sabato 2 agosto 2008

il passato che non passa

"Vienna, martedì 6 ottobre 1998. In albergo.
Dopo ventisette anni oggi ti rivedo, madre, e mi domando se nel frattempo tu abbia capito quanto male abbia fatto ai tuoi figli. Stanotte non ho chiuso occhio. Ora è quasi giorno; ho aperto la serranda. Un fumoso velo di luce si va schiarendo sopra i tetti di Vienna. Oggi ti rivedo, madre, ma con quali sentimenti? Che cosa può provare una figlia per una madre che ha rifiutato di fare la madre per entrare a far parte della scellerata organizzazione di Heinrich Himmler? Rispetto? Solo per la tua veneranda età - ma per nient'altro. E poi? Difficile dire: nulla. Dopotutto sei mia madre. Ma impossibile dire: amore. Non posso amarti, madre.
Mi sento agitata, e mio malgrado ripenso al nostro ultimo incontro, nel 1971, allorché ti rividi dopo trent'anni, e rabbrividisco al ricordo dello sgomento che provai scoprendo che eri stata un membro delle SS. E non eri pentita. Anzi. Ancora ti compiacevi del tuo passato, del tuo essere stata, di quell'efficiente fabbrica di orrori, una impiegata modello."

Helga Schneider: Lasciami andare, madre
Adelphi, Milano - 2001
pag. 11




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