преданий молодых.

Ты в них врезался тем заметней,
Что их одним прыжком достиг.
Твой выстрел был подобен Этне
В предгорьи трусов и трусих.

Друзья же изощрялись в спорах,
Забыв, что рядом — жизнь и я.

Ну что ж еще? Что ты припер их
К стене, и стер с земли, и страх
Твой порох выдает за прах?

Но мрази только он и дорог.
На то и рассуждений ворох,
Чтоб не бежала закрая
Большого случая струя,
Чрезмерно скорая для хворых.

Так пошлость свертывает в творог
Седые сливки бытия.

"La musica influì sulla sua poesia ancora più
profondamente che in Majakovskij, infatti mentre
in quest'ultimo si trovano fermenti acustici,
stridori e strumenti musicali, in P. non ci sono
strumenti musicali, ma la costruzione stessa
delle poesie è musicale, tipo contrappunto e fuga."


Angelo Maria Ripellino: Dispense delle lezioni
di Ligua e Letteratura Russa
Roma, Università "La Sapienza"
Anno accademico 1972-1973

pag. 22

catalogazione: una delle librerie in soggiorno
(questa è una delle dieci poesie che
Ripellino ci fece imparare a memoria,
in russo,
per il nostro primo esame)

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averne in pugno una!

"Ne aveva in pugno una, finalmente, una donna maritata! una donna di classe! di gran classe! della buona società parigina! Come tutto era stato facile, inaspettato!

Fino a quel momento aveva creduto che per avvicinare e conquistare una di quelle creature tanto bramate, occorressero infinite premure, attese interminabili, fosse necessario un abile assedio di galanterie, di paroline d'amore, di sospiri e di regali. Ed ecco invece ch'era bastato un piccolissimo tentativo perché, d'un tratto, la prima in cui s'era imbattuto gli si abbandonasse fra le braccia, con una rapidità che lo lasciò sbalordito."

Guy de Maupassant: Bel-Ami
Aldo Garzanti editore, Milano - 1965

traduzione di Giorgio Caproni

pag. 73


catalogazione: libreria bianca in soggiorno

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come dissentire?

"C'è da specificare che dai tempi di Cicerone in poi la Sardegna è sempre stata di qualcun altro fuorché dei sardi. Degli spagnoli, ai quali si ascrive l'aver portato nell'isola una certa qual pomposità rituale, un cattolicesimo integralista, un linguaggio più morbido. O dei francesi, che, dopo averla ben sfruttata, le hanno preferito la Corsica. O dei piemontesi, che vi hanno apportato, nell'ordine: il latifondo, la burocrazia, l'economia di mercato, e che l'hanno quasi completamente disboscata. Quindi degli italiani, che ininterrottamente, a partire dall'unità nazionale, l'hanno usata come serbatoio di carne da guerra.
Ergo, a parlare del carattere dei sardi si corre il rischio di parlare degli effetti del colonialismo..."

Marcello Fois: In Sardegna non c'è il mare
Laterza editore, Bari - 2008
pag. 26

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venerdì 22 agosto 2008

Miss Jane Fonda

"Ms is permissible though ugly. Avoid it if you can. To call a woman Miss is not to imply that she is unmarried, merely that she goes by her maiden name. Married women who are known by their maiden names—eg, Aung San Suu Kyi, Benazir Bhutto, Jane Fonda—are therefore Miss, unless they have made it clear that they want to be called something else."

The Economist Style Guide
W. W. Norton & Company, New York - 2003

pag. 50

catalogazione: e-book dentro il mio computer
http://www.economist.com/research/styleguide/


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rieducare i signori della guerra

"«Nel nome di Allah il misericordioso, il compassionevole» esordisce Abida. «Forse c'è qualcuno tra voi che non ha mai scritto una lettera. Saper scrivere lettere è importante per avviare un'attività. Che cos'è una lettera?»
«È un messaggio per qualcuno» risponde una voce dal fondo.
«Molto bene. Molto bene.» dice Abida annuendo con enfasi. «Dev'essere breve. Deve specificare a chi si rivolge e qual è il suo scopo. Dev'essere suddivisa in paragrafi. Dev'essere in arabo, pashto o dari e scritta da destra a sinistra. Ricordatevi di usare i punti.»
Un altro uomo aggiunge: «Deve avere un mittente, un destinatario e una data.»
«Risposta esatta. Lei è molto sveglio. Dove mettiamo la lettera una volta che l'abbiamo scritta?»
«In una busta. E ci mettiamo sopra anche un francobollo» risponde uno studente."

Hamida Ghafour: Il paese di polvere e di vento
Piemme, Casale Monferrato - 2008
traduzione di Annalisa Carena
pag. 156

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giovedì 21 agosto 2008

la musica richiede attenzione, concentrazione, allenamento

"Il grande pianista Horowitz racconta di essere stato avvicinato durante le prove di un concerto da una signora che gli disse: «Il suo ultimo concerto qui, a Leningrado, è stato una grande emozione». «Mi dispiace» rispose Horowitz «ma il concerto sarà soltanto domani sera.» «Niente affatto» fu la replica «intendevo quello di sessant'anni fa. Ero una ragazzina ma non l'ho dimenticato.»

Tomaso Ferrari - Giuliana Bramati: Come ascoltare e capire la musica classica
Rizzoli editore, Milano - 1988
pag. 21

catalogazione: una delle librerie in soggiorno
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anemia mediterranea blues

"Ogni due settimane vado in ospedale a fare il pieno, seicento grammi di sangue di generosi sconosciuti di chissà quale etnia o credo o classe sociale o religione

Mi sparo due sacche di sangue, in vena, come una pera gigante di globuli rossi

Da quando sono nato ogni quindici venti giorni passo tre ore in una corsia di ospedale a fare una trasfusione, qualunque sia la città in cui vivo

A Ferrara ho fatto le mie trasfusioni e a Urbino e a Pavia e a Roma e a Milano, cerco di avere ovunque un ospedale in cui mi conoscono, i miei pusher emoglobinici statali"

Flavio Soriga: Sardinia blues
Bompiani, Milano - 2008
pag. 88

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mercoledì 20 agosto 2008

i nuovi "mammi"

"D'altronde, oggi siamo in grado di capire come — parallelamente al ben noto sconvolgimento che si determina in una donna quando diventa madre — anche diventare padre scateni inevitabilmente in ogni uomo una crisi identitaria, che si manifesta in modi collaterali e camuffati: fughe tradimenti, crisi depressive, malattie del corpo, incidenti... Lo psicanalista Adolfo Pazzagli lo chiama 'il travaglio della paternità'; troppo spesso gli uomini — a fronte della responsabilità di diventare padre — praticano essenzialmente tre soluzioni: o fuggono, o fanno i bambini, o fanno le mamme."

Simona Argentieri: L'ambiguità
Giulio Einaudi editore, Torino - 2008

pag. 49


catalogazione: nessuna, libro appena acquistato

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questione di abitudine

"Mr. Thorpe era pulito e sano: di quello era grata. Ciò malgrado, quel primo giorno soffrì non poco. Poi, impercettibilmente, si abituò a lui. Sorprendente quanto poco ci volesse per abituarsi a un uomo, pensò, uno la cui sagoma massiccia le aveva provocato un'impressione decisamente negativa quella prima settimana in cui ci si era ritrovata premuta contro."

Elizabeth von Arnim: Vi presento Sally
Bollati Boringhieri, Milano - 2008
traduzione di Simona Garavelli
pag. 109

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martedì 19 agosto 2008

inferiori

"Tornati a Venloo, Krause disse ai ragazzi: Il nostro prossimo compito è rimpatriare tutti gli indiani. Gerrit, che cosa significa rimpatriare”?
“Rimandare una persona al posto cui appartiene.
“Giusto. Ogni individuo sulla terra appartiene ad un determinato luogo. E là dovrebbe restare. Abbiamo rispedito in Cina i cinesi, adesso dobbiamo rimandare in India gli indiani. E gli Inglesi in Inghilterra. Questo paese è degli afrikaner.”
“E i kaffir?”
“Loro appartengono a questa terra. Sono parte dell’Africa quanto noi. Però sono inferiori. Non sanno niente e è nostro dovere proteggerli e spiegare loro in che modo devono obbedire alle nostre leggi. I kaffir saranno sempre accanto a noi e dobbiamo trattarli con rispetto, ma anche con fermezza.”

James A. Michener: L’alleanza
Bompiani, Milano - 1981
traduzione Grazia Ianzillo
pag. 767

catalogazione: casa di campagna, libreria di Donna Lida

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fuga nello spazio

"L'astronave mercantile si stava già sollevando dal pianeta prima che fosse lanciato l'allarme. I due videro delle forme scure sollevarsi dal suolo e lanciarsi all'inseguimento.

Devers sorrideva. - Tienti forte, Barr... e vediamo se ce la fanno a starmi dietro.


Sapeva perfettamente che era impossibile.


Una volta raggiunto lo spazio aperto, la voce del mercante sembrava lontana e triste. - La storia che ho raccontato a Brodrig era troppo allettante. A quanto pare ha deciso di mettersi d'accordo con il generale.


La nave continuò la sua corsa tra le stelle che popolavano la Galassia."


Isaac Asimov: Il crollo della Galassia centrale
Editrice l'Unità, Roma - 1993

traduzione di Cesare Scaglia

pag. 58

catalogazione: una delle librerie in soggiorno

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lunedì 18 agosto 2008

come fai a sapere se hai il cuore spezzato?














Charles M. Schulz: Sempre tu...
Rizzoli editore, Milano - 1978
traduzione di Franco Cavallone
pag. 64

catalogazione: una delle librerie in soggiorno
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una scoperta tardiva!

"Era passato mezzogiorno quando uscii dalla stazione; mi sentivo stordito e veramente preso dall’angoscia, da quell’angoscia esagerata, quasi insensata , che si impadronisce di noi quando avvertiamo il senso di una recisione, e si scava dentro di noi a poco a poco il vuoto di un’assenza. Esso talvolta ci pare tanto grande da poterci precipitare dentro, con un significato di buio e di morte. Devo anche dire che io mi sono sempre commosso dei miei stessi sentimenti; non so soffocarli. Li coltivo, li allevo per qualche tempo con cura, come se sperassi sempre di vederli fiorire."

Libero Bigiaretti: Il congresso
Bompiani, Milano - 1963
pag. 143

catalogazione: casa di campagna, libreria di Donna Lida

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domenica 17 agosto 2008

da evitare

"— Toute violence contre le corps, tout esprit de compétition.

— Tout excès dans le domaine respiratoire.


— Tout régime d'ascèse (aliments, sommeils) qui vous singulariserait et ferait de vous un marginal.


— Toute manque de tolérance par rapport à des techniques différentes.

— Toute propagande, toute publicité tapageuse pour le yoga.


— Toute tendance rendant le yoga nuisible à la vie familiale ou professionelle.


— Toute dépendence exagerée par rapport au yoga."

Bernard Bouanchaud: La pratique du yoga
Solar, Paris - 1981

pag. 12


catalogazione: una delle librerie in soggiorno, reparto yoga

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il monumento si potrà visitare?

"CIRANO: È assai ben poca cosa! Se ne potevano dire... ma ce n’erano a josa, variando di tono. - Si potea, putacaso, dirmi, in tono aggressivo: 'Se avessi un cotal naso, immediatamente me lo farei tagliare!'

Amichevole: 'Quando bevete, dee pescare nel bicchiere: fornitevi di un qualche vaso adatto!

Descrittivo: 'È una rocca!... È un picco! ... un capoaffatto... Ma che! l’è una penisola, in parola d’onore!'


Curioso: 'A che serve quest’affare, o signore? forse da scrivania, o da portagioielli?'

Vezzoso: 'Amate dunque a tal punto gli uccelli che vi occupate con amore paterno di offrire alle lor piccole zampe un sì degno perno!'

Truculento: 'Ehi, messere, quando nello starnuto il vapore del tabacco v’esce da un tal imbuto, non gridano i vicini al fuoco nella cappa?'

Cortese: 'State attento, che di codesta chiappa il peso non vi mandi per terra, a capo chino!'

Pedante: 'L’animale che Aristofane vuole si chiami ippocampelofantocamaleonte tante ossa e tanta carne ebbe sotto la fronte!'

Arrogante: 'Ohi compare, è in moda quel puntello? Si può infatti benissimo sospendervi il cappello!'

Enfatico: 'Alcun vento, o naso magistrale, non può tutto infreddarti, eccetto il Maestrale!'

Drammatico: 'È il Mar Rosso, quando ha l’emorragia!'

Lirico: 'È una conca? Siete un genio del mare?'

Semplice: 'Il monumento si potrà visitare?'

Rispettoso: 'Soffrite vi si ossequii, mesere: questo sì che vuol dire qualcosa al sole avere!'

Rustico: 'Ohé, corbezzole! Dagli, dàgli al nasino! È un cavolo gigante o un popon piccolino?'

Militare: 'Puntate contro cavalleria!'

Pratico: 'Lo vorreste mettere in lotteria? Sarebbe il primo lotto!'

O in fin parodiando Piramo, tra i singhiozzi: 'Eccolo, l’esecrando naso che la bellezza del suo gentil signore distrusse! Or ne arrossisce, guardate, il traditore!' Ecco, ecco, a un di presso, ciò che detto mi avreste se qualche po’ di spirito e di lettere aveste. Ma di spirito, voi, miserrimo furfante, mai non ne aveste un’oncia, e di lettere tante quanto occorrono a far la parola: cretino! Aveste avuto, altronde, l’ingegno così fino da potermi, al cospetto dell’inclita brigata, servirmi tutti i punti di questa cicalata, non ne avreste nemmeno la metà proferito del quarto d’una sillaba, ché, come avete udito, ho vena da servirmeli senz’alcuna riserva, ma non permetto affatto che un altro me li serva."

Edmond Rostand: Cirano de Bergerac
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 1985

traduzione di Mario Giobbe

pagg. 45-46

catalogazione: una delle librerie in soggiorno




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sabato 16 agosto 2008

strano Aldilà

"Una variante stupenda, con una curiosa lacuna, si dirama a questo punto della minuta (in data 6 luglio):

Strano Aldilà ove dimorano i nostri nati morti,

tutti, gli animali di casa rinati, gli infermi, risanati,

e gli intelletti defunti prima di giungere laggiù:

povero vecchio Swift, povero —, povero Baudelaire


Cosa potrebbe rappresentare quella lineetta? A meno che Shade non abbia attribuito valore prosodico alla
e muta di «Baudelaire», e sono assolutamente certo che non l'avrebbe mai fatto scrivendo versi in inglese (cfr. «Rabelais», verso 502), il nome richiesto a questo punto deve potersi scandire come un trocheo."

Vladimir Nabokov: Fuoco pallido
Adelphi editore, Milano - 2002
traduzioni di Franca Pece e Anna Raffetto

pag. 163


catalogazione: una delle librerie in ingresso

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non solo diritti

"Agli operai italiani,

A voi, figli e figlie del popolo, io dedico questo libretto, nel quale ho accennato i principii in nome e per virtù dei quali voi compirete, volendo, la vostra missione in Italia. Missione di progresso repubblicano per tutti e d’emancipazione per voi...

Abbiatemi ora e sempre vostro fratello

Giuseppe Mazzini"



Giuseppe Mazzini: I doveri dell’uomo
edito dalla Camera dei Deputati, Roma - 1972

catalogazione: casa di campagna, libreria del Comandante

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venerdì 15 agosto 2008

Honeysuckle Rose - Django Reinhardt


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è impossibile non riconoscere l'estate

"È una splendida giornata, puoi starne certo, anzi, direi che è estate, è impossibile non riconoscere l'estate, lascia che te lo dica, io me ne intendo. Vuoi sapere da cosa lo deduco, oh, beh, è facilissimo, come dire? basta guardare quel giallo. Come sarebbe a dire? Dunque, stammi bene a sentire, hai presente il giallo? Sì, il giallo, e quando dico giallo intendo proprio giallo, che non è il rosso o il bianco, ma proprio il giallo, esattamente giallo. Il giallo, quello là a destra, quella macchia a stella di giallo che si espande sulla campagna come se fosse una foglia, un bagliore, insomma qualcosa di questo tipo, dell'erba seccata dalla calura, mi faccio capire?"

Antonio Tabucchi: I volatili del Beato Angelico
Sellerio editore, Palermo - 1987
pag. 62


catalogazione: libreria dietro il computer
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coito e c'est tout

"A partire dal settembre del 1991 e per un certo periodo di tempo, sono diventato una persona volgare. Per quanto riguarda il sesso, dico.
Colpa della partita doppia che tentavo sempre di giocare dopo le feste in terrazza.
Vista l’impossibilità di trovare la soluzione al problema depressione post-coito, ho pensato di aggirare l’ostacolo abolendo sia il post che il pre."



Antonio Pascale: S’è fatta ora
Minimum fax, Roma - 2006
pag. 95

catalogazione: lasciato da Sonia sul tavolo sotto il portico

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giovedì 14 agosto 2008

immagini senza sonoro

"Che cosa accadde, dopo quella notte passata in giro per Roma e dopo quel primo bacio? Ricordo lunghi discorsi, il fumo delle sigarette, le nostre facce molto vicine. Ma non so dare alcun contenuto a queste immagini staccate. Sono immagini rapide, senza sonoro. Il tempo le ha salvate isolandole, costringendole al mutismo.

Per la prima volta nella mia vita mi stavo innamorando di un ragazzo gay come me. Che effetto faceva? Forse semplicemente era come scoprire di avere gli occhi, oppure come accorgersi di respirare. Forse soltanto cominciavo a vivere secondo natura."

Mario Fortunato: Amore, romanzi e altre scoperte
Giulio Einaudi editore, Torino - 1999

pag. 117


catalogazione: libreria dietro il computer

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il sarto è innocente

“Mi irritano gli abiti contemporanei per modernizzare i classici: se Amleto non ci commuove con i pantaloni a sbuffo, non ci convincerà nemmeno in jeans, perché non è una cosa che dipende dal sarto.”



Wislawa Szymborska: Ok? - Nuove letture facoltative
Libri Scheiwiller, Milano - 2006
traduzione di Laura Rescio
pag. 35

catalogazione: comodino di Carla nella casa di campagna

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mercoledì 13 agosto 2008

vado al parco per vedere la gente!

"Printemps, verdure, foule menue.

Où qu'on s'avance, on bute sur une voiture de mioche ou de poupée, sur une bouteille vide, sur un tracteur ou une locomotive. Une balle, une corde, un chien vous passent dans les jambes; il y a bien des vastes espaces traversés de loin en loin par quelqu'un mais moi, je viens au parc pour voir du monde. Près des jeux de dames et de ping-pong, près de la mare aux canetons, près de l'étang aux bateaux, près du tennis, de la plus haute glissoire et du jet d'eau, il y a plus de monde; et en particulier près de balançoires où je préfère m'installer."


Andrée Maillet: Les Montréalais
Editions de l'Hexagone, Montréal - 1987

pag. 82


catalogazione: sulla cassettiera in camera da letto

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uomini neri

"VI. Qui Enne 2 frenò, strisciò col piede a terra, e si fermò. Erano a metà di corso Sempione.
«Scendi» le disse.
«Che succede?» disse Berta. «Siamo arrivati?»
«
Non siamo arrivati» Enne 2 rispose.
Guardava davanti a sé, di sopra a lei ancora seduta sulla canna; e allora lei pure guardò, vide lo splendore invernale tra le due spoglie file di alberi che mai terminavano, e nella tersa luce, a duecento metri, un camion fermo col vetro che luccicava, e uomini neri attraverso la strada, anch'essi fermi, con al braccio bastoni che anch'essi luccicavano.
«C'è un rastrellamento» disse Enne 2.
Berta saltò giù.
«No, risali» Enne 2 le disse.
Uomini venivano, dalla linea lontana, lungo le due file dei grandi alberi, e portavano puntati in giù quegli strani bastoni che luccicavano. Berta capì che quei bastoni erano fucili, e vide uno con un grande cappello dalle larghe falde venire al centro dell'asfalto, al centro del luminoso mattino, voltandosi ad ogni passo e agitando alto in pugno, di sopra al capo, un lungo scudiscio nero che serpeggiava fischiando. L'uomo gridava qualcosa agli altri, gesticolava, agitando alto il suo scudiscio nero; e Berta risalì sulla canna."

Elio Vittorini: Uomini e no
Mondadori, Milano - 1973
pag. 14

catalogazione: casa di campagna, libreria del Comandante

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martedì 12 agosto 2008

appagamento

"Come possono i gatti provare questo misterioso appagamento, questa emozione che assomiglia alla nostra ma che in qualche modo sembra più profonda, stabile e perfino più autentica? I gatti non pensano al futuro, neppure a quello immediato. È come se percepire la piena forza emotiva del momento assorbisse tutta la loro energia psichica. Vivono all'erta per prevenire i pericoli, ma non si aspettano una catastrofe o la morte. E non guardano neppure al passato con rimorso o con il senso di colpa per quello che avrebbero potuto fare, se solo fossero stati diversi. In un certo senso si sentono esseri perfetti. Può essere per questo che i monasteri zen spesso ospitano un gatto. Sembrerebbe esistere una filosofia zen dei gatti: una condizione di totale immersione in se stessi che non è autodeificazione, ma solo l'accettazione di un ordine naturale in cui tutto corrisponde al migliore degli universi possibili, una miscela di pace, tranquillità, sicurezza, pigrizia al sole e gioia di sapere che la vita è bella."

Jeffrey Moussaieff Masson: La vita emotiva dei gatti
Il Saggiatore, Milano - 2006
traduzione di Giuditta Ghio
pag. 93

catalogazione: una delle librerie in soggiorno
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lunedì 11 agosto 2008

gelosia

"«A suo marito non piace la musica?» chiese, dicendo la prima cosa che gli passava per la testa, perché conoscere i gusti di quello stramaledetto George era l'ultimo dei suoi desideri. Lei esitò. «Non... non lo so» rispose.«No... non gli piaceva». «Ma, non l'accompagna mai qui a teatro?» «Come potrebbe?» fece una pausa e poi disse a bassa voce: «Povero tesoro, è morto.» Il cuore gli esultò in petto. Una vedova. Allora quella guerra infernale almeno una cosa buona l'aveva fatta... aveva tolto di mezzo George."

Elizabeth von Arnim: Amore
Bollati Boringhieri, Torino - 1998
traduzione di Ilaria Dagnini Brey
pag. 14


catalogazione:
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libertà di dubitare

"La libertà è uno stato della mente — non libertà da qualcosa ma una sensazione di libertà, la libertà di dubitare e di porre in dubbio qualsiasi cosa, è quindi così intensa, attiva e vigorosa che si sbarazza di ogni forma di dipendenza, di schiavitù, di conformismo e di accettazione. Questa libertà implica l'essere completamente soli. Ma una mente cresciuta in una cultura che tanto dipende dall'ambiente e dalle sue tendenze, può mai trovare quella libertà che è completa solitudine e in cui non esiste alcuna forma di guida, non esiste tradizione, né autorità?"

Jiddu Krishnamurti: Libertà dal conosciuto
Ubaldini editore, Roma - 1973

traduzione di Anna Guaita

pag. 52


catalogazione: trovato in giro per casa...
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domenica 10 agosto 2008

esigenze di esattezza

"Inoltre, esigua è la differenza tra la recitazione comune del rosario di primo mattino e la costruzione di un rosa dei venti sulla carta geografica. In entrambi i casi si tratta di una forma di meditazione. Ogni volta che un uomo si accinge a creare qualcosa di alto e bello si inoltra lungo la Via Dolorosa. Ho pensato spesso che rendere veridicamente i gigli che indicano il nord sulla carta dei punti cardinali sia difficile quanto il Pater noster. La loro estrema incisività e puntualità pongono esigenze di esattezza tutte proprie. Si allineano a tutto ciò che so essere verificabile, ma che io stesso non sono in grado di percepire con un minimo di certezza."

James Cowan: Il sogno di disegnare il mondo
Rizzoli editore, Milano - 1998

traduzione di Emanuela Muratori

pag. 28


catalogazione: libreria in ingresso

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un attimino? Arbasino, siamo pazzi?

"Il banale Michele si era già mostrato anche troppo precipitoso e velleitario nel prendere iniziative galanti e anche pesanti con Judy Faggoty già pochi minuti dopo il suo arrivo, la prima volta che è riuscito a restar solo con lei per pochi istanti, proprio un attimino fra una porta e l'altra."

Alberto Arbasino: Specchio delle mie brame
Einaudi, Torino - 1974

pag. 42

catalogazione: casa di campagna, libreria del Comandante

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sabato 9 agosto 2008

sulla tavola è Istanbul


"Dentro la casa è una stanza e nella stanza è Istanbul,
Dentro la stanza è uno specchio, e nello specchio è Istanbul.

L'uomo ha acceso una sigaretta, ed era fumo di Istanbul,
La donna ha aperto la borsa, e nella borsa era Istanbul.

Il ragazzo ha gettato in mare la lenza, io ho visto
Che ha cominciato a tirarla, e nella lenza era Istanbul.

Che cosa strana è questa, che razza di città.
Nella bottiglia è Istanbul, e sulla tavola è Istanbul.

Se camminiamo, cammina, se ci fermiamo si ferma.
Incredibile: da un lato lei, dall'altro io e in mezzo Istanbul.

L'uomo per una volta provi pure ad amare, ho compreso
Che in qualunque luogo tu vada lì troverai Istanbul."


Ümit Yaşar Oğuzcan: Lettere in cerca di padrone
Quaderni di Turcologia, Roma - 1978

traduzione di Anna Masala

pag. 4


catalogazione: libreria in ingresso

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spiaggia libera negli anni cinquanta

"La domenica pomeriggio la spiaggia si riempiva. Il tratto libero tra gli stabilimenti era invaso dai gitanti. Venivano da Cecina, ma anche dai paesi più nell'interno. Negli stabilimenti l'affollamento era poco maggiore che negli altri giorni, ma tutta quella gente stipata al di là della staccionata di confine faceva passare la voglia di stare sulla spiaggia."

Carlo Cassola: Gisella
Rizzoli, Milano - 1974
pag. 25

catalogazione: casa di campagna, libreria di donna Lida

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venerdì 8 agosto 2008

trecentosessantacinque donne e cinquemilatrecentodieci rose

"Il potente sovrano della Persia, il signore delle trecentosessantacinque donne e delle cinquemilatrecentodieci rose di Sciraz, non era abituato a reprimere neanche un semplice desiderio, figuriamoci poi una tale brama. Il suo occhio aveva appena eletto la contessa W. che egli fece cenno al gran visir. Il gran visir si curvò sulla spalliera della poltrona.

«Ho qualche cosa da dirti,» sussurrò lo scià. «Vorrei la piccola giovane donna che vedi là, quella biondo-argento. Tu sai quale voglio dire.»

«Signore,» osò ribattere il gran visir, «io so quale Vostra Maestà vuol dire, ma è...» voleva dire «impossibile», però sapeva bene che una tale parola poteva costare la vita. Perciò disse: «Qui in Europa in queste cose si va molto piano!»


«Oggi!» disse lo scià al quale nulla sembrava ineseguibile di ciò che comandava.


«Oggi!» confermò il ministro."

Joseph Roth: La milleduesima notte
Garzanti editore, Milano - 1965

traduzione di Ugo Gimmelli
pag. 49


catalogazione: libreria dietro il computer

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terra d'Etruria

“Fra l’Arno, il Tevere e le coste inghirlandate di onde del Tirreno, cinta a potente semiarco dalle alte catene appenniniche, si stende ampia e mossa da innumeri colline, la piana: la celebre “terra rossa”. Al margine di argentei uliveti scintillanti e di estesi vigneti, crescono mirti selvatici e lentischi, germogliano rigogliosi rosmarino, lavanda ed eucalipto che colmano l’aria dei loro effluvi mescolando il loro all’odore aspro di pini e cipressi.”

Werner Keller: La civiltà etrusca
Garzanti, Milano – 1971
traduzione di Gianni Pilone-Colombo
pag. 31


catalogazione: casa di campagna, libreria del Comandante

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giovedì 7 agosto 2008

Fire!




I am the god of hell fire, and I bring you
Fire, I'll take you to burn
Fire, I'll take you to learn
I'll see you burn

You fought hard and you saved and earned
But all of it's going to burn
And your mind, your tiny mind
You know you've really been so blind
Now 's your time, burn your mind
You're falling far too far behind
Oh no, oh no, oh no, you're gonna burn

Fire, to destroy all you've done
Fire, to end all you've become
I'll feel you burn

You've been living like a little girl
In the middle of your little world
And your mind, your tiny mind
You know you've really been so blind
Now 's your time, burn your mind
You're falling far too far behind
OOhhh
Fire, I'll take you to burn
Fire, I'll take you to learn
You're gonna burn, you're gonna burn
You're gonna burn, burn, burn, burn, burn, burn, burn, burn, burn, burn, burn

Fire, I'll take you to burn
Fire, I'll take you to learn
Fire, I'll take you to bed

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These boots are made for walking



You keep saying you've got something for me.
something you call love, but confess.
You've been messin' where you shouldn't have been a messin'
and now someone else is gettin' all your best.

These boots are made for walking, and that's just what they'll do
one of these days these boots are gonna walk all over you.

You keep lying, when you oughta be truthin'
and you keep losin' when you oughta not bet.
You keep samin' when you oughta be changin'.
Now what's right is right, but you ain't been right yet.

These boots are made for walking, and that's just what they'll do
one of these days these boots are gonna walk all over you.

You keep playin' where you shouldn't be playin
and you keep thinkin' that you´ll never get burnt.
Ha! I just found me a brand new box of matches yeah
and what he know you ain't HAD time to learn.

Are you ready boots? Start walkin'!


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dalle stelle...

“Sono una donna che vive sola ed è molto bella. Sembrerebbe una situazione ideale e invece non lo è. La bellezza, che è un mero requisito professionale nel mio mestiere di hostess di aeroplano, appena scendo dal cielo sulla terra, pare mutare carattere e funzione. A bordo è uno strumento di lavoro, stavo per dire strumento di precisione, di cui faccio un uso regolato dalle norme della compagnia; a terra, per non so quale alchimia oscuramente collegata con il fatto che non sono sposata, diventa una merce che posso anche non mettere in vendita, ma che non per questo cessa di esserlo, così per me come per gli uomini che mi avvicinano. In volo sono un angelo in uniforme; a terra, una vetrina ambulante di anatomia femminile.”

Alberto Moravia: Boh
Bompiani editore, Milano – 1976
pag. 171


catalogazione: casa di campagna, libreria di donna Lida

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