"Ha un cesto di rugiada
il ciarlatano del cielo
[V. 19]"
Giuseppe Ungaretti
Vita d'un uomo - Poesie III
Poesie disperse
con l'apparato critico delle varianti di tutte le poesie e uno studio di Giuseppe De Robertis
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 1945
(edizione provvisoria)
pag. 47
catalogazione: libreria di fianco al divano
domenica 22 novembre 2009
imbonimento
sabato 21 novembre 2009
in Italia, il disprezzo e l'opinione pubblica non significano nulla
"È anche soltanto in Italia che si vedono giovani milionari eleganti mantenere magnificamente delle danzatrici del gran teatro, alla vista e alla conoscenza di tutta una città, passando loro trenta soldi al giorno. I fratelli..., bei giovani sempre a caccia, sempre a cavallo, sono gelosi di uno straniero. Invece di andare da lui e fargli le proprie lagnanze, diffondono sordamente tra la gente delle voci sfavorevoli a quel poveretto. In Francia, l'opinione pubblica forzerebbe questa gente a provare quel che dice o a render ragione allo straniero. Qui l'opinione pubblica e il disprezzo non significano nulla. La ricchezza è sempre sicura di essere ben ricevuta ovunque. Un milionario disonorato e cacciato dappertutto a Parigi, può andare tranquillo a Roma; vi sarà considerato giusto proporzionalmente ai suoi scudi."
Stendhal: Dell'amore
Garzanti editore, Milano - 1982
traduzione di Maddalena Bertelà
pag. 123
catalogazione: libreria sotto la finestra
venerdì 20 novembre 2009
parata a festa
"Lenehan rimase qualche minuto a guardarli. poi prese a camminare in fretta lungo le catenelle e quindi attraversò obliquamente la strada. Mentre si avvicinava all'angolo di Hume Street sentì nell'aria un profumo molto forte, e scrutò la ragazza con una rapida occhiata ansiosa. Era tutta parata a festa: aveva una gonna gabardine azzurra, stretta alla vita da una cintura di pelle nera con una grossa fibbia d'argento che sembrava comprimerle lo stomaco, stringendole come in una morsa la stoffa leggera della camicetta bianca. Aveva poi un giubbetto nero con i bottoni di madreperla e un boa nero piuttosto malandato. Aveva gualcito accuratamente le pieghe del collarino di tulle, e si era appuntata sul petto un grosso mazzo di fiori rossi, con il gambo all'insù."
James Joyce: Gente di Dublino
Garzanti editore, Milano - 1991
traduzione di Marco Papi e Emilio Tadini
pag. 49
catalogazione: una delle librerie in soggiorno
giovedì 19 novembre 2009
la folla dei Progetti
"La macchina di Lucas era una distesa incredibile di vernice nera punteggiata d'oro e finiture in ottone lucido come uno specchio, con ua collezione di aggeggi barocchi la cui funzione Bobby poteva solo immaginarla. Uno era un'antenna a disco, decise, ma assomigliava più a un calendario atzeco a ruota. Poi si trovò dentro, mentre Lucas si lasciava chiudere dolcemente la portiera alle spalle. I finestrini erano così scuri che fuori sembrava quasi notte, un incubo indaffarato dove la folla dei Progetti si aggirava intenta ai suoi affari mattutini. L'interno del veicolo era un unico grande spazio con tappeti dai colori vivaci e cuscini di pelle, e non sembrava esserci un posto particolare dove sedersi. E neppure un volante; il cruscotto era un pannello di pelle privo di qualsiasi comando. Bobby guardò Lucas, che si stava slacciando la cravatta nera. 'Come si fa a guidarla?'"
William Gibson: Giù nel ciberspazio
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 1990
traduzione di Delio Zinoni
pag. 115
catalogazione: tirato fuori dal Bip non so da dove
mercoledì 18 novembre 2009
una propria particolare voce
"«Gli altri animali non si servono della parola, o padre?» «No, figlio, non della parola, ma della voce solamente. La parola differisce completamente dalla voce. La parola infatti è comune a tutti gli uomini, mentre ciascun genere di esseri viventi possiede una propria particolare voce.»"
Discorsi di Ermete Trismegisto - Corpo ermetico e Asclepio
Editori Associati, Milano - 1991
Introduzione di Giovanni Filoramo
pag. 86
catalogazione: una delle librerie in soggiorno
martedì 17 novembre 2009
non avrebbe dovuto nemmeno ucciderlo?
"— Non andare! — disse egli a Mara, come don Alfonso la chiamava perché venisse a ballare con gli altri. Non andare, Mara!
— Perché?
— Non voglio che tu vada. Non andare!
— Lo senti che mi chiamano?
Egli non disse altro, fattosi brutto come la malanuova, mentre stava curvo sulle pecore che tosava. Mara si strinse nelle spalle, e se andò a ballare. Ella era rossa ed allegra, cogli occhi neri che sembravano due stelle, e rideva che le si vedevano i denti bianchi, e tutto l'oro che aveva indosso le sbatteva e le scintillava sulle guance e sul petto che pareva la Madonna tale e quale. Jeli a un tratto si rizzò sulla vita, colla lunga forbice in pugno, così bianco in viso, così bianco come era una volta suo padre il vaccajo, quando tremava dalla febbre accanto al fuoco, nel casolare. Guardò don Alfonso, colla bella barba ricciuta, e la giacchetta di velluto e la catenella d'oro sul panciotto, che prendeva Mara per la mano e l'invitava a ballare; lo vide che allungava il braccio, quasi per stringerla al petto, e lei che lo lasciava fare — allora, Signore perdonategli, non ci vide più, e gli tagliò la gola di un sol colpo, proprio come un capretto.
Più tardi, mentre lo conducevano dinanzi al giudice, legato, disfatto, senza che avesse osato opporre la menoma resistenza.
— Come! — diceva — Non dovevo ucciderlo nemmeno? ... Se mi aveva preso la Mara!..."
Giovanni Verga: Vita dei campi
editrice L'Unità, Roma - 1993
introduzione di Marco Lodoli
pagg. 58-59
catalogazione: libreria in ingresso
lunedì 16 novembre 2009
melanzane a funghetto
"Adoperate una grossa melanzana per persona. Tagliare a cubetti, metterla in terrina, cospargerla di sale grosso. Lasciare per un'ora, lavare poi a grand'acqua, fare asciugare e friggere in poco olio. Aggiungere prezzemolo tritato, sale, pepe e gocce di limone e servire. Ottimo condimento per preparazione di varie pietanze."
Gennaro Ciaburri: Cucina vegetariana
Biblioteca Universale Rizzoli, Milano - 1987
pagg. 91-92
catalogazione: libreria di fronte al computer
domenica 15 novembre 2009
if it ain't complicated up enough, it ain't right
"In almost sll of Faulkner's stories, time is treated in a special way. He uses the 'continuous present' style of writing, which was invented by Gertrude Stein (perhaps Faulkner learned this from Sherwood Anderson, who was greatly influenced by Stein). Past, present and future events are mixed: 'Yesterday and tomorrow are Is: Indivisible:One.' Everything--including events from a century before--seems to happen at the same time. Everything is part of the 'now' of the novel. Because of these techniques it is usually hard work to read a Faulkner novel. But the rewards are worth the effort. As Ratcliff, a character in The Hamlet, says: '... if it ain't complicated up enough, it ain't right'."
Peter B. High: An Outline of American Literature
Longman Group Ltd., Essex (UK) - 1986
pag. 154
catalogazione: una delle librerie in soggiorno
sabato 14 novembre 2009
la presenza del sublime
"To go into solitude, a man needs to retire as much from his chamber as from society. I am not solitary whilst I read and write, though obody is with me. But if a man would be alone, let him look at the stars. The rays that come from those heavenly worlds will separate between him and what he touches. One might think the atmosphere was made transparent with this design, to give man, in the heavenly bodies, the perpetual presence of the sublime."
Ralph Waldo Emerson: Emerson
Penguin Books, Middlesex (USA) - 1982
pag. 37
catalogazione: sul comodino del Bip
venerdì 13 novembre 2009
la vita in un'immagine
"Oui. C'est bien ainsi ce soir. A un certain degré de dénuement, plus rien ne conduit à plus rien, ni l'espoir ni le désespoir ne paraissent fondés, et la vie tout entière se résume dans une image."
Albert Camus: L'envers et l'endroit
Éditions Gallimard, Paris - 1970
pag. 67
catalogazione: una delle librerie in soggiorno
giovedì 12 novembre 2009
il fioretto preferito
"«Qual è il suo fioretto preferito?» domandò socchiudendo gli occhi, abbagliato dalla luce che sembrava abbracciarla con voluttà. «Francese, spagnolo o italiano?»
«Francese. Mi piace sentire le dita libere.» Con un lieve cenno del capo il maestro segnalò una compiaciuta approvazione. Anche lui preferiva il fioretto di tipo francese, senza gavigliani, con l'impugnatura libera fino alla coccia. Si avvicinò ad una delle panoplie della parete e studiò pensieroso le armi. Calcolando l'altezza della giovane e la lunghezza delle braccia, scelse il fioretto adatto, un'eccellente arma con la lama di Toledo, flessibile come un giunco. Adela de Otero la prese, e la osservò con la massima attenzione; chiuse la mano destra intorno all'impugnatura, soppesò il fioretto per valutarlo e poi, voltandosi verso la parete, ne provò la lama, spingendola affinché si curvasse fino a far avvicinare la punta a circa mezzo metro dalla coccia."
Arturo Perez-Reverte: Il maestro di scherma
Il Saggiatore, Milano - 2004
traduzione di Paola Tomasinelli
pagg. 74-75
catalogazione: libreria sotto la finestra
mercoledì 11 novembre 2009
i quatrein i manda l'aqua d'isnò
"Fiabesco il matrimonio nel '63 tra Pier Paolo Amati e Franca Magnani. Nascono due figli ma quando la seconda, Francesca, ha sei mesi, Pier Paolo va a stare con una bella signora in attesa di divorzio e desiderosa di sposarlo. Dopo un po' anche Franca si sceglie un nuovo compagno, ed è Franco Zavatta, l'altro giovane leone dell'economia riminese. Ricchissimo, naturalmente, perché, come dicono a Rimini, 'i sald i ciama i sald' (i soldi chiamano i soldi) e 'i quatrein i manda l'aqua d'isnò' (i quattrini mandano l'acqua all'insù). Naturalmente uno dei figli è conteso, ed è il maggiore, cui il padre regala jeep e barca, ma resta comunque fifty fifty ai genitori."
Camilla Cederna: Casa nostra - Viaggio nei misteri d'Italia
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 1983
pag. 83
catalogazione: libreria sotto la finestra
martedì 10 novembre 2009
sesso al Politeama
"Inoltre, a partire dai tredici anni, Polifemo aveva sviluppato una specializzazione della sua scemenza. Era diventato maniaco sessuale. Si era fatto una cultura racimolando riviste porno di varia provenienza e grado di esplicitazione. Una, in particolare, gli passava per le mani. Si chiamava 'Caballero' e aveva in ogni numero tre o quattro fotoromanzi coi cazzi e tutto. L'andava a leggere, per timore di essere scoperto dal padre democristiano, al palchetto della musica del Politeama, a quel tempo invaso da un micidiale odore di ammoniaca. Poi, non potendo portare a casa 'Caballero', lo lasciava nascosto dietro un cespuglio dove contava di ritrovarlo la volta successiva, cespuglio che i suoi amici impararono subito a trovare. Andavano a prendergli la rivista, la leggevano a loro volta e poi la gettavano via per dispetto. Mai una volta Polifemo tornò arrapato al cespuglio e trovò il suo 'Caballero'."
Roberto Alajmo: Le scarpe di Polifemo
Feltrinelli, Milano - 1998
pag. 67
lunedì 9 novembre 2009
cattiva coscienza
"[...] il discorso è questo, che noi non andremo verso il popolo. Perché già siamo popolo e tutto il resto è inesistente. Andremo se mai verso l'uomo. Perché questo è l'ostacolo, la crosta da rompere: la solitudine dell'uomo - di noi e degli altri. La nuova leggenda, il nuovo stile sta tutto qui. E, con questo, la nostra felicità [...]. Proporsi di andare verso il popolo è in sostanza confessare di avere una cattiva coscienza." (Elio Vittorini)
Alberto Asor Rosa: Scrittori e popolo
edizioni Samonà e Savelli, Roma - 1965
pag. 213
catalogazione: libreria di fronte al divano
domenica 8 novembre 2009
l'archetipo dell'effetto magico
"Quando Jung parla di 'archetipo del miracolo' o di 'effetto magico', dà un nome al particolare tipo di aspettativa che gli esseri umani hanno intuitivamente nei confronti delle capacità che il processo vitale possiede di determinare dei cambiamenti nel proprio funzionamento. L'umanità ha sempre intuito che le esperienze che avvengono al livello archetipico hanno il potere di cambiare le cose. Gli uomini hanno chiamato tale cambiamento con nomi diversi, dal divino al demoniaco. Ma il tipo di aspettativa che è associata a un simile potere è sempre il fattore prioritario. È misteriosa e magica, e diventa una fonte di forte credenza poiché affascina l'uomo nel senso che paralizza il suo conscio. Ha pertanto un effetto ipnoide e conduce a fedi di grande intensità psichica che vengono quindi rivestite con i vari simbolismi culturali della religione e della mitologia. Queste fedi si basano sulla fiducia intuitiva dell'uomo nel potere della forza archetipica di influenzare la vita in modi misteriosi, e operano nei termini di questa fiducia. Le strutture particolari di queste credenze Jung le chiama l'archetipo dell'effetto magico."
Ira Progoff: Le dimensioni non-causali dell'esperienza umana
casa editrice Astrolabio, Roma - 1975
traduzione di Jean Sanders
pag. 69
catalogazione: libreria di fronte al computer
sabato 7 novembre 2009
tutta scena!
"Nella calma inquieta di via Casilina potei con agio deliziarmi di un blazer blu di fresco di lana, un paio di calzoni coloniali con riga e risvolto, una camicia di fine seta, calzini color cremisi, boxer bianco con un microscopico porcello sorridente giusto in corrispondenza dei gioielli di famiglia, scarpe traforate.
Sulla soglia del cortile, a donna Vincenza sfuggì di mano la scopa.
— Gesù, avvocato, avete svaligiato una banca?
— È tutta scena, Vincenza, niente paura — mi schermii. — Tra meno di un'ora grandi solchi di gelato righeranno questa meraviglia, le ascelle saranno fradice di enormi macchie di sudore e molti veri signori s'informeranno sul mio sarto per servirsene come tappezziere di fiducia.
— Certo, certo — rise lei — ma almeno il cartellino del prezzo potevate togliervelo!"
Giancarlo De Cataldo: Nero come il cuore
Interno Giallo editore, Milano - 1989
pag. 62
catalogazione: una delle librerie in soggiorno
venerdì 6 novembre 2009
moglie / amante
"Ma io non avevo preso ancora alcuna decisione. Non ero propensa a tornare a essere una moglie. Tale malasorte mi era toccata col primo marito e mi ripugnava persino il pensarci. Avevo visto che una moglie è trattata con indifferenza; un'amante, con grande passione; una moglie è considerata niente più che una prima cameriera; un'amante è una sovrana; una moglie deve rinunciare a tutto ciò che ha, vedersi sfumare i risparmi personali e rinfacciare persino lo spillatico mentre un'amante avvalora il detto che 'quel che è dell'uomo è suo e suo ancora ciò che le appartiene'. La moglie sopporta mille insulti ed è costretta a restare e tollerare oppure andarsene e rovinarsi; l'amante insultata, invece, sa subito sistemarsi prendendosi un altro."
Daniel Defoe: Lady Roxana
Aldo Garzanti editore, Milano - 1978
traduzione di Giorgio Spina
pag. 124
catalogazione: una delle librerie in soggiorno
giovedì 5 novembre 2009
il pericolo delle infezioni alla gola!
AAVV: Alta infedeltà
Il meglio dell'eros italiano a fumetti
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 2007
pag. 69
catalogazione: una delle librerie in soggiorno
il grande Magnus (al secolo Roberto Raviola)
mercoledì 4 novembre 2009
stimolare le facoltà inventive
"Negli stadi iniziali è difficile che l'invenzione del compositore fluisca liberamente, poiché il controllo dei vari fattori melodici, ritmici e armonici ostacola la concezione spontanea delle idee musicali. È possibile stimolare le facoltà inventive e acquisire la facoltà tecnica facendo moltissimi appunti di proposizioni basate su un'armonia prefissata. Inizialmente tali tentativi saranno forse stentati e goffi, ma con pazienza il coordinamento dei vari elementi diventerà rapidamente più fluido fino a raggiungere una vera scorrevolezza e perfino espressività."
Arnold Schönberg: Elementi di composizione musicale
Edizioni Suvini Zerboni, Milano - 1969
traduzione e prefazione di Giacomo Manzoni
pag. 4
catalogazione: libreria di fronte al divano
martedì 3 novembre 2009
Barnaby A and Barnaby B
"Once upon a time there was a family named Willoughby: an old-fashioned type of family, with four children.
The eldest was a boy named Timothy; he was twelve. Barnaby and Barnaby were ten-year-old twins. No one could tell them apart, and it was even more confusing because they had the same name; so they were known as Barnaby A and Barnaby B. Most people, including their parents, shortened this to A and B, and many were unaware that the twins even had names.
There was also a girl, a timid, pretty little thing with eyeglasses and bangs. She was the youngest, just six and a half, and her name was Jane.
They lived in a tall, thin house in an ordinary city and they did the kinds of things that children in oldfashioned stories do. They went to school and to the seashore. They had birthday parties. Occasionally they were taken to the circus or the zoo, although they did not care much for either, excepting the elephants. Their father, an impatient and irascible man, went to work at a bank each day, carrying a briefcase and an umbrella even if it was not raining. Their mother, who was indolent and ill-tempered, did not go to work. Wearing a pearl necklace, she grudgingly prepared the meals. Once she read a book but found it distasteful because it contained adjectives. Occasionally she glanced at a magazine. The Willoughby parents frequently forgot that they had children and became quite irritable when they were reminded of it."
Lois Lowry: The Willoughbys
Houghton Mifflin/Walter Lorraine Books, New York - 2008
pagg. 11-12
catalogazione: nessuna, libro "soffiato" alla libreria Anobii di Yuki
lunedì 2 novembre 2009
una migliore partenza per la vita?
"Il parto in acqua: una migliore partenza per la vita?
Ne abbiamo sentito parlare, lo abbiamo seguito in qualche filmato, ma a molti sembra una stravaganza, una bizzarria, un'usanza che viene da chissà dove. Eppure l'acqua è il principio della vita, come dimostrano le antiche origini dell'essere vivente. E nell'acqua il feto vive e cresce per nove mesi. Niente di più semplice, dunque, e di più fisiologico che iniziare la vita autonoma in questo naturale e primario elemento."
Giuseppe Grimaldi: Il parto dolce
Istituto Geografico De Agostini, Novara - 1989
pagg. 55-56
catalogazione: libreria di fianco al divano
domenica 1 novembre 2009
cacio c'acitu
"Coniglio dell'argentiere (cacio c'acitu)
Leopardi nella tana del coniglio (Stelio Ricciardi)
Come nella tragedia greca l'atto fatale non avviene mai sulla scena, così nelle ricette dell'immaginario non si vedrà mai l'ingrediente protagonista, esso farà sentire la sua presenza solo attraverso il profumo, il sapore, il ricordo, la forma, la finzione e la fantasia.
Si racconta di un argentiere siciliano che essendo andato in disgrazia aveva difficoltà a mantenere lo stesso tenore di vita del glorioso passato. La moglie, donna intelligente e creativa, risolse il problema con un piatto che spandeva nell'aria uno straordinario profumo di coniglio con lo scopo preciso di colpire le narici dei vicini. L'aria si nobilitava di accattivanti e coniglieschi effluvi che toglievano agli interessati più prossimi il dubbio sulla situazione finanziaria del nostro argentiere. Nell'assolata Trinacria il tenore alimentare ha sempre indicato il livello di benessere della famiglia.
Il coniglio è status symbol elevato e anche se finto rassicura i vicini e assicura la cena inducendo col suo profumo al languore che sa di adescamento."
Mariano Pane: L'immaginario è servito
con versi di Stelio Ricciardi
casa editrice Fausto Fiorentino, Napoli - 1995
pag. 117
catalogazione: libreria davanti al computer
sabato 31 ottobre 2009
monadi
"L'esperienza non si trasmette. È una proprietà rigorosamente privata che non ha mercato, non può essere comprata o venduta o scambiata, non può essere acquisita in nessun modo da avventori estranei. Mettersi nei panni degli altri è un esercizio impossibile e un'esortazione vana. Ciascuno si tiene i propri e anche i preti dicono unicuique suum. Ciascuno è chiuso entro confini impenetrabili (monade senza finestre) come le tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano."
Luigi Pintor: Il nespolo
Bollati Boringhieri, Torino - 2001
pag. 31
venerdì 30 ottobre 2009
un jeune homme qui pense
"Ce visage unique, je le retrouvais partout: j'amalgamais les personnes divines, les sexes et les attributs éternels, la dure Diane des forêts au Bacchus mélancolique, l'Hermès vigoureux des palestres au dieu double qui dort, la tête contre le bras, dans un désordre de fleur. Je constatais à quel point un jeune homme qui pense ressemble à la virile Athéna."
Marguerite Yourcenar: Mémoires d'Hadrien
Éditions Gallimard, Paris - 1974
pag. 147
catalogazione: libreria in ingresso
giovedì 29 ottobre 2009
smettere di pregare
"Rabbi Bainish di Komarov, dopo aver sepolto Bunem, il suo terzo figlio, smise di pregare per gli altri suoi figlioli malati. Non gli rimaevano che un maschio e due femmine, e tutti sputavano sangue. Sua moglie, irrompendo di frequente nella solitudine dello studio, gridava: 'Perché sei così taciturno? Perché non metti sottosopra il cielo e la terra?' Con i pugni stretti e alzati, gemeva: 'A che ti servono l'erudizione, le preghiere, i meriti dei tuoi antenati, i prolungati digiuni? Che cos'ha contro di te... il nostro Padre nei cieli? Perché tutta la Sua ira deve appuntarsi contro di te?' In preda alla disperazione, ella afferrò una volta un libro sacro e lo gettò sul pavimento."
Isaac B. Singer: Gimpel l'idiota
Longanesi & C, Milano - 1964
traduzione di Bruno Oddera
prefazione di Henry Miller
pag. 91
catalogazione: libreria in ingresso
mercoledì 28 ottobre 2009
mentre suggevo
"latte di luce
da poppe turgide di globi elettrici
un ceffo teppista di tram geloso
col braccio del trolley le staccò nette
immergendomi nell'oscurità
indi giulivo s'allontanò fuggendo
ridendo a crepabronzo di campana
ma se t'attacchiappo pezzo di mascalzone
razza di guappo fior di villanzone
Vittorio Tommasini (in arte 'Farfa il futurista')"
Poesia italiana del Novecento
Volume secondo
a cura di Edoardo Sanguineti
Giulio Einaudi editore, Torino - 1971
pag. 661
catalogazione: una delle librerie in soggiorno
martedì 27 ottobre 2009
le canoniche cinque 'C'
"Il cacciucco, piatto tipico della zona di Livorno, si distingue dalle altre zuppe di pesce per la piccantezza data dal peperoncino [che i toscani chiamano impropriamente zenzero] e per il forte profumo d'aglio oltre che per la densità e la sapidità del brodo di cottura. La lunghezza della spiegazione non deve spaventare perché non si tratta di un piatto complicato. L'unica difficoltà consiste nel procurarsi il pesce adatto e, naturalmente, freschissimo. A questo proposito occorre aggiungere che, oltre ai pesci indicati nella ricetta, nel cacciucco possono entrare anche vongole, gamberoni, scampi, coda di rospo e, volendo spendere, anche un'aragosta. Per la robustezza e la complessità del sapore, il cacciucco si accompagna bene con un vino bianco corposo o, meglio ancora, con un rosso fresco e giovane. Non si dimentichino infine i neofiti di questo piatto di pronunciarlo e scriverlo con le canoniche cinque 'C': non sempre i toscani se le mangiano."
Annalisa Barbagli: La cucina di casa del Gambero Rosso
Gambero Rosso editore, Roma - 2002
pag. 261
catalogazione: libreria davanti al computer
lunedì 26 ottobre 2009
è naturale che il lampo lampeggi!
"Si è tentati di credere che questa asserzione sia un palese luogo comune. Che cos'altro si dovrebbe dire e pensare dell'essente, se non appunto che esso è? Non solo questa asserzione è del tutto evidente, ma resta anche completamente vuota. Essa non dice propriamente nulla. Ciò che dice, lo si sa già. 'L'essente è', è come dire: il lampo lampeggia. È naturale che il lampo lampeggi. Che cos'altro potrebbe fare? E un pensatore della statura di Parmenide avrebbe detto delle vuotaggini di questo genere? E per giunta lo avrebbe detto come qualcosa che bisogna dire e pensare necessariamente?"
Martin Heidegger: Che cosa significa pensare? - Qual è l'essenza nascosta della tecnica moderna?
Volume secondo
SugarCo edizioni, Milano - 1971
traduzione di Ugo Ugazio e Gianni Vattimo
pag. 49
catalogazione: libreria bianca in soggiorno
domenica 25 ottobre 2009
come una palpitazione cardiaca
"La piazza era vuota, buia. Il vento notturno sospingeva un foglio di giornale sulle lastre del selciato.
Sospirò, ridacchiò di nuovo, affondò i pugni nelle tasche dei pantaloni; poi, guardando le stelle che divampavano e impallidivano come gonfiate da giganteschi mantici, scese verso il mare.
E lì sedette sul bordo di pietra del vecchio molo, sopra l'armonioso oscillio lunare delle onde, e restò seduto a lungo così, appoggiato alle braccia protese all'indietro, le gambe penzoloni, la faccia verso il cielo.
Improvvisa come una palpitazione cardiaca passò una stella cadente. Una forte, pura folata di vento gli attraversò i capelli, più chiari della luce notturna."
Vladimir Nabokov: La veneziana e altri racconti
Adelphi edizioni, Milano - 1992
a cura di Serena Vitale
pag. 125
catalogazione: una delle librerie in soggiorno
sabato 24 ottobre 2009
piccoli clown
"Anche una scala a pioli o un ramo ricco di foglie possono diventare attrezzi ginnici per questi fenomenali acrobati."
Caterina Gromis di Trana: Gatti
Edizioni White Star, Vercelli - 2005
pag. 268
catalogazione: una delle librerie in soggiorno
venerdì 23 ottobre 2009
fuck off!
"«E quello chi è?» chiede John, diffidente.
Ci metto un momento a ricompormi. Restituisco a John il suo gelato. Tiro su con il naso, cerco il fazzoletto nella manica per soffiarmelo. «Questo è Terry, il ragazzo che mi ha aiutato a ritrovarti».
«Mmm» brontola John. Guarda Terry come se fosse un avanzo di galera, il che non si può escludere, ma penso di no.
Mi soffio di nuovo il naso. «Terry» dico, con la voce rotta, «possiamo offrirti un gelato?»
Timido cenno di assenso. Gli porgo venti dollari. «Ne porti uno anche a me?»
Terry mi rivolge un sorriso triste, decisamente troppo triste per un ragazzo della sua età. Resto seduta accanto a John, un braccio intorno alla sua vita.
Poco dopo, Terry arriva con due coni crema e cioccolato e il resto del biglietto da venti. Prendo il mio gelato e gli chiudo la mano attorno a spiccioli e monete.
Si è tolto il guanto e posso finalmente leggere la parola tatuata sulla mano destra. FUCK. Adesso capisco l'OFF sull'altra mano.
Come dargli torto."
Michael Zadoorian: In viaggio contromano
Marcos y Marcos, Milano - 2009
traduzione di Claudia Tarolo
pagg. 128-129
catalogazione: in giro per casa
giovedì 22 ottobre 2009
fanno trecento franchi, grazie!
"«Il vostro stato generale non è dei migliori,» osservò. «Avete bisogno di riposo. Al vostro posto, io andrei a vivere nel Mezzogiorno... Nizza... Cannes... Quanto alle vostre ossessioni... bisognerà che vediate uno specialista. Vi scriverò due righe per il mio collega, il dottor Ballard.»
«Secondo voi,» mormorò Flavières, «è una cosa seria?»
«Andate da Ballard.»
La penna stridette sulla carta. Flavière trasse dal portafogli alcuni biglietti di banca.
«Andrete al Vettovagliamento,» disse il dottore mentre scriveva. «Con questo certificato, avrete un supplemento di carne e grassi. Ma avete soprattutto bisogno di calore, di riposo. Evitate le preoccupazioni. Niente corrispondenza. Niente letture. Trecento franchi. Grazie.»"
Thomas Narcejac, Pierre Boileau: La donna che visse due volte
Aldo Garzanti editore, Milano - 1959
traduzione di Roberto Ortolani
pagg. 89-90
catalogazione: una delle librerie in soggiorno
mercoledì 21 ottobre 2009
il bastone e la carota
"CAROTTE n.f. (lat. carota, du gr.). 1. Plante bisannuelle à racine pivotante de la famille des ombellifères. 2. Racine comestible de cette plante, riche en sucre <> Fam. Les carottes sont cuites : le dénouement (et, le plus souvent, le dénouement fâcheux et fatal) est proche, inéluctable. - La carotte et le bâton : l'alternance de promesses et de menaces. 3. Feuille de tabac à chiquer roulée en forme de carotte <> Enseigne de bureaux de tabac, évoquant la forme d'une carotte à chiquer. 4. Échantillon cylindrique de terrain prélevé en profondeur au moyen du carottier. 5. Fam. Tirer una carotte à qqn, lui extorquer qqch par ruse <> adj. inv. De couleur rouge tirant sur le roux. Cheveux carotte. <> Fam. Poil de carotte : roux, roquin.
Petit Larousse Illustre 1989
Librairie Larousse, Paris - 1988
pag. 181
catalogazione: libreria di fianco al computer
martedì 20 ottobre 2009
rischi e insidie...
“'Vivere è una faccenda molto pericolosa', dice ripetutamente il jagunço Riobaldo di Grande Sertão di João Guimarães Rosa; e lo si scopre tutti, e non solo per gli inevitabili inciampi nelle insidie, nei trappoloni biologici e storici, più e più volte. Anche i bambini. Malattie, sbucciature, ferite, schiaffi, sgridate, maniglie irraggiungibili, silenzi; e poi il buio, la pioggia, l’arrivo di un fratello che si ruba la mamma; e la biglia caduta nella grata, l’amico che non viene, le figurine perse, la paura, le strade impraticabili, minacce di vicini, amici che ti 'staccano la pace', parole inascoltate, solitudini, complicità negate. La congiura di natura e cultura comincia molto presto e non si ferma più. E non c’è solo questo. Anche il 'bene', il gioioso del vivere, il 'pieno' del sentire e del godere contiene i suoi bei rischi, le sue insidie: l’immane difficoltà di capire e sapere come vivere. Dal ripetuto, insistito richiamo all’imparare a vivere, non è difficile essere storditi e sentirsi spossati; si cerca allora un’ombra, ci si mette a sedere, e si sente più nulla."
Giuseppe Pontremoli: Elogio delle azioni spregevoli
L’ancora del Mediterraneo, Napoli - 2004
pag. 19
catalogazione: libreria di Angelica
lunedì 19 ottobre 2009
le bombe dell'esistenza
"Harald e Claudia avevano alcuni cari amici, prima. Nonostante gli amici facciano di tutto per rendersi utili, per dimostrarsi di sostegno, questo è un ruolo che non possono svolgere. Harald e Claudia sanno di aver poco in comune con loro, adesso. È con pazienza che lei sopporta le telefonate; senza bisogno di parlarne, entrambi declinano gli inviti intesi più che generosamente: questi pochi cari amici, attoniti e sinceramente preoccupati per quello che è successo, si sentono esclusi dalla responsabilità della umana vulnerabilità, dall'istinto di radunarsi per farle fronte, stringendosi gli uni agli altri per offrirsi a vicenda un rifugio--la cantina di quell'altro tipo di guerra--in cui ripararsi dalle bombe dell'esistenza."
Nadine Gordimer: Un'arma in casa
Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano - 1998
traduzioe di Grazia Gatti
pag. 84
catalogazione: una delle librerie i soggiorno
domenica 18 ottobre 2009
chiedersi sempre dov'è la Mecca
"Dalle varie piante del giardino, Marcus ha estratto un unguento per la base del collo di Lara, coperta di escoriazioni e lividi profondi, la pelle quasi nera sopra la spalla destra, come se una forza oscura del mondo avesse cercato di penetrare in lei da quel punto. Marcus avrebbe voluto che fosse la stagione delle melagrane perché il loro succo è un potente antisettico. Quando l'autobus si era rotto, durante il viaggio, ha detto Lara, tutti i passeggeri erano scesi e lei si era ritrovata addormentata sul ciglio della strada. Fu allora che venne colpita tre volte, in rapida successione, con una leva d'acciaio per scalzare gli pneumatici e urlò per l'incredulità e il dolore. Era sdraiata con i piedi rivolti a ovest, verso la sacra città della Mecca, lontana mille miglia, una mancanza di rispetto di cui non era consapevole, e uno dei passeggeri si era assunto il compito di correggerla e punirla. Il suo vero errore era stato di aver scelto di viaggiare infagottata e velata, come le donne di questo paese, pensando che sarebbe stato più sicuro. Forse, se il suo viso fosse stato scoperto, il colore dei suoi capelli visibile, sarebbe stata perdonata come straniera. Così invece, chiunque aveva il diritto di impartire una punizione esemplare a una donna afgana, persino un ragazzo che avrebbe potuto essere suo figlio."
Nadeem Aslam: La veglia inutile
Feltrinelli, Milano - 2008
traduzione di Delfina Vezzoli
pag. 15
sabato 17 ottobre 2009
la crisi della pittura
"Il fatto è appunto questo, che la pittura non è in grado di proporre l'oggetto alla ricezione collettiva simultanea, cosa che invece è sempre riuscita all'architettura, che riusciva un tempo all'epopea, che riesce oggi al film. E per quanto, in sé, da questa circostanza non vadano tratte conclusioni riguardanti il ruolo sociale della pittura, nel momento in cui, in seguito a particolari circostanze e in certo modo contro la sua natura, la pittura viene messa a diretto confronto con le masse, precisamente quella circostanza agisce come una grave limitazione."
Walter Benjamin: L'opera d'arte nell'era della sua riproducibilità tecnica
Giulio Einaudi editore, Torino - 1966
traduzione di Enrico Filippini
pag. 39
catalogazione: una delle librerie in soggiorno
venerdì 16 ottobre 2009
TELLUS STABILITA
"Lentamente, le mura della Città abbracciano il mondo. La visione cosmopolitica viene universalmente accettata come base dottrinaria della politica imperiale. I rètori dissertano sul tema dello Stato ideale e lo ravvisano in Roma, la Città che si presenta come l'attuazione dei sogni di mistici e finalmente raggiunta nella storia.
In effetti, attraverso una migliorata viabilità, un'amministrazione unificata, era stata attuata su territori vastissimi una uniformità di costumi, di leggi, di lingua, di istituzioni, tale che le menti illuminate potevano conoscervi la realizzazione delle utopie: TELLUS STABILITA, volle incidere Adriano su le sue monete."
Lidia Storoni Mazzolani: L'idea di citta nel mondo romano
Edizioni Le Lettere, Firenze - 1994
pag. 95
giovedì 15 ottobre 2009
scientificamente nun se po' dimostrà!
"«Che, voi ce credete, a sor maè?» indagò ancora il Riccetto presso il vecchio. Il vecchio allungò la faccia, insaccandola tra le spalle: «E tu ce credi su sto fatto, a morè?» chiese eludendo la domanda. Il Riccetto tutto soddisfatto partì: «Bisogna vede,» fece, «secondo li punti de vista... come donna umana può pure esse esistita, dal punto di vista della santità, e della verginità può anche esse de no... Della santità, può anche esse vero, ma della verginità! Mo hanno inventato i fatti de li fiji artificiali co le provette, ma se pure na donna fa li fiji co le provette, vergine nun ce rimane... Poi c'avemo la fede verso Cristo, verso Dio, verso tutti questi... E se te metti sul raggionamento della fede allora ce credi, alla verginità della Madonna, ma scientificamente io per me credo che nun se possa dimostrà...»"
Pier Paolo Pasolini: Ragazzi di vita
Aldo Garzanti editore, Milano - 1974
pag. 131
catalogazione: una delle librerie in soggiorno
mercoledì 14 ottobre 2009
una vita scusabile
"Io sono di quest'opinione: che l'occupazione più onorevole è servire alla gente ed essere utile a molti.[Fructus enim...] Per quanto mi riguarda io mi accontento di godermi il mondo senza affannarmi, di vivere una vita semplicemente scusabile, e che non sia di peso né a me né ad altri."
Michel de Montaigne: Saggi
Adelphi, Milano - 2007
traduzione di Fausta Garavini
Vol. II, pag. 1267
martedì 13 ottobre 2009
le solite fandonie sdolcinate
"Lettere, si disse il signor Dubois. Le donne vogliono sempre ricevere le tue lettere. E tu cerchi di non comprometterti ma non sempre riesci a cavartela come vorresti. Cosa aveva scritto esattamente in quelle, poche, che aveva mandato ad Adele Fortescue? 'Le solite fandonie sdolcinate' pensò ancora, sempre più tetro. Però c'erano determinate frasi e parole che la polizia avrebbe sempre potuto interpretare nel modo che più le faceva comodo."
Agatha Christie: Polvere negli occhi
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 1979
traduzione di Grazia Griffini
pag. 72
catalogazione: libreria bianca in soggiorno
lunedì 12 ottobre 2009
andare a contare i gatti di Zanzibar
"All'inizio del viaggio vi è un sogno, un progetto, un'intenzione; dei nomi che stimolano la fantasia, un richiamo della strada, della foresta, del deserto, il pensiero di sfuggire alla normalità per una scappata di qualche ora o di qualche anno. Oppure il desiderio di visitare una regione, di conoscerla meglio, di unire due punti lontani nello spazio, o anche la scelta del puro vagabondaggio. Esistono racconti, resoconti di viaggio, voci, parole scompagnate, un'esortazione ad 'andare a contare i gatti di Zanzibar' piuttosto che le onde di Punta del Este, non potendo immaginare di andare più lontano. Il sogno di arrivare in capo al mondo è ancora potente, alimentato forse nell'inconscio dall'idea che arrivati in quel punto ci si potrà affacciare sull'abisso, o ci si troverà di fronte un muro immenso."
David Le Breton: Il mondo a piedi - Elogio della marcia
Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano - 2008
traduzione di Ester Dornetti
pag. 16
catalogazione: nessuna, libro appena acquistato
domenica 11 ottobre 2009
al lupo al lupo
"La letteratura non è nata il giorno in cui un ragazzo, gridando al lupo al lupo, uscì di corsa dalla valle di Neanderthal con un gran lupo grigio alle calcagna: è nata il giorno in cui un ragazzo arrivò gridando al lupo al lupo, e non c'erano lupi dietro di lui. Non ha molta importanza che il poverino, per aver mentito troppo spesso, sia stato alla fine divorato da un lupo. L'importante è che tra il lupo del grande prato e il lupo della grande frottola c'è un grande intermediario: questo intermediario, questo prisma, è l'arte della letteratura.
La letteratura è invenzione. La finzione è finzione. Definire una storia una storia vera è un insulto all'arte e alla verità. Ogni grande scrittore è un grande imbroglione, ma lo è anche quella superimbrogliona che è la Natura. La Natura imbroglia sempre. Dal semplice imbroglio della propagazione all'illusione prodigiosamente raffinata della colorazione protettiva delle farfalle e degli uccelli, c'è nella natura un meraviglioso sistema di magie e di trucchi. Lo scrittore di storie inventate non fa che seguire la guida della Natura."
Vladimir Nabokov: Lezioni di letteratura
Garzanti editore, Milano - 1982
traduzione dall'inglese di Ettore Capriolo
pag. 35
catalogazione: libreria di fronte al divano
sabato 10 ottobre 2009
... and smile!
"Practice with joy. In addition to practicing the exercises that challenge you, which are often the ones that create the most profound change over time, also be sure to do those exercises that feel great and that you look forward to. Learning to practice yoga can be a great pleasure, as you explore and expand both your physical limitations and your kinesthetic intelligence. Yoga practice should both create change and feel good. A balanced practice is a joyful one."
Sandy Blaine: Yoga for Computer Users
Rodmell Press, Berkley (CA) - 2008
pag. 110
catalogazione: una delle librerie in soggiorno
venerdì 9 ottobre 2009
sorpresa decorativa
"Un vecchio magazzino a A Coruña, Spagna, è stato trasformato in un unico spazio dalle linee minimaliste e dai colori decisi. Le funzioni principali del loft sono distribuite su livelli differenti. Al piano inferiore sono collocati il soggiorno e la sala da pranzo. Il livello superiore, caratterizzato da un soffitto più alto, ospita una cucina integrata che si può chiudere per mezzo di un pannello scorrevole in vetro opaco. L'ultimo livello è accessibile tramite una scala sospesa che passa a fianco di una struttura in vetro contenente il bagno principale. Nel soggiorno troviamo la maggiore sorpresa decorativa: dietro una parete di vetro, che delimita il garage, compare l'auto di famiglia; oltre a trasformare uno spazio industriale in un'abitazione innovativa, il progetto si proponeva infatti l'esplorazione del significato sociale dell'automobile come elemento funzionale ed estetico della casa."
Simone Scheifler: El Gran Libro de Los Lofts
Taschen, Köln - 2005
pag. 353
catalogazione: libreria nello sgabuzzino
giovedì 8 ottobre 2009
crema gelata
"ICE CREAM
Quante volte si trova questa comunissima parola tradotta con 'gelato di crema', se non addirittura con 'crema gelata', mentre va resa semplicemente con GELATO.
A voler essere pedanti, occorre riconoscere che nel linguaggio tecnico della cucina ice creams sono solo quei gelati che hanno per base la panna di latte, altrimenti si chiamano ices o sherbets. Ma queste son distinzioni da manuale di culinaria; nel linguaggio corrente, ice cream significa né più né meno che gelato."
Carlo Rossetti: I tranelli dell'inglese
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 1974
pag. 205
catalogazione: libreria di fianco al computer
mercoledì 7 ottobre 2009
pane, amore e fantasia
"Parental love exists regardless of social class. Strong attachment between parent and child develops through the parents’ everyday caregiving to the child from infancy through childhood. Whatever the parents’ verbal and behavioral patterns may be, that attachment is crucially important to mental health, according to studies of the mental–emotional impact of family relationships on children and adults (Ainsworth, 1963, 1973; Bowlby, 1951; Sroufe & Sampson, 2000). But as Bernstein, Hess, Shipman, and others cited in the preceding section have shown, parents’ use of expanded language and a person-to-person approach is more productive for their young child’s intellectual and perhaps social–emotional development than restricted language and an authoritarian attitude.
When parents make conscious attempts to add intellectual stimulation to their relationships with their young children, the children consistently show cognitive benefits. Irwin reported years ago that mothers’ reading stories to their young children resulted in toddlers’ improved speech development (Irwin, 1960)."
Phyllis & Susan Levenstein: Messages From Home
Temple University Press, Philadelphia - 2008
pag. 80
catalogazione: in formato .pdf dentro il mio computer
martedì 6 ottobre 2009
Roma era più grassa
"Non era cambiato niente. Tutto era come il giorno che ero partito. In via del Gambero trovai il solito giornalaio con gli occhiali neri. Passò Mara, la figlia del parrucchiere di via Frattina, al volante di una Seicento. Anche lei era uguale. Gli stessi capelli biondi, gli stessi orecchini di corallo. I suoi seni erano forse più prepotenti di quando m'ero dato da fare con lei, erano due braccioli di poltrona frau. Questo leitmotiv di floridezza lo ritrovai dappertutto. Roma non era cambiata, era semplicemente più grassa. Tutti i romani erano un po' più grassi di quando li avevo lasciati, solo che non ne sembravano coscienti. Erano ingrassati i deputati di destra, i sindacalisti. Erano ingrassati perfino i contestatori, che avevano dimenticato la rivoluzione permanente di Mao comprandosi una grande quantità di 'cravatte di rottura'."
Nantas Salvalaggio: I nuovi acrobati
Rizzoli editore, Milano - 1971
pag. 113
catalogazione: libreria di fianco al divano
lunedì 5 ottobre 2009
gli dèi sono stati partoriti dalla paura
"Che anche nell'uomo esistano paure innate, è difficile negare. Si tratta, appunto, di quelle paure che erano state uno strumento prezioso di sopravvivenza per i nostri remoti progenitori. Proviamo ad immaginare in quale universo terrificante abitassero gli uomini primitivi. Sprovvisti di zanne e di artigli, vivevano in un ambiente popolato da bestie feroci; se erano costretti a fuggire, la loro velocità era di gran lunga inferiore a quella delle belve che li inseguivano; contro il freddo, non possedevano un vello che li riparasse. C'erano poi gli uragani, il rombo del tuono, il cielo solcato da lampi e fulmini, tutti fenomeni inspiegabili e perciò spaventosi. Poi, la furia del mare. E i fiumi che straripavano. E le foreste che si incendiavano. E la terra che tremava. Di fronte allo scatenarsi della natura, l'uomo primitivo non poteva non sentirsi angosciosamente impotente. Anche noi, in presenza di alcuni di questi fenomeni, proviamo sgomento; ma almeno ne conosciamo l'origine e siamo spesso in grado di prevederne l'andamento. Invece quei nostri remoti antenati si credevano in balia di forze sconosciute e malefiche, che non sapevano come placare. Finiranno per adorarle: gli dèi, ha detto qualcuno, sono stati partoriti dalla paura."
Rosellina Balbi: Madre paura
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 1985
pagg. 12-13
catalogazione: nessuna, libro prestato al Bip da Marina Gasparini



