lunedì 22 settembre 2008

immortalità senza desiderio

"Nina sfregava la padella di Aleksej meglio delle pentole da cucina, le sue lenzuola, lavate cento volte, sempre appese in balcone, lasciavano trasparire ghirigori tigrati di vecchia urina che tuttavia non avevano un odore più forte delle rose stampate sull'abito sintetico dell'impiegata".

Ol'ga Slavnikova: L'immortale
Einaudi, Torino - 2006
traduzione di Grazia Perugini

collocazione: libreria di Sara

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un luogo delizioso

"È disteso su sette colli, altrettanti luoghi da cui godere esaltanti panorami, il vasto, irregolare e multicolore insieme di case che costituisce Lisbona.

Per il viaggiatore che arriva dal mare, Lisbona, anche da lontano, si erge come un'affascinante visione di sogno, contro l'azzurro vivo del cielo che il sole colora del suo oro. E le cupole, i monumenti, i vecchi castelli si stagliano sopra il turbinio di case, come araldi lontani di questo luogo delizioso, di questa regione fortunata.


Per il turista, lo stupore comincia quando la nave si avvicina alla barra e, dopo aver passato il faro del
Bugio—la piccola torre di guardia alla foce del fiume, costruita tre secoli fa su disegno di frate João Turriano—appare la fortificata Torre di Belém, un esempio magnifico dell'architettura militare del XVI secolo in stile romanico-gotico-moresco."

Fernando Pessoa: Lisboa - Quello che il turista deve vedere
Edizioni Biblioteca del Vascello, Roma - 1993

traduzione di Ugo Serani

pag. 15


catalogazione: libreria di fronte al divano

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domenica 21 settembre 2008

per essere belli

"Di preferenza sotto il solleone, perché si suda di più, uomini di tutte le età e corporature, e anche qualche donna, fanno jogging lungo le poche salite dell'isola. Una smorfia dolorosa sul volto, gli occhi accecati dal sudore, talora iniettati di sangue. Moderni Sisifi, non devono la loro fatica e punizione a un dio, ma a se stessi; e anche se non rotolano su e giù un grosso masso, doppia è la loro fatica a causa del peso maggiore del libero arbitrio. E doppiamente immane. Se chiedi loro perché lo fanno, rispondono: "Per essere sani, per essere in forma". Non osano dire: "Per essere belli". Almeno non ancora. Si sacrificano a un idolo. Degli autoflagellanti senza saperlo, che invece di imitare la Passione di Cristo, imitano quella del nostro tempo: l'eterna giovinezza."

Fabrizia Ramondino: L'isola riflessa
Einaudi, Torino - 1998
pag. 72

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il biglietto da visita della casa

"Lo spazio d'ingresso in un appartamento è sempre abbastanza difficile da risolvere. La tendenza attuale è quella di eliminarlo come spazio separato, che non ha particolari funzioni se non quella di accesso ai vari locali. Ma anche quando lo si voglia mantenere bisogna fare molta attenzione a come lo si arreda, perché è un po' il biglietto da visita della casa, deve quindi rispecchiarne lo stile, anticipare le caratteristiche del suo arredo."

Mario Mastropietro e Marta S. Espanet: La casa e l'arredamento. Il manuale completo per abitare meglio
Edizioni Euroclub Italia, Bergamo - 1982
pag. 186


catalogazione: libreria di fronte al divano

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sabato 20 settembre 2008

Praskovia e suo marito

"Alla casa badava Praskovia, una robusta popolana di sessant'anni, vivace ed energica come se avesse avuto vent'anni di meno. Era uno spettacolo esilarante osservarla mentre dalla veranda dietro la casa sorvegliava le galline, con i pugni sui fianchi, indossando informi calzoncini corti cuciti da lei stessa e una blusa matronale guarnita di strass. Aveva allattato Aleksandr e suo fratello ai tempi della loro infanzia ad Harbin, e ora veniva aiutata a sbrigare le faccende in casa da suo marito, un anziano cosacco tetro e flemmatico le cui maggiori passioni nella vita erano: rilegare libri—con un sistema perfezionato da lui stesso e quasi patologico che si credeva tenuto a infliggere a ogni vecchio catalogo o a ogni rivistucola capitatigli tra le mani—; preparare liquori di frutta; e uccidere i piccoli animali della foresta."

Vladimir Nabokov: Pnin
Ugo Guanda editore, Parma - 1991

traduzione di Bruno Oddera

pag. 117


catalogazione: libreria dietro il computer

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piccole eredità

"Confesso che provo uno strano conforto quando ravviso nei bambini le somiglianze ereditate da altri membri della famiglia, e la mia speranza è che mio nipote le conservi in età adulta. Naturalmente non è soltanto da bambini che si è accessibili a queste piccole eredità. Un maestro o un mentore ammirato profondamente all'inizio dell'età adulta lascerà il suo segno; perciò, ancor molto tempo dopo esser giunti a riesaminare, e forse anche a respingere, l'essenza del suo insegnamento, alcuni suoi tratti tenderanno a sopravvivere, come un'ombra della sua influenza, per rimanere saldati all'allievo per tutta la vita. Mi rendo conto, per esempio, che alcuni miei atteggiamentiil modo come tengo alzata la mano quando spiego qualcosa, alcune inflessioni della voce quando cerco di comunicare ironia o impazienza, persino intere frasi che mi piace citare e che la gente è ormai indotta a ritenere miemi rendo conto che sono tutte caratteristiche che in origine io presi da Mori-san, il mio maestro d'un tempo. E forse non è mia indebita vanteria pensare che molti dei miei stessi allievi abbiano avuto a loro volta da me di queste piccole eredità. Spero pure che, anche se sono giunti a dare una diversa valutazione degli anni trascorsi sotto la mia guida, la maggior parte di loro mi rimarranno grati per ciò che hanno imparato da me."

Kazuo Ishiguro: Un artista del mondo effimero
Einaudi, Torino - 1994
traduzione di Laura Lovisetti Fuà
pag. 135

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venerdì 19 settembre 2008

tappo contro tappo

"Il existe une méthode permettant d'empiler des bouteilles de façon très solide, et sans aucun support. Vous pouvez l'utiliser par exemple pour une grande quantité de petits vins: commencez par aligner deux rangées de bouteilles bouchon contre bouchon, puis complétez avec une troisième rangée au milieu, reposant sur les deux autres; poursuivez l'opération, qui n'est réalisable qu'avec des bouteilles rigoureusement identiques. C'est ainsi que l'on empile les bouteilles dans les chais des vignerons."

Gilles du Pontavice: Créer sa cave et choisir son vin
Éditions Ouest-France, Rennes - 2001
pagg. 17-18

catalogazione: libreria alla sinistra del computer
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perché uccidere le Ninfe?

"Al declinare di quel giorno egli vide sul sentiero una donna che gli veniva incontro. [....] Passando davanti alla cappella essa guardò con attenzione il monaco, che ne fu disturbato nelle sue orazioni.
-Questo sentiero non porta da nessuna parte, donna -le disse- di dove vieni?
-Da Est, come il mattino -disse la giovane- E tu che cosa fai qui, vecchio monaco?
-Ho murato in questa grotta le Ninfe che infestavano ancora la contrada, disse il monaco, e contro l'apertura dell'antro ho costruito una cappella che loro non osano attraversare per fuggire perché sono nude e, a lor modo, temono Dio.
Aspetto che muoiano di fame e di freddo nella loro caverna e allora la pace di Dio regnerà sui campi.
-Chi ti dice che la pace di Dio non si stenda alle Ninfe come ai cerbiatti e ai greggi delle capre? rispose la giovane. Non sai che al tempo della creazione Dio dimenticò di dare le ali a certi angeli, che caddero sulla terra e presero dimora nei boschi, dove formarono la razza delle ninfe e dei Pan? E altri si fissarono su una montagna, dove divennero dei dell'Olimpo?"

Marguerite Yourcenar: Novelle orientali
traduzione di Maria Luisa Spaziani
Rizzoli, Milano - 1998
pag. 93



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fecondare

"Costruire un porto, significa fecondare la bellezza d'un golfo. Fondare biblioteche, è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire"




"Quando gli dèi non c'erano più e Cristo non ancora, tra Cicerone e Marco Aurelio, c'è stato un momento unico in cui è esistito l'uomo, solo."(M. Yourcenar)

Marguerite Yourcenar: Memorie di Adriano
Einaudi, Torino - 1981
traduzione di Lidia Storoni Mazzolani

catalogazione: libreria di Sara

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giovedì 18 settembre 2008

il rimorso di sopravvivere

"Certo, fossi stato sicuro di non lasciarmi dietro a ogni passo le mie lumacature e polluzioni d'untore, non sarei rimasto a covare nel pagliericcio la febbre come una cimice, ma sarei sceso a consumarmi fra la gente, in fretta, ero troppo vigliacco per morire a rate. Questo nei primi mesi, poi alla esistenza smozzicata degli altri finii con l'assuefarmi, e dal loro consorzio non volli più disertare. Con essi ho spartito, all'ombra della stessa bandiera gialla, ogni elemosina dell'ora, tutti gli inganni e i disinganni delle loro carriere, benché non la fine repentina che le concluse. Ma se di tanti io solo, premio o pena che sia, sono scampato e respiro ancora, è maggiore il rimorso che non il sollievo, d'avere tradito a loro insaputa il silenzioso patto di non sopravviverci."

Gesualdo Bufalino: Diceria dell'untore
Bompiani, Milano - 2001

catalogazione: libreria di Sara

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litigare con i morti

"Nel nome del padre, del Figlio, e della mer... Quando mi sento molto male, anche se mi vergogno di me stesso, mi ricordo di essere cattolico... sempre, quando le cose vanno molto male, ti ricordi di Dio. Quando le cose vanno molto bene, pure gridi, Dio, come si sta bene, ma questo è soltanto un gioco linguistico, che non ha nulla a che vedere con la Sacra Famiglia. Mai, o parassita, sei stato un buon cattolico, mi grida direttamente nell'orecchio mia nonna. In realtà lei è morta, ma ecco adesso tratta tutte le leggi della metafisica come il macellaio la carne al mercato. Nonna, le grido, tu sei morta da tempo, devi stare zitta sottoterra senza frugarmi nella testa, e poi, come con l'albero, e cosa c'entra l'albero, grida la vecchia senza calmarsi, un albero non è ancora una dimostrazione, ma mi mancano del tutto le forze per litigare con i morti e faccio finta di non sentirla più. Per qualche tempo borbotta ancora nell'etere metafisico, e poi, vedendo che non reagisco, chiude il becco. Si è offesa. Non ha importanza, io sono il peggiore cattolico del mondo, così almeno potrò giustificare il mio ritardo dalla realtà di tre secondi..."

Sigitas Parulskis, Tre secondi di cielo
ISBN edizioni, Milano - 2005
traduzione di
B. Zindziute-Michelini e G. Michelini

catalogazione: libreria di Sara
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la TV scioglie la serietà dell'esistenza

"La televisione, quando moltiplica e ingigantisce realtà negative, rischia di rendere la persona insensibile, scettica. Questa mi sembra la cosa più grave: che il bombardamento di cose contradditorie, negative, inaccettabili sciolga la serietà dell'esistenza. Non per questo una persona diventa necessariamente più cattiva, ma corre il pericolo di disinteressarsi di tutto, di diventare svagata, svogliata, di perdere il nerbo. La televisione può snervare la coscienza, questo sì, perché ha, in questo senso, un forte potere distruttivo. La coscienza esposta a miriadi di immagini crudeli, scioccanti può diventare superficiale, come se fosse di fronte alla prova che tutto equivale a tutto."

Carlo Maria Martini: Dialogo con il televisore
Editrice l'Unità, Roma - 1993

pag. 129


catalogazione: libreria di fronte al divano (
sopra al televisore)
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Quoi?

"È difficile trovare un solo Presidente degli Stati Uniti, almeno nel XX secolo, che non abbia ad un certo punto affermato che gli Stati Uniti sono il più grande paese del mondo. Non so se i nostri onnipresenti istituti di sondaggi abbiano mai posto direttamente questa domanda agli americani, ma ho il sospetto che la percentuale della popolazione americana che si direbbe d'accordo con un'affermazione del genere sarebbe di fatto assai elevata. Vorrei che rifletteste su come questa affermazione appaia, non solo a persone che vivono in paesi poveri con culture ben diverse dalla nostra, ma ai nostri amici e stretti alleati, ai canadesi, agli inglesi e naturalmente ai francesi."

Immanuel Wallerstein: Il declino dell'America
Feltrinelli, Milano - 2004
traduzione di Mauro Di Meglio
pag. 160

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mercoledì 17 settembre 2008

ballando con Henry Mancini


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quando le nubi si rammolliscono

"I suoi confusi presentimenti si avverarono. Durante la passeggiata ella sentì come l'aria si addolciva, come le nubi si rammollivano e si ammorbidiva il rumore secco degli zoccoli. Non erano ancora accesi i lampioni quando le asciutte piumoline grigiognole cominciarono a vagare nell'aria turbinando. Ma prima ancora che la carrozza avesse attraversato il ponte, non vi erano più fiocchi singoli e cominciò a venir giù fitta una neve bagnata, a grosse falde. Davletša scese di serpa e alzò il mantice di cuoio. Ženja e Serjoža si trovarono al buio e allo stretto. La bambina avrebbe voluto scatenarsi come intorno a lei si scatenava il maltempo. Si accorsero che Davletša li riportava a casa soltanto perché udirono di nuovo il ponte sotto a Vykormyš. Le vie erano divenute irriconoscibili; anzi, non c'erano più vie. A un tratto calò la notte e la città, impazzita, cominciò a muovere innumerevoli migliaia di grosse labbra imbiancate."

Boris Pasternak: L'infanzia di Ženja Ljuvers
Giulio Einaudi editore, Torino - 1960
traduzione di Clara Coïsson

pag. 59


catalogazione: libreria di fronte al divano

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martedì 16 settembre 2008

la lampada di Buddha

"La lampada contiene l'olio racchiuso nel suo interno, al sicuro da ogni perdita, e in questo stato essa rimane appartata da tutti gli oggetti che la circondano, sola nella sua avarizia. Non appena però viene accesa, ritrova il suo vero fine, poiché stabilisce le sue relazioni con tutte le cose, vicine o lontane, e volontariamente fa il sacrificio dell'olio per alimentare la fiamma. Simile alla lampada è il nostro io: finché è dominato dal desiderio di possesso rimane avvolto nel buio e le sue azioni sono in contrasto col suo vero fine. Ma quando ha trovato la luce, dimenticando immediatamente se stesso, la innalza sopra a tutte le cose e pone al suo servizio tutto ciò che possiede poiché in essa trova la sua rivelazione. Questa rivelazione è la libertà predicata da Buddha, che chiese alla lampada di dare il suo olio."

Rabindranath Tagore: La vera essenza della vita (Sâdhâna)
Guanda editore, Parma - 1988
traduzione di Brunilde Neroni
pag. 59

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malattia dell'astrazione

"Il Pascoli, dunque, considera la poesia soggettiva come l'unica possibile poesia dei suoi tempi e ci presenta un profilo esasperatamente romantico del poeta che 'si lancia come un falco nelle lande misteriose illuminate dalla calma luce crepuscolare,' che 'ode voci strane e terribili e ad ora ad ora una melodia di lire eolie e di liuti': e giunge effettivamente ad adombrare una poetica simbolista non solo nell'accenno un po' generico al mondo che si vivifica intorno al poeta, alle nuvole che sembrano guerrieri e agli alberi che sembrano dei (che sarebbe ancora un simbolismo piuttosto esterno), ma soprattutto con la indicazione del processo di formazione del simbolo, quella 'malattia dell'astrazione,' che porta lo spirito umano a creare figure, miti, favole, niente affatto corrispondenti alla realtà e negati e contraddetti dalla ragione che si manifesta in modo spontaneo nei primitivi ('che è comune ai poeti primitivi') e nel sogno ('io astraggo dal mondo d'oggi come astrae chi sogna')."

Carlo Salinari: Miti e coscienza del decadentismo italiano
Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano - 1975
pag. 155


catalogazione: libreria dietro il computer
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lunedì 15 settembre 2008

In a Persian market - Taraf de Haïdouks


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woman's liberation

"WOMAN'S LIBERATION:

lui è decisamente a favore, dice, niente è più urgente nella nostra società. Se abbia mai vissuto con una donna emancipata, non è Lynn a domandarlo, e lui si rammarica di essersi posto questa domanda da solo; adesso Lynn vorrebbe saperlo, e lui versa del tè. Una donna emancipata? Mangiano coi bastoncini cinesi, a volte ci si riesce, a volte no, i due bastoncini afferrano il bianco, leggero riso asciutto, i germogli di bambù invece sono scivolosi, e non si perdono solo i germogli di bambù, ma anche il tema del discorso..."

Max Frisch: Montauk
Giulio Einaudi editore, Torino - 1977

traduzione di Bruna Bianchi
pag. 60


catalogazione: libreria accanto al divano

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bellezza, maternità e tranquillità: che pacchia!

"Le società industriali in quest'epoca hanno adattato la donna al lavoro nei suoi aspetti più materiali rendendola come l'uomo, a scapito della sua femminilità e del suo ruolo naturale nella vita, relativamente alla bellezza, alla maternità e alla tranquillità. Ebbene esse sono società incivili, società materialistiche e barbare. È stolto e pericoloso per la civiltà umana imitarle!"

Moammar El Gheddafi: Il libro verde
Editore Centro Internazionale, Tripoli - 1984
pag. 152

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domenica 14 settembre 2008

Costantinopoli trema

"Ci volle tempo perché i grandi cannoni arrivassero da Edirne, traballando lungo le piste rese fangose dalla pioggia primaverile sui carri dalle pesanti ruote. Li si potè udire da lontano. I buoi al giogo sguazzavano nel fango e muggivano; gli uomini gridavano; gli assali stridevano emettendo un'unica nota continua che sembrava una sovrannaturale voce stellare."


Roger Crowley: 1453. La caduta di Costantinopoli
Bruno Mondadori editore, Milano - 2008
traduzione di Francesco Saba Sardi
pag. 113

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nata per essere accarezzata

"A sedici anni, mia madre metteva al mondo il suo primogenito, ma quando io apersi gli occhi alla luce, nessuno avrebbe potuto credere che fosse madre di tre figli. E questa donna, che era nata per essere accarezzata e abbracciata, veniva picchiata a sangue. Se però mio padre non le prodigava carezze, i suoi amanti la compensavano brillantemente; d'altra parte non ho mai potuto sapere se, in origine, fu mia madre che cominciò a ingannare suo marito e si fece battere, o se fu mio padre che, maltrattando la moglie, si fece tradire. In ogni caso, la confusione in casa nostra non cessava mai, perché le grida di gioia si alternavano a quelle di dolore e, appena la bufera era cessata, le risate di nuovo squillavano sui visi inondati di lacrime.

Io facevo la guardia mangiando pasticcini, mentre 'i cortigiani,' in atteggiamenti del resto molto decenti, stavano seduti alla turca sul tappeto, cantavano e facevano danzare le donne, suonando motivi orientali su una chitarra con accompagnamento di nacchere e di tamburelli. Mia madre e Kyra, vestite di seta e divorate dal piacere, eseguivano la danza del fazzoletto, giravano, piroettavano, si stordivano."


Panait Istrati: Kyra Kyralina
Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano - 1978

traduzione di Gino Lupi

pagg. 48-49


catalogazione: libreria dietro il computer
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sabato 13 settembre 2008

gli spaghetti del panda

"Po il panda stava sognando di essere un grande guerriero di kung fu che affrontava i nemici con una lunga spada facendoli volare gambe all'aria! All'improvviso il sogno finì e la voce di suo padre squillò al piano di sotto: «Po, muoviti o farai tardi al lavoro!» Già, Po non era un guerriero ma lavorava nella tavola calda del padre, la cui specialità erano gli spaghetti. Erano buonissimi perché suo papà usava un ingrediente segreto!"


AAVV: Kung Fu Panda
Mondadori, Milano - 2008
traduzione di Augusto Macchetto
pag. 4

catalogazione: in salotto in attesa di Tommasino

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disciplina proletaria

"«Chiedo scusa», lo interruppe Schwonder. «Siamo venuti a parlarle proprio della sala da pranzo e dell'ambulatorio. L'Assemblea Generale la prega di rinunciare alla sala da pranzo: spontaneamente, per disciplina proletaria. A Mosca nessuno ha la sala da pranzo.»
«Neanche Isadora Duncan», gridò la donna con voce squillante.

Filìpp Filìppovič subì una leggera trasformazione. Divenne paonazzo e rimase in attesa del seguito senza emettere un suono.

«E per quanto riguarda l'ambulatorio», continuava Schwonder, «lei può benissimo mettere ambulatorio e studio nella stessa stanza.»

«Uhm,» fece Filìpp Filìppovič con una voce strana, «e dove dovrei consumare i pasti?»

«In camera da letto», risposero tutti e quattro in coro.

Il colorito paonazzo di Filìpp Filìppovič prese una sfumatura un po' grigiastra.
«Consumare i pasti in camera da letto», cominciò con voce leggermente strozzata, «leggere in ambulatorio, vestirsi in sala d'aspetto, operare nella camera della servitù e visitare in sala da pranzo. È possibilissimo che Isadora Duncan faccia proprio così. Può darsi che pranzi nello studio e vivisezioni i conigli in bagno. Può benissimo darsi. Ma io non sono Isadora Duncan!...»"

Michail Bulgakov: Cuore di cane
Newton Compton editori, Roma - 1975

traduzione di Viveka Melander

pagg. 44 -45


catalogazione: una delle librerie in soggiorno

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venerdì 12 settembre 2008

parole grosse!

"Amanti? Una parola grossa. Potevo essere l'amante di un uomo, quando l'unica cosa che volevo da lui era che mi tenesse abbracciata dietro una porta chiusa a chiave? Potevo essere l'amante di un uomo dal quale non volevo altro che quelle ore rubate?"




Salwa Al-Neimi: La prova del miele
Feltrinelli, Milano - 2008
traduzione di Francesca Prevedello
pag. 9

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la chiusura del cerchio

"«Non c'è molto da aggiungere,» disse lui, «quella statua era l'immagine di Shiva danzante, ma io allora non lo sapevo. Come vede non sono ancora entrato nel circolo del riciclaggio vitale, e la mia interpretazione di quella figura è un'altra. Ci ho pensato ogni giorno, è l'unica cosa a cui ho pensato in tutti questi anni.»
«Quanti anni sono passati?»

«Quaranta.»

«Si può pensare a una sola cosa per quarant'anni?»

«Credo di sì, se si è provata su di noi la turpitudine.»

«E quale è la sua interpretazione di quella figura?»

«Credo che essa non rappresenti affatto il circolo vitale. Rappresenta semplicemente la danza della vita.»

«In che cosa consiste la differenza?» chiesi io.

«Oh, è molto diverso,» sussurrò il signor Peter. «La vita è un cerchio. C'è un giorno in cui il cerchio si chiude, e noi non sappiamo quale.»"


Antonio Tabucchi: Piccoli equivoci senza importanza
Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano - 1988

pag. 114


catalogazione: libreria dietro il computer

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giovedì 11 settembre 2008

'sto bambino lo vedo male...

"Possiamo dire poco del futuro femminista perché stiamo entrando in un territorio inesplorato...le trasformazioni femministe della cultura e della società sono diverse da qualsiasi tipo di trasformazione precedente. Forse non ha senso cercare di tracciare il futuro della cultura e della società femministe più di quanto ne abbia cercare di decidere il futuro di un bambino. Possiamo specificare certe condizioni essenziali che devono essere garantite perché il bambino stia bene e abbia gli strumenti per vivere e per scegliere. Possiamo sperare di aver aiutato il bambino a svilupparsi e di poterlo osservare con amore mentre vive la sua vita. Ma sarà il bambino a dover creare il proprio futuro. Lo stesso vale per il futuro femminista."

Virginia Held: Etica femminista
Feltrinelli, Milano - 1997
traduzione di Lucia Cornalba
pag. 248

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un sassolino su una spiaggia

"Si dava il caso che, proprio in quel periodo, mi fossi messo a leggere per la prima volta dei libri che parlavano di anni luce, di nebulose, di galassie, di soli infinitamente più grandi del nostro, di stelle, così numerose che era impossibile contarle, di pianeti le cui dimensioni superavano di molto quelle di Marte e di Venere, di Giove e di Saturno. Per la prima volta mi resi conto della mia infinita piccolezza e del fatto che la nostra terra non era altro che un sassolino su una spiaggia dove, di sassolini, ne esistevano a milioni. Tutto questo portò nuova acqua al mio mulino. Servì a rafforzare la mia convinzione che Dio non esistesse; come avrebbe potuto badare, infatti, a quello che succedeva in tanti corpi celesti?"

Fred Uhlman: L'amico ritrovato
Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano - 1986

traduzione di Mariagiulia Castagnone

pagg. 39-40


catalogazione: libreria bianca in soggiorno

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mercoledì 10 settembre 2008

che coincidenza!

"Per molti il fascino delle coincidenze e la tendenza psicologica a scoprirvi un misterioso significato nascosto sono un argomento a favore dell'esistenza di Dio. Per altri sono soltanto uno stimolo alla paranoia. Questa tendenza risulterà molto più amplificata se i fenomeni in questione hanno anche una certa risonanza emotiva.
Lo schema di questo argomento è più o meno il seguente:
1. Non può essere un caso che tutti questi eventi importanti siano avvenuti contemporaneamente.
2. Deve esserci una ragione alla base di questa coincidenza.
3. Tale ragione è Dio.
4. Dunque Dio esiste.


John Allen Paulos: La prova matematica dell'inesistenza di Dio
Rizzoli, Milano - 2008
traduzione di Daniele Didero
pag. 63

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pompini pazzeschi

"Lo raccattarono un gruppo di crocerossine venete. Era ridotto come un lupo mannaro delle cloache. Lo legarono sul portabagagli della jeep, perché puzzava troppo per ospitarlo nell'abitacolo, e così entrarono in un autolavaggio a rulli.

Solo dopo sei passaggi completi si ricordarono di lui ed ebbero il coraggio di slegarlo, aiutarlo a togliersi i vestiti e poi buttarlo in una tinozza di varechina bollente. Ma Corinto era felice. Finalmente sapeva con certezza che lassù qualcuno lo amava! E faceva anche dei pompini pazzeschi!"


Jacopo Fo e Davide Rota: Il mio angelo custode si è suicidato
Edizioni Nuovi Mondi, Scritto (PG) - 2000

pag. 61


catalogazione: libreria in camera da letto
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martedì 9 settembre 2008

"Tail

Tail is worked in one piece (with a waist ruffle and scalloped edgings sewn around tail afterwards). Using 5mm (US size 8) needles and yarn B (light green), cast on 3 sts. Beg. with a K row, work 2 rows in st st, so ending with a WS row."
















Claire Garland: Dream Toys - More Than 20 Projects to Knit and Crochet

Mitchell Beazley, London - 2006

pagg. 92-94


catalogazione: dentro il mio computer

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in segreto, l'autunno affila le sue zanne

"Sui mi piaceva, ma a meno che non fosse lei a invitarmi non andavo a trovarla, e non le telefonavo neanche. Avevo la sensazione che se non fossi stata attenta a mantenere i miei ritmi, lei avrebbe invaso la mia vita con la massima disinvoltura, e presto mi sarei trovata a temere i giorni senza di lei. Lei è quel tipo di persona. Nel cuore dell'estate c'è un periodo mlto strano, che dura una o due settimane. Sotto i raggi di un sole che splende immutabile, molte cose piano piano si evolvono. Sentimenti ed eventi. Intanto, in segreto, l'autunno affila le sue zanne. E così, mentre si è ancora sotto l'illusione che il tempo si sia fermato, un mattino di colpo si scopre, in alto nel cielo, un vento freddo."

Banana Yoshimoto: N.P.
Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano - 1992

traduzione di Giorgio Amitrano

pag. 104


catalogazione: libreria dietro al computer

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lunedì 8 settembre 2008

parole & musica




Help! I need somebody
Help! Not just anybody
Help! You know I need someone, help!

When I was younger, so much younger than today
I never needed anybody's help in any way
But now these days are gone, I'm not so self-assured
Now I find I've changed my mind, I've opened up the door

Help me if you can, I'm feeling down
And I do appreciate you being 'round
Help me get my feet back on the ground
Won't you please, please, help me?

And now my life has changed in oh so many ways
My independence seems to vanish in the haze
But every now and then I feel so insecure
I know that I just need you like I've never done before

Help me if you can, I'm feeling down
And I do appreciate you being 'round
Help me get my feet back on the ground
Won't you please, please, help me?

When I was younger, so much younger than today
I never needed anybody's help in any way
But now these days are gone, I'm not so self-assured
Now I find I've changed my mind, I've opened up the door

Help me if you can, I'm feeling down
And I do appreciate you being 'round
Help me get my feet back on the ground
Won't you please, please, help me?
Help me! Help me! Oh

Alan Aldridge: Il libro delle canzoni dei Beatles
Oscar Mondadori, Milano - 1972
traduzione di Umberto Santucci
pag. 78

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Lazy bird by John Coltrane


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niente da mettere in pentola

"Continuò a parlare dalla zanzariera. «Due giorni fa ho cercato di vendere l'orologio,» disse. «Non interessa a nessuno perché stanno vendendo a rate degli orologi moderni coi numeri luminosi. Si può vedere l'ora anche al buio.» Il colonnello capì che quarant'anni di vita in comune, di fame in comune, di sofferenze in comune, non gli erano stati sufficienti per conoscere sua moglie. Sentì che qualcosa era invecchiato anche nell'amore.

«E non vogliono nemmeno il quadro,» disse la donna. «Quasi tutti ne hanno uno uguale. Sono andata perfino dai turchi.»


Il colonnello si sentì amareggiato.

«Di modo che ora tutti sanno che stiamo morendo di fame.»

«Sono stanca,» disse la donna. «Gli uomini non si rendono conto dei problemi della casa. Parecchie volte ho messo a cuocere i sassi per far sí che i vicini non sappiano che da molti giorni non abbiamo niente da mettere in pentola.»"

Gabriel García Márquez: Nessuno scrive al colonnello

Arnoldo Mondadori editore, Milano - 1982

traduzione di Enrico Cicogna

pag. 51


catalogazione: libreria di fronte al divano

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domenica 7 settembre 2008

Paganini si ripete...

"Quando Niccolò ebbe sei anni, fu considerato morto dopo un attacco di morbillo. Venne avvolto nel sudario e il servizio funebre cominciò. Per fortuna fece un piccolo movimento che venne notato e così sfuggì a una sepoltura prematura...
Paganini passò i suoi ultimi giorni a Nizza, dove morì nel 1840. L'animosità della gerarchia ecclesiastica nei confronti della sua vita amorale era tale che gli venne rifiutata la sepoltura in terra benedetta...il suo corpo iniziò una serie di viaggi e di ostensioni pubbliche che non hanno precedenti nella storia della musica. Il cadavere venne imbalsamato e, rivestito della livrea da virtuoso, venne posto in una bara con una lastra di vetro all'altezza del volto. Un commerciante in oggetti di seconda mano offrì al conte di Cessole
tutore del figlio di Paganini, Achillela somma di trentamila franchi per poter esibire il corpo in Inghilterra."

John O'Shea: Musica e medicina - Profili medici di grandi compositori
EDT, Torino -1991
traduzione di Marina Verna
pag. 62

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una lepre real-poetica

"Ma nei Racconti di animali Tolstoj non ricorre a descrizioni visive, pur descrivendo tutto in modo molto reale.

Ed ecco allora che, prima di mettermi a lavorare, dovetti procurarmi una lepre, una lepre vera, non un coniglio come quello che le varie illustrazioni mi mettevano sotto al naso. Dovunque mi rivolgessi, sempre e solo conigli.

Finalmente trovai una lepre allo zoo, nella voliera dei pavoni, e rimasi stupefatto dalla sua struttura anatomica. Era molto più seria del coniglio.


Cominciai con l'incisione, e devo ammettere che quello che ne venne fuori non mi piacque. Mi era venuta fuo
ri una lepre molto reale, ma c'era qualcosa che non andava. Avevo l'impressione che si potesse dire: il pelo è fatto così, l'anatomia è questa, ma niente di più.

Si poteva sostenere che non avesse caratteristiche negative, ma non era affatto una lepre poetica. A me invece era necessaria una lepre real-poetica, che raccontasse di campi innevati, del gelo, del giov
ane bosco di tremule, delle notti di freddo intenso."
Vladimir Favorskij: Alla ricerca della lepre - Architettura di un libro illustrato
Biblioteca del Vascello, Roma - 1993
traduzione di Olga Obuchova e Daniela Di Sora

pag. 29

catalogazione: una delle librerie in soggiorno

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sabato 6 settembre 2008

un inglese, più o meno

"Mi chiamo Karim Amir e sono un vero inglese, più o meno. La gente mi considera uno strano tipo di inglese, come se appartenessi a una nuova razza, dal momento che sono nato dall'incrocio di due vecchie culture. A me però non importa, sono inglese (non che la circostanza mi riempia d'orgoglio), vengo dalla periferia a sud di Londra e sto andando da qualche parte. Forse è stato lo strano miscuglio di continenti e sangue, un pezzo qui e uno là, l'avere un senso di appartenenza e il non averlo, a rendermi una persona irrequieta, che tende ad annoiarsi facilmente. O forse è stato il fatto di essere cresciuto in periferia. Comunque sia, perché risalire a delle cause quando è evidente che ero in cerca di guai: volevo movimento, cercavo occasioni di azione, opportunità di esprimere la mia curiosità sessuale e questo perché l'atmosfera in casa mia era opprimente, tetra e noiosa, e il tutto senza un vero motivo."

Hanif Kureishi: Il Budda delle periferie
Bompiani editore, Milano - 2006

traduzione di Ivan Cotroneo
pag. 7


catalogazione: libreria di fianco al divano

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biografie incandescenti

"Se intorno al cadavere di Eliogabalo, morto senza tomba, e sgozzato dalla sua polizia nelle latrine del proprio palazzo, vi è un'intensa circolazione di sangue e di escrementi, intorno alla sua culla vi è un'intensa circolazione di sperma. Eliogabalo è nato in un'epoca in cui tutti fornicavano con tutti; né si saprà mai dove e da chi fu realmente fecondata sua madre. Per un principe siriano, quale egli fu, la filiazione avviene attraverso le madri; -e, in fatto di madri, vi è intorno a questo figlio di cocchiere, appena nato, una pleiade di Giulie;- e ch'esse influiscano o no su un trono, tutte queste Giulie sono delle fiere puttane."

Antonin Artaud: Eliogabalo
Adelphi, Milano - 1991
traduzione di Albino Galvano
pag. 7

dono di mia figlia Francesca

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venerdì 5 settembre 2008

il dentro e il fuori

"Gli uomini vanno fuori a pesca. S'imbarcano su battelli costieri, salpano per tutti i porti sui mercantili, mentre le donne, non destinate a quel vasto mondo, cuociono il riso, attingono l'acqua, raccolgono alghe marine e, quando vien l'estate, si tuffano giù nel segreto fondo del mare. Anche per una madre veterana tra le pescatrici di perle, quel mondo opaco del fondo marino, era il mondo delle donne. Solo questo lei conosceva l'interno di una casa, buia anche a mezzogiorno, i profondi spasimi del parto, l'oscurità del fondo marino. Questa era la serie di mondi, connessi l'uno all'altro, ove lei viveva la sua vita."

Yukio Mishima: La voce delle onde
Feltrinelli, Milano - 2007
traduzione di Liliana Frassati Sommavilla
pag. 66

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marcetta

"Notte sull'aia,
il cane abbaia
la luna è sola,
non c'è parola
bella così.
Ed il pompiere con la sirena
trova nel mare, sapete chi?
Il palombaro solo che cena."





Alfonso Gatto: Il vaporetto

Nuova Accademia editrice, Mi
lano - 1963
disegni di Graziana Pentich
pagg. 62-63


catalogazione: libreria accanto al computer

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giovedì 4 settembre 2008

la Nausea

"Questo momento è stato straordinario. Ero lì, immobile e gelato, immerso in un'estasi orribile. Ma nel seno stesso di quest'estasi era nato qualcosa di nuovo: comprendevo la Nausea, ora, la possedevo. A dire il vero, non mi formulavo la mia scoperta. Ma credo che ora mi sarebbe facile metterla in parole. L'essenziale è la contingenza. Voglio dire che, per definizione, l'esistenza non è la necessità. Esistere è esser lì, semplicemente: gli esistenti appaiono, si lasciano incontrare, ma non li si può mai dedurre."

Mario Rossi Monti: Psichiatria e fenomenologia
Loescher editore, Torino -1978

pag. 174

catalogazione: sulla scrivania...

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il lavorio della natura

"Durante la guerra quasi tutto il paese è stato distrutto dai bombardamenti.[..] il rione Terra è ancora pieno di rovine della guerra ma, siccome la nostra guerra è più lontana nel tempo, fra le rovine sono cresciuti gli alberi; succederà lo stesso anche a Mostar e a Sarajevo, dove adesso cresce solo la parietaria."

Fabrizia Ramondino: La via
Einaudi, Torino - 2008
pag. 6

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spazzolini in vendita in farmacia

"La porta della farmacia era socchiusa; tre ragazzotti guardavano dentro, torcendosi dalle risa. Diederich non fece loro caso, ma a sua volta impietrì per lo stupore: dietro il banco, il suo vecchio amico e commilitone Gottlieb Hornung camminava su e giù, cupo, a braccia conserte. Guste stava dicendo: Son proprio curiosa di sapere se avrò presto il mo spazzolino da denti, quando Gottlieb Hornung uscì di dietro al banco, sempre a braccia conserte, avvolgendola in uno sguardo tetro. Lei avrà visto dalla mia faccia, - prese a dire in tono declamatorio, che io né posso né voglio venderle uno spazzolino da denti. To'! fece Guste, arretrando, ma se ne ha un bicchiere pieno! - Gottlieb Hornung ebbe un sorriso luciferino. - Mio zio, lassù, buttò indietro la testa e indicò col mento il soffitto, dove appunto abitava il principale, può mettere in vendita quel che vuole. La cosa non mi tocca. Non ho studiato per sei semestri e non ho appartenuto a una corporazione di prim'ordine per mettermi a vendere spazzolini da denti."

Heinrich Mann: Il suddito
Giorgio Einaudi editore, Milano - 1955
traduzione di Clara Bovero

pag. 398


catalogazione: libreria bianca in soggiorno

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mercoledì 3 settembre 2008

la banalité de la vie

"La mer calme. Le soleil voilé. Trois couples sur la plage en tenue d'hiver. Je ne fais que passer. Je remonte dans la voiture. Je gagne l'interieur des terres. Je sais que je suis seul. Je le savais déjà quand j'étais avec elle. Une femme que j'aimais. Qui me tenait à distance comme si mon amour pour elle était un feu de cheminée qui rechauffe, mais brûle. Elle me donnait son corps, et le reprenait aussitôt après l'amour, l'emportant à la salle de bains, le rhabillant en hâte comme elle l'aurait remis dans un coffre de crainte que je m'enfuie avec lui. Nous vivions ensemble depuis notre rencontre. Nous faisions les courses, la cuisine, et nous avions repeint les murs quand nous nous étions aperçus qu'ils étaient gris. Nous avons mélangé nos amis, comme les ingrédients d'une salade composée. Nous partions avec eux en vacances. Parfois je la trompais avec l'une et elle avec l'autre. La banalité de la vie."

Régis Jauffret: Microfictions
Éditions Gallimard
, Paris - 2007
pag. 397


catalogazione: in giro per casa, libro appena acquistato

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merci, M. Germain!

"Non, l'école ne leur fournissait pas seulement une évasion à la vie de famille. Dans la classe de M. Germain du moins, elle nourissait en eux une faim plus essentielle encore à l'enfant qu'à l'homme et qui est la faim de la découverte... dans la classe de M. Germain, pour la première fois ils sentaient qu'ils existaient et qu'ils étaient l'objet de la plus haute considération: on les jugeait dignes de découvrir le monde. Et même leur maître ne se vouait pas seulement à leur apprendre ce qu'il ètait payé pour leur enseigner, il les accueillait avec simplicité dans sa vie personelle, il la vivait avec eux, leur racontant son enfance et l'histoire d'enfants qu'il avait connus, leur exposait ses points de vue, non point ses idées, car il était par example anticlèrical comme beaucoup de ses confrères et n'avait jamais en classe un seul mot contre la religion, ni contre rien de ce qui pouvait être l'objet d'un choix ou d'une conviction, mais il n'en condamnait qu'avec plus de force ce qui ne souffrait pas de discussion, le vol, la délation, l'indélicatesse, la malpropreté."

Albert Camus: Le premier homme
Éditions Gallimard, Paris 1994- I édition
texte etabli à partir du manuscrit inachevé trouvé dans sa sacoche, le 4 janvier 1960, au moment de sa mort
pag. 138


N.B. All'indomani del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura, Camus scrisse al Maestro Germain: "...sans vous, sans votre enseignement et votre exemple, rien de tout cela ne serait arrivé"
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martedì 2 settembre 2008

la mestizia delle foto sul pianoforte

"Invece sono rimasta inebetita sul divano color latte a fissare una fotografia di lei bambina posata sul pianoforte.
Quella bambina la conosco, mi dico, ma dove l'ho vista? E poi, frugando nella memoria, ritrovo un'altra fotografia del tutto simile, di una bambina con l'aria persa e il sorriso doloroso. La stessa fronte nuda e come indolenzita da un pensiero inesprimibile, gli stessi occhi che guardano il mondo con apprensione, la stessa bocca contratta che tende a un sorriso pesto e propiziatorio, l'atteggiamento di chi chiede scusa di essere nata e spera, con la resa ai voleri altrui, di smontare il temibile congegno della seduzione e del possesso. Alla fine capisco: quella bambina sono io, in una fotografia fattami da mio padre quando avevo suppergiù la stessa età."


Dacia Maraini: Voci
Rizzoli editore, Milano - 1994
pag. 114

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una bancarella di scrittura spontanea

"Se la scuola, la chiesa, il centro zen o l'asilo organizzano un bazar, una festa o una fiera di beneficienza, non dobbiamo sentirci esclusi. Anche noi possiamo dare il nostro contributo. Basta metter su una bancarella di scrittura spontanea. Ci occorrono soltanto un pacco di carta bianca, qualche penna, un tavolo, una sedia, e un cartello con su scritto: 'Poesie a richiesta', oppure 'Poesie sul momento', oppure 'Datemi un argomento e io ne scriverò'.

L'ho fatto per tre anni in occasione della Festa d'Estate del Minnesota Zen Center. Per timidezza, all'inizio chiedevo cinquanta centesimi a poesia, ma l'anno dopo ero già arrivata a un dollaro. La gente faceva la coda da mattina a sera. Il cliente non doveva far altro che darmi un argomento: chi mi diceva 'il cielo', chi 'il vuoto', chi 'il Minnesota', e chi, naturalmente, 'l'amore'. I bambini volevano poesie sul colore viola, sulle loro scarpe o sulla pancia. La mia regola era quella di riempire una facciata di un foglio di misura normale, senza cancellare e senza fermarmi a rileggere. Non mi preoccupavo nemmeno di organizzare ciò che scrivevo in versi e in strofe. Riempivo il foglio come facevo con quelli del mio quaderno. Era un'altra forma di esercizio di scrittura."


Natalie Goldberg: Scrivere zen - Manuale di scrittura creativa
Ubaldini editore, Roma -1987

traduzione di Bernardo Draghi

pag. 123


catalogazione: libreria accanto al divano

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lunedì 1 settembre 2008

sono Vautrin!

"Ecco la mia vita anteriore in due parole. Chi sono? Vautrin. Che cosa faccio? Quel che mi accomoda. Sorvoliamo. Volete conoscere il mio carattere? Io sono buono con quelli che mi fanno del bene o che hanno un cuore che parla al mio. A costoro tutto è permesso, possono darmi dei calci negli stinchi senza che io dica loro: Sta' attento! Ma, perdiana! sono cattivo come il diavolo con quelli che mi seccano, o che non mi vanno a genio. Ed è bene sappiate che non mi preoccupo di uccidere un uomo come di questo! - disse lanciando un getto di saliva."

Honoré de Balzac: Père Goriot
Garzanti editore, Milano - 1974
traduzione di Mara Fabietti e Emma Defacqz
pag. 95


catalogazione: libreria dietro al computer

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logica sufi

"Un viaggiatore domanda a Mulla Nasrudin:
- Quanto dista il prossimo villaggio?
Nasrudin non risponde. Il viaggiatore, offeso, prosegue per la sua strada. Quando ha percorso duecento metri, Nasrudin gli grida:
-Il prossimo villaggio è a tre ore di cammino!
-E perché non me l'ha detto quando gliel'ho chiesto?
-Perché dovevo sapere a quale velocità cammina!
I Maestri ci aiutano a trovare la strada ma soltanto noi possiamo percorrerla."


Alejandro Jodorowsky: Cabaret mistico
Feltrinelli, Milano - 2008
traduzione di Michela Finassi Parolo
pag. 22

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