martedì 30 giugno 2009

un vero macello

"Ora , passiamo pure in camera da letto.
Bud pensò: Patchett.
In camera da letto: il corridoio era tutto uno schizzo di sangue. Una stanzetta angusta: un vero macello, tre metri per tre.
Due sagome profilate: una stesa sul letto, una sul pavimento. Sangue disseccato dappertutto. Un groviglio di legacci di tela sul letto e sul pavimento; dei circoletti segnati con il nastro adesivo sulle lenzuola, sul pavimento e su un comodino accanto al letto. Un foro di pallottola segnato con un altro circoletto sulla parete; un tabellone su cui erano appuntati altri negativi bruciati."

James Ellroy: L.A. Confidential
La biblioteca di Repubblica, Roma - 2004
traduzione di Carlo Oliva
pagg. 365-366


catalogazione: una delle librerie in soggiorno
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lunedì 29 giugno 2009

assenza ingiustificata

"Ottobre 1987.

Sono stato all'estero a fare un film. - Quando era in Jugoslavia ha visto la Vergine Maria? - mi ha chiesto Miss. S. - No, direi di no. - - Ma se lì appare tutti i giorni, da un sacco di anni...- Insomma, mi sono perso la più grande attrazione locale."


Adelphi, Milano - 2009
traduzione di Giulia Arborio Mella
pag. 55

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domenica 28 giugno 2009

pets & yoga

"'I've heard you're supposed to find a place away from family pets but I can't bear to shut out my puppy so I let him sit while I practice. Sometimes he licks my face or bites my shorts but mostly he's pretty patient.' --Hilary Fox

Pets: People who own pets often find that although they may be distracting at times, having the company of their pets while they practice can create a casual, comfortable, and playful atmosphere that deepens their enjoyment of their practice."

Rodney Yee & Nina Zolotow: Moving Toward Balance
Rodale Inc., Emmaus (PA) - 2004
pag. 16

catalogazione: libreria in camera da letto
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sabato 27 giugno 2009

metropoli

"Nonostante tutti i suoi fallimenti, però, aveva sentito dire un sacco di cose. - New York è un posto difficile, ammise J. Magari sei la persona più bella della serata, ma c'è qualcuno più intelligente di te, oppure sei la più intelligente ma c'è qualcuno più bello di te. - E perse i sensi."


Einaudi, Torino - 2009
traduzione di Martina Testa
pag. 123

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venerdì 26 giugno 2009

le asperità sono vitali!

"Il viaggio deve essere avventuroso. 'La gran cosa è il muoversi,' dice Robert Louis Stevenson in Travels with a Donkey [Viaggi a dorso d'asino] 'sentire più da vicino le necessità e gli intralci del vivere; scendere da questo letto di piume della civiltà e trovare sotto i piedi il granito del globo, sparso di selci taglienti'. Le asperità sono vitali. Tengono in circolo l'adrenalina.

L'adrenalina l'abbiamo tutti. Non possiamo eliminarla dal nostro organismo o pregare che evapori. Privati dei pericoli, inventiamo nemici artificiali, malattie psicosomatiche, esattori delle tasse, e, peggio di tutto, noi stessi, se siamo lasciati soli nella stanza singola. L'adrenalina è la nostra indennità di viaggio. Tanto vale consumarla in modo innocuo. Viaggiare in aereo è tonificante da questo punto di vista, ma noi, come specie, siamo terrestri. L'uomo ha camminato e nuotato ben prima di cavalcare o volare. Le nostre possibilità umane si realizzano meglio in terra o in mare. Il povero Icaro si schiantò.

La cosa migliore è camminare. Dovremmo seguire il poeta cinese Li Po 'nelle fatiche del viaggio e nelle molte diramazioni della via'. Infatti la vita è un viaggio attraverso un deserto. Questo concetto, universale fino alla banalità, non avrebbe potuto sopravvivere se non fosse biologicamente vero. Nessuno dei nostri eroi rivoluzzionari vale un soldo finché non ha fatto una buona camminata."

Bruce Chatwin: Anatomia dell'irrequietezza
Adelphi edizioni, Milano - 1996
traduzione di Franco Salvatorelli
pag. 124

catalogazione: libreria bianca in soggiorno
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giovedì 25 giugno 2009

il macaco senza storia

"Paolo Conte (1937, Asti)

Paolo Conte ha sempre avuto una faccia matura e seria, un carattere riservato e un vocione profondo. A nessuno veniva in mente che potesse fare il cantante nella frivola musica leggera italiana degli anni Sessanta. Quindi si limitava a scriverle, le canzoni: 'Azzurro' per Celentano, 'Insieme a te non ci sto più' per la Caselli, 'Onda su onda' per Lauzi, 'Messico e nuvole' per Jannacci. Poi, negli anni Settanta, venne fuori che si poteva fare il 'cantautore' e darsi un tono da intellettuale: e lui era perfetto e unico. E unico e perfetto è poi rimasto, sottraendosi sempre con eleganza a ogni piedistallo."

BUR, Milano - 2008
pag. 106



Sparring partner (1984)
"Paolo Conte fa questa cosa, che tira fuori dalle tasche una melodia imbattibile, con cui chiunque dominerebbe la stagione pop, e ci fa un piccolo ricamino meraviglioso, a margine della canzone. Prendete il passaggio centrale di 'Sparring partner', quello che apre la canzone al pianoforte: non viene mai usato nel cantato. Che lo stesso riesce a farne a meno egregiamente. Una canzone perfetta - 'una calma più tigrata' - una canzone stupenda."

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mercoledì 24 giugno 2009

ho sempre odiato i poliziotti

"«You're a policeman?» he asked.

«Yes.»

«I've always hated policemen. They're always either crooked or stupid.»

«Is that the kind of books you write?»

I could see him edging his chair round to block my way out. I caught the waiter's eye and he knew what I meant - there's an advantage in always using the same bar for interviews."

Graham Greene: The Third Man and The Fallen Idol
Penguin Books, Middlesex - 1971
pag. 26

catalogazione: una delle librerie in soggiorno
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martedì 23 giugno 2009

pedagogia canina

"Ma soprattutto, quell'estate, c'era Ali Dehestani, un ragazzo iraniano che giocava nella linea di attacco della squadra di football della nostra scuola, con la tirannia severissima del suo coprifuoco il cui controllo era stato demandato dai suoi genitori al sanguinario cane di famiglia. Se fosse tornato a casa dopo le 10, diceva Ali, il cane gli sarebbe semplicemente saltato alla gola per sbranarlo."

Einaudi, Torino - 2009
traduzione di Martina Testa
pag. 65

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lunedì 22 giugno 2009

si gioca in camera!

"55 gemprile

- Sono già quattro anni e qualche giorno che sono qui, si disse Giacomorto.
La sua barba era diventata più lunga.


59 gemprile

Cadeva una pioggia fine e perniciosa, e si tossiva. Il giardino scorreva, appiccicoso. Si vedeva a malapena il mare, dello stesso grigio del cielo, e, nella baia, la pioggia s'inclinava secondo il vento, trinciava l'aria di sbieco.

Non c'è niente da fare quando piove. Si gioca in camera. Noël, Joël e Citroën giocavano nella loro camera. Giocavano a chi sbava."

Boris Vian: Lo strappacuore
Marcos y Marcos, Milano - 1993
traduzione di Gianni Turchetta
pagg. 141-142

catalogazione: una delle librerie in soggiorno
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domenica 21 giugno 2009

l'autonomia dell'alluce

"Il signor Dall'Abaco si rivelò tutto pelle e ossa e sulle gambe gracili non c'era un filo di peluria. Ma ciò che fece scoppiare a ridere Roxane furono i grossi alluci che senza scarpe rimanevano sempre ritti. Perfino mia madre li notò e, girandosi verso Roxane, le chiese davanti a lui perché li teneva così. 'Non lo so', rispose lui con la sua tipica autoironia, 'Non lo faccio di proposito'. 'Ma non rischia di cadere?' L'insegnante si guardò gli alluci, come se fossero cugini alla lontana che aveva sempre voluto disconoscere. 'Non mi danno fastidio' disse."

Guanda, Parma - 2009
traduzione di Valeria Bastia
pag. 273

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sabato 20 giugno 2009

il bello della bicicletta

"E poi, come nel secolo precedente, scegliamo sempre la nostra bicicletta, il colore, lo stile, e basta un dettaglio per riconoscerla al primo colpo in mezzo alle altre. Paziente e fedele, è un'altra parte del suo proprietario; non vorremmo mai separarcene e, con le dovute proporzioni, il legame che ci unisce a lei ricorda un po' quello che evocava Aristofane nel Simposio di Platone: il vero ciclista esiste pienamente solo quando gli è restituita la metà persa del suo essere iniziale, è tutt'uno con lei. Il legame che unisce il ciclista alla sua bicicletta è, letteralmente, legame d'amore e di riconoscenza, che il tempo non consuma, ma rinforza, se poi la vita li separa, in forma di ricordo o nostalgia."

Marc Augé: Il bello della bicicletta
Bollati-Boringhieri editore, Torino - 2009
traduzione di Valentina Parlato
pagg. 49-50

catalogazione: nessuna, libro appena acquistato
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venerdì 19 giugno 2009

negare ciò che esiste e spiegare ciò che non esiste

"«Lo lasci dire», commentò Dupin, che non aveva ritenuto necessario replicare. «Lo lasci chiacchierare: questo gli scaricherà la coscienza. Sono soddisfatto di averlo battuto sul suo stesso terreno. Tuttavia, che egli non sia riuscito a risolvere questo mistero non deve sorprendere, dal momento che il nostro prefetto è più astuto che profondo. La sua saggezza non ha stamen: è tutto testa e niente corpo, come i ritratti della dea Laverna, o, se preferisce, tutta testa e tronco, come un merluzzo. Ma dopo tutto, è un brav'uomo. Mi è simpatico soprattutto per quel suo tocco magistrale di gergo che gli ha valso la sua reputazione di persona geniale. Intendo il modo che ha di negare ciò che esiste e di spiegare ciò che non esiste»."

Edgar Allan Poe: I delitti della Rue Morgue
Libera Informazione editrice, 1992 - Roma
pagg. 42-43

catalogazione: libreria bianca in soggiorno
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giovedì 18 giugno 2009

invidia e gelosia

"Angéla sa che cos'è l'ideologia, ti ho sentito spiegare dietro la mia maschera d'orso, ma non sa riempire un modulo per il cambio di residenza, i piani di lavoro trimestrale glieli stilavi sempre tu perché Angéla non è in grado di organizzare progetti, né di calcolare percentuali, e il bilancio consuntivo di fine anno avresti dovuto continuare a prepararlo tu, per sempre, anche quando io fossi stata tua moglie da un sacco di tempo. Ridevi e fumavi, avevi il tono di voce di chi parla d'un piccino adorato ma pasticcione. Io assentivo e borbottavo, mi sono infilata un'altra volta le zampe d'orso sulle mani e mentre ti riverivo, inchinandomi fino al pavimento, ringraziandoti con gli arti di peluche stretti sul cuore d'avermi chiesta in moglie, ho pensato: -Ma io voglio proprio che Angéla crolli, cada a pezzi, finisca in polvere, impari a riempire il modulo per il cambio di residenza, a stilare il bilancio consuntivo, a spostare il carbone, a patire la fame, a scappare atterrita, tutto ciò che gli altri esseri umani sanno già, Angéla deve crepare, non voglio vederla mai più. Ogni tanto avresti dovuto continuare ad andare da Angéla, mi hai detto, per controllare che avesse comprato la legna, perché lei è capacissima di scordarsi d'ordinare il combustibile per l'orfanatrofio, senza di te rischierebbe di affrontare l'inverno senza neanche una manciata di carbone in casa. Mi sono tolta la maschera d'orso: in quel momento hai visto la mia faccia, e anche la tua faccia è cambiata. -No, -ti ho detto, mettendomi a sparecchiare la tavola. -Grazie mille, ma no. Ti preferisco come amante."

Magda Szabò: L'altra Eszter
Einaudi, Torino - 2009
traduzione di Bruno Ventavoli
pag. 239

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mercoledì 17 giugno 2009

elementi eccitanti???

"- Elementi eccitanti: sotto questo nome vengono compresi alcuni elementi che sono usati in quantità non elevate nella composizione delle miscele e che hanno l'effetto di migliorarne le caratteristiche aumentando conseguentemente anche il rendimento del motore.

Gli eccitanti più usati sono il nitrometano, liquido pesante e piuttosto costoso, il nitrobenzolo o nitrobenzene, noto in commercio col nome di essenza di mirbana e riconoscibile dal caratteristico odore di mandorle amare, il nitropropano, il nitrato d'amile, l'acetato d'amile, l'essenza di trementina bidistillata e il toluene."

Bruno Ghibaudi: Modelli volanti
U. Mursia & C., Milano - 1972
pag. 182

catalogazione: libreria di fronte al divano
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martedì 16 giugno 2009

quid opus est partes deflere? tota flebilis vita est

"Seneca inizia a scrivere il libro sulla natura subito dopo aver comunicato a Nerone le prime dimissioni. Gli restano ancora tre anni. Nell'aprile del 65 viene scoperta la congiura dei Pisoni contro l'imperatore, e un centurione è spedito alla villa del filosofo. Seneca è pronto. La discinta Pompea e le sue ancelle scoppiano forse in lacrime, ma lui, il filosofo, ha ormai imparato a seguire obbedientemente il carro e si taglia le vene senza protestare. Come già aveva ricordato a Marcia in occasione della morte del figlio Metilio: Che motivo c'è di piangere le singole parti? Nel suo complesso la vita è degna di pianto."

Guanda, Parma - 2002
traduzione di Anna Rusconi
pag. 124

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lunedì 15 giugno 2009

il Mediterraneo: acqua azzurra in una tinozza di lisciva!

"Il barone si esaltava davanti all'oceano.

«Terribile e bello. Com'è superbo questo mare su cui cadono le tenebre! con tante esistenze in pericolo! Non ti pare, Giannetta?»

«Tutto ciò non vale il Mediterraneo» rispose lei con un sorriso gelato.

«Il Mediterraneo, il Mediterraneo!» s'indignava il padre. «Olio, acqua zuccherata, acqua azzurra in una tinozza di lisciva. Guarda questo com'è terribile con le sue creste di spuma! E pensa a tutti quegli uomini partiti là sopra che ormai non si vedono più.»"

Guy de Maupassant: Una vita
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 1979
traduzione di Marino Moretti
pagg. 89-90

catalogazione: una delle librerie in soggiorno



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domenica 14 giugno 2009

decollare verso l'ignoto

"Le eliche girano, l'aeroplano vibra e freme immobile, poi corre sul campo, ed ecco, è già in cielo. Ciampino, la via Appia, le tombe sono sotto di noi, e i saluti, le cerimonie, gli addii, il peso del distacco dalle persone, dalle cose della terra. Leggeri più dell'aria ci alziamo, legati ai sedili, senza pensieri, trascinati da un vento che ci deve portare lontano, in luoghi e in tempi, malgrado tutto, misteriosi, al di là di un invisibile muro d'aria, di pregiudizio e di mitologia, invisibile e compatto come uno specchio che riflette i visi e il terrore degli uomini, dove ciascuno, come in uno specchio, non sa più vedere altro che se stesso e le immagini infantili della meraviglia, dell'immaginazione e dello spavento."

Einaudi, Torino - 1982
pag. 5

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sabato 13 giugno 2009

vi tengo per il vostro dolore, non per la vostra arte

"«Voi conoscete la posizione del corpo. La vostra esecuzione non manca di sentimento. Il vostro archetto è leggero e scattante. La vostra mano sinistra salta come uno scoiattolo e si destreggia come un sorcio sulle corde. I vostri ornamenti sono ingegnosi e qualche volta piacevoli. Ma non ho sentito vera musica.»

Il giovane Marin Marais provò un misto di sentimenti ascoltando le conclusioni del suo maestro: era felice di essere stato accettato e ribolliva di collera per le riserve che Monsieur de Sainte Colombe metteva avanti una dopo l'altra senza mostrare più emozione che se si fosse trattato di indicare al giardiniere le talee e le sementi. Questi continuava:

«Potrete accompagnare la gente che danza o gli attori che cantano sulla scena. Vi guadagnerete la vita. Vivrete circondato di musica ma non sarete musicista.
«Avete un cuore per sentire? Avete un cervello per pensare? Avete l'idea di quello cui possono servire i suoni quando non si tratta più di danzare né di rallegrare le orecchie del re?
«Tuttavia, la vostra voce spezzata mi ha commosso. Vi tengo per il vostro dolore, non per la vostra arte.»"

Pascal Quignard: Tutte le mattine del mondo
edizioni Frassinelli, Piacenza - 1992
traduzione di Graziella Cillario
pagg. 46-47

catalogazione: una delle librerie in soggiorno

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venerdì 12 giugno 2009

un seno che colpisce...

"Vlasta mi fa: Hei maschio, dedicati un po' a me. Ma il vecchio Svec mi aveva dato dei mille da tenere, stavo seduto vicino a lui come una specie di Rothschild. Allora Vlasta si toglie la camicetta e mette una mano dietro la schiena e fa: Discutiamo un po' del rinascimento europeo, mi senti? E io tenevo quei mille e non prestavo attenzione e all'improvviso Vlasticka slacciò il bottone del reggiseno e il suo seno sgorgò come due boccali da mezzo litro di birra e uno dei seni mi colpì alla testa e l'altro mi stese e il vecchio Svec cadde pure luie trascinò giù il telo con le carte e tutti quanti i giocatori furono travolti dal seno di Vlasticke e lei stava sopra di noi..."

e/o edizioni, Roma - 2009
traduzione di Annalisa Cosentino
pag. 70

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giovedì 11 giugno 2009

anche i membri del Partito devono ammettere che le volpi mandano un bagliore

"Era una volpe? Non mi aspetto alcuna risposta, pongo la domanda solo per rompere il silenzio. Mia moglie guarda allarmata la zia, sul cui viso si diffonde un misterioso alone color cera. Certo che era una volpe! dice mia zia. Un cane non era. I cani hanno la coda in alto, le volpi invece la tengono parallela al terreno, dritta come una scopa. Se fosse stata notte, avremmo visto la luce che diffonde mentre corre. Sorrido. Non ci credi? continua. Guarda che sono un membro del Partito anch'io, e anche i membri del Partito devono ammettere che le volpi mandano un bagliore."

Mo Yan: L'uomo che allevava i gatti e altri racconti
Giulio Einaudi editore, Torino - 2008
traduzione dal cinese di D. Turc-Crisà, M.R. Masci, L. Maconi e G. Trentin

pagg. 100-101


catalogazione: in giro per casa

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mercoledì 10 giugno 2009

perché partiamo quando sulla terra esplode la primavera?

" Простите пехоте,
что так неразумна бывает она:
всегда мы уходим,
когда над землею бушует весна.
И шагом неверным,
по лестничке шаткой спасения нет...
Лишь белые вербы,
как белые сестры, глядят тебе вслед.

Не верьте погоде,
когда затяжные дожди она льет.
Не верьте пехоте,
когда она бравые песни поет.
Не верьте, не верьте,
когда по садам закричат соловьи:
у жизни со смертью еще не окончены счеты свои.

Нас время учило:
живи по-походному, дверь отворя...
Товарищ мужчина,
а все же заманчива должность твоя:
всегда ты в походе,
и только одно отрывает от сна:
чего ж мы уходим,
когда над землею бушует весна?

Куда ж мы уходим,
когда над землею бушует весна?


Perdonate la fanteria, spesso è così stupida:
partiamo sempre quando sulla terra esplode la primavera.
E con passo incerto, sulla scala che vacilla non c'è salvezza.
Ci sono solo salici bianchi, come bianche sorelle che ti guardano andare.

Non credete al tempo quando riversa a lungo la pioggia.
Non credete alla fanteria quando canta canzoni gagliarde.
Non credete, non credete, quando nei giardini cantano gli usignoli.
La vita e la morte non hanno ancora chiuso i loro conti.

A noi il tempo ci ha insegnato a vivere all'addiaccio, con la porta aperta.
Compagno uomo, la tua sorte è ingannevole: sei sempre in marcia,
però c'è una domanda che ti fa perdere il sonno.
Perché partiamo quando sulla terra esplode la primavera?"

Pietro Zveteremich (a cura di): Canzoni russe di protesta

Aldo Garzanti Editore, Milano - 1972
pag. 30

catalogazione: libreria di fianco al divano
video
Bulat Okudzhava

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martedì 9 giugno 2009

piedi per la vita

"L'inizio inizia con le scarpe. Da bambina non sopporto di stare a piedi nudi e chiedo sempre delle scarpe, le scarpe di chiunque, anche nei giorni più caldi. Mia madre, à minha mãe, è scontenta, è arrabbiata per quelle che chiama le mie arie da signorina. Solo le donnacce portano i tacchi alti. Io sono pericolosa, dice, una selvaggia, però cede e mi lascia portare le scarpe buttate via da qualcuno nella casa della Senhora, a punta, con un tacco rotto e l'altro consumato e una fibbia sopra. Per questo, dice Lina, i miei piedi non servono a niente, saranno sempre troppo morbidi per la vita e non avranno mai la pianta forte, più dura del cuoio, che la vita richiede."

Toni Morrison: Il dono
Frassinelli editore, Milano - 2009
traduzione di Silvia Fornasiero
pag. 2

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lunedì 8 giugno 2009

82816

"One of those compounds, labeled 82816, blocked the uptake of serotonin and very little else. In all, Wong quickly tested over 250 compounds, but none looked as selective in its effect on serotonin as did 82816. The chemical was then tested in Fuller's rat system, the one that had initially sparked Molloy's interest in brain chemistry. There and elsewhere, 82816 selectively blocked the reuptake of serotonin into transmitting cells. Compound 82816 was fluoxetine oxalate; it turned out to be easier to work with a related preparation, fluoxetine hydrochloride. Fluoxetine hydrochloride is Prozac."

Peter D. Kramer: Listening to Prozac
Viking Penguin, New York - 1993
pagg. 63-63

catalogazione: una delle librerie in soggiorno

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domenica 7 giugno 2009

dinastie

"Quando Don Blasco sentiva esaltare la bontà del giovane re di Sardegna, alzava le braccia sul capo, scotendo le mani come alacce di pipistrello, con un gesto d'orrore disperato: -Passa Savoia! Passa Savoia!-. Nel 1713, quando Vittorio Amedeo, assunto al trono di Sicilia, era venuto nell'isola, in gran pompa, traversandola da un capo all'altro, il passaggio del nuovo re era stato seguito da una mal'annata come da un pezzo non si rammentava l'eguale; e nelle popolazioni spaventate ed immiserite era rimasto in proverbio quel detto: Passa Savoia! Passa Savoia! come il sintomo di una sciagura, di un castigo di Dio."

Federico De Roberto: I Viceré
Mondadori, Milano - 1991
pag. 195

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sabato 6 giugno 2009

caduti sul lavoro

"Un giorno un ingegnere aveva detto a Rivière, mentre questi si curvava su un ferito presso un ponte in costruzione: «Questo ponte vale il prezzo di un volto sfracellato?». Non uno dei contadini per cui veniva aperta quella strada avrebbe accettato, per evitare un lungo giro vizioso sino al ponte seguente, di mutilare quel terribile volto. E tuttavia i ponti vengono costruiti. L'ingegnere aveva soggiunto: «L'interesse generale è formato di molti interessi particolari: esso non giustifica niente altro».«E tuttavia» gli aveva risposto più tardi Rivière «benché la vita umana non abbia prezzo, noi operiamo sempre come se qualcosa sorpassasse in valore la vita umana... Ma cosa?»"

Antoine de Saint-Exupéry: Volo di notte
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 1981
traduzione di Cesare Giardini
pagg. 75-76

catalogazione: libreria di fronte al divano



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venerdì 5 giugno 2009

i nomi dei poeti

"Non so bene da quali dettagli la riconosco. Mi rivolgo subito al tassista. 'Questa è Piazza Hedayat?' Lo era, mi risponde ironico. Le hanno cambiato nome come a tutte le altre. Adesso si chiama Martire Tavassoli. Cosa vuole, gli scrittori non hanno più il vento in poppa. Meglio i terroristi! L'assassino di Sadat, Khaled Estamboli, ha una via a suo nome. E lo stesso per Bobby Sand, uno dei fondatori dell'Ira. Abbiamo anche un Piazzale Bolivar e naturalmente un viale Nauphle le chateau. Che idea ha avuto l'imam, di abitare in periferia! Viale Parigi avrebbe suonato meglio!"

Piemme, Milano - 2009
traduzione di Roberto Boi
pag. 105

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giovedì 4 giugno 2009

il direttore della Pelni Lines

"Occhiali neri, berretto di feltro con visiera e fronzoli d'oro, di quelli da ammiraglio americano, con il suo nome da una parte e quello della linea di navigazione dall'altra, baffi radi e spioventi, e una grande bocca piena di dentoni bianchissimi. Aveva navigato in tutti gli angoli del mondo e parlava l'olandese, la lingua dei colonizzatori, per i quali però non aveva alcun rispetto. «Sono stati qui per trecento anni e che cosa hanno lasciato? Le palme!» disse indicando una fila di belle chiome contro il cielo. Parlava anche un ottimo inglese e aveva un giudizio molto sommario ma preciso sulle donne dei vari paesi: splendide le italiane, seducenti le spagnole, professionali le francesi; orribili invece le nordiche, tutte le nordiche. «È la pelle... quella pelle bianca che mi fa ribrezzo», diceva."

Tiziano Terzani: Un indovino mi disse
TEA, Milano - 1998
pagg. 253-254

catalogazione: libreria in ingresso
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mercoledì 3 giugno 2009

ricordarsi chi si è

"Dopo il cielo e la terra Kuru creò gli uomini. Chiamò il suo angelo e gli disse di separare le persone in bianchi e neri. L'angelo eseguì. Poi Kuru disse all'angelo di portare tutti i tipi di utensili e quando li vide impilati di fronte a sé, Kuru diede alla gente nera l'aratro, la zappa, il martello e l'incudine e li mandò a vivere sulle colline e nelle foreste perché fossero agricoltori e fabbri. Zapparono la terra e piantarono i semi, e si costruirono case di terra con i tetti ricoperti di foglie di palma. Ai bianchi diede una bussola, una squadra e un sestante. Loro costruirono navi e solcarono mari. Commerciarono e diventarono ricchi. Poi Kuru capì di avere diviso i doni in modo ingiusto. Così diede alla gente nera qualcosa che nessun altro aveva. Diede loro il potere della divinazione. I neri avrebbero potuto usare il loro dono per arricchirsi, ma non fu così. Parlavano agli spiriti e a chi li aveva preceduti. Chiedevano il loro consiglio e li consultavano sul da farsi. Questo era il modo in cui vivevano. Seppi questa storia prima di lasciare il villaggio per andare a scuola. A quel tempo era tutto una questione di istruzione, istruzione. Volevamo imparare i modi degli europei. Dapprima pensai che la storia servisse come un incoraggiamento allo studio. E come avvertimento a non copiare quegli sciocchi neri che non erano riusciti ad usare il loro dono per arricchirsi. Ma adesso non lo penso affatto. Adesso penso che forse eravamo così ansiosi di copiare gli altri da dimenticarci chi eravamo."

Aminatta Forna: Le pietre degli avi
Feltrinelli, Milano - 2007
traduzione di Katia Bagnoli
pag. 138

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martedì 2 giugno 2009

ultimo tango a Parigi

"Quando mi parve che la signora Poilsoyeux imitasse con sufficiente verosimiglianza lo stato di piacevole ebrezza desiderato da Montencon, aspettai che si alzasse un'altra volta e, rapidissimo, mentre con una mano l'afferravo in vita le agguantai con l'altra la fica: desideravo fotterla, questo è evidente, ma anche incoraggiarla e lavorare un po' la sua gioia perché le fosse poi più facile accogliere un membro più grosso del mio... La rovesciai. Dopo aver preso una noce di burro fresco rimasto sulla tavola, le unsi accuratamente i bordi della fessura--e spinsi."

Nicolas Edme Rétif de la Bretonne: L'anti-Justine
Ugo Guanda editore, Milano - 1980
a cura di Ferdinando Bruno
pag. 97

catalogazione: una delle librerie in soggiorno
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lunedì 1 giugno 2009

versione autentica?

"In quei giorni ero quello che era arrivato da Nazaret per farsi battezzare da Giovanni nel Giordano. E il Vangelo di Marco avrebbe affermato che, quando risalii dall'acqua, i cieli si aprirono e io vidi 'discendere lo Spirito come una colomba'. Una voce possente disse: Tu sei il mio Figlio diletto, in te io mi compiaccio.' Poi lo Spirito mi condusse nel deserto, dove rimasi per quaranta giorni e quaranta notti e venni tentato da Satana. Il Vangelo di Marco, che non oserei definire falso, è tuttavia esagerato. E andrei ancor più cauto per quelli di Matteo, Luca e Giovanni, che mi hanno attribuito parole che non ho mai pronunciato e mi hanno descritto come mite anche quando ero pallido di rabbia. Le loro narrazione sono state scritte molti anni dopo la mia dipartita e si limitano a ripetere quanto era stato raccontato loro da uomini anziani. Molto anziani. Su questi racconti non si può fare affidamento, così come non ci si può appoggiare a un arbusto che si sradicherebbe e volerebbe via, portato dal vento. Darò quindi la mia versione."

Baldini Castoldi Dalai editore, Milano - 2008
traduzione di Maria Teresa Marenco
pag. 11

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