Lucia Marghieri
AA.VV.: Psicoanalisi dell'amore
a cura di D.N. Sterne e Massimo Ammaniti
Laterza, Bari - 1993
traduzione di Mario Speranza
pag. 89


"Dottore, questa gente è incredibile! Questa gente è incomprensibile! Questi sono i più eminenti produttori e confezionatori di colpevolezza dei nostri tempi! Me la fanno colare di dosso come il grasso da un pollo! - Chiamaci, Alex. Vieni a trovarci, Alex. Alex, tienici informati. Per favore, non allontanarti di nuovo senza avvertirci. L'ultima volta che sei partito senza dircelo, tuo padre stava per telefonare alla polizia. Sai quante volte al giorno ha chiamato senza ottenere risposta? Prova a indovinare. - Mamma - le spiego tra i denti - se muoio sentono il puzzo del cadavere entro settantadue ore, te l'assicuro! - Non parlare così! Dio ci scampi! geme. Oh, e adesso arriva il capolavoro, quello che garantisce il risultato. Del resto cos'altro potrei aspettarmi? Posso domandare l'impossibile a mia madre? - Alex, tirare su il telefono è una cosa così semplice... d'altronde ancora per quanto ti saremo di peso?
"Una bella sera, il non meno bello usciere giudiziario Ivan Dmitric Cervjakov se ne stava seduto in una poltrona di seconda fila e guardava col binocolo Le campane di Corneville. Guardava e si sentiva al colmo della beatitudine. Ma all'improvviso... Nei racconti si trova spesso questo 'all'improvviso'. Gli autori hanno ragione: la vita è così piena di cose inaspettate!"


"La scuola non insegna precisamente quello di cui si ha più bisogno: appena passati gli esami e ottenuti i diplomi bisogna rivomitare tutto quel che s’è ingozzato in quei forzati banchetti e ricominciare da capo.
"Important psychophysiologic mechanisms are involved in the maintenance of equilibrium and the orientation of our bodies to the external world. Early in life we come to coordinate parts of our bodies in relation to one another and to perceive that portion of space occupied by our bodies. We construct from these integrated sensory data a general concept that has been designated by Russell Brain as the body schema. The space around our body is represented by another set of data, the environmental schema. These two schemata are neither static nor independent; they are constantly being modified and adapted to one another; their interdependence is ascribed to the fact that the various sense organs which supply the information on which the two schemata are based are usually activated simultaneously by any body movement."
L'asino sul campanile





"Sapete che cos'è un umanista?
"Uno dei più probi romanzieri che siano mai esistiti, il vittoriano Anthony Trollope, ha scritto: «Il povero romanziere scopre di frequente di aver commesso errori nella sua descrizione delle cose in genere, e ciò gli viene rimproverato aspramente dai critici e amorevolmente dai suoi amici intimi. Gli vien fatto di parlare di cose di cui tralascia di apprendere la natura prima di parlarne, come dovrebbe fare un romanziere scrupoloso. Pesca salmone d'ottobre, o di marzo dà la caccia alle pernici. Le sue dalie fioriscono in giugno, e i suoi uccelli cantano d'autunno. Apre i teatri dell'opera prima di Pasqua, e fa sedere il Parlamento un mercoledì sera. E poi quelle terribili maglie della legge! Un benevolo pilota di tanto in tanto offrirà il suo aiuto al povero romanziere che non sempre ne sa fare un uso discreto»."




"MARCO Buongiorno.

"La stanza è immersa nel buio. Ma poco a poco i nostri occhi si abituano all'oscurità. C'è una donna sdraiata sul letto. Una donna giovane e bella: è Eri, la sorella di Mari. Asai Eri. Nessuno ce l'ha detto, ma chissà perché lo sappiamo. I suoi capelli neri sono sparsi sul cuscino come un lago scuro. Diventati un punto di osservazione, noi la guardiamo. O forse sarebbe più giusto dire che la spiamo. Siamo una telecamera sospesa nell'aria, in grado di spostarsi liberamente dentro la stanza. Una telecamera che in questo momento è proprio al di sopra del letto e riprende il viso addormentato di lei."
"«L'illuminazione per se stessa - egli scrive - è un elemento dagli effetti illimitati; rimessa in libertà, diviene per noi ciò che per il pittore è la tavolozza: per lui ogni combinazione di colori è possibile; e da parte nostra, per mezzo di proiezioni semplici o composte, fisse o mobili, con l'ostruzione parziale delle fonti luminose, con diversi gradi di trasparenze etc. noi possiamo ottenere un numero infinito di modulazioni. L'illuminazione ci dà così il mezzo per esternare, liberare in qualche modo una gran parte dei colori e delle forme che la pittura fissava sulle sue tele, e di diffonderli vivi nello spazio; l'attore non passeggia più davanti alle ombre e alle luci dipinte, ma è immerso in un'atmosfera che è destinata a lui. Gli artisti capiranno facilmente l'importanza di una simile riforma...»."
"Quando stavamo assieme, all'inizio, mi hai detto qualche volta che ti sentivi felice, ricordi? A me faceva piacere che lo dicessi, ma quel tuo entusiasmo mi suonava come un po' prematuro: la felicità non si racconta, ma si vive. Però adesso comprendo che parlavi a vuoto. Io credo che la vera felicità la si abbia solo in due, stando assieme, e che la solitudine renda l'uomo un essere dimezzato. Forse la tua vera aspirazione, anche se non la conosci ancora, è quella di essere un uomo dimezzato...Hai mai pensato veramente a queste cose? Che senso ha stare soli? Vivere come una metà?"
"...e finalmente la via del tonno è una sola, anche se talvolta mena alla rete. È una sola! Basterebbe il fatto - concluse il padre con grande autorità - che egli non sa farne altre. 
Virabhadrasana II

"Cesare non ebbe mai, quantomeno a partire dal suo consolato, alcuna sensibilità per le istituzioni politiche e per il loro complesso funzionamento. Bisogna aggiungere che questo funzionamento era allora per molti aspetti, distorto e poco efficiente. Coloro che lo difendevano non potevano sperare di avere rispetto da Cesare. Per lui esistevano innanzitutto persone e problemi oggettivi. Considerò la fedeltà e la responsabilità rapporti essenzialmente personali che coltivò con abnegazione. Al contrario, non credette mai che i suoi avversari si prodigassero per la res publica e per la forma tradizionale di regime senatorio alla quale si erano vincolati. Vide solo la loro ostilità nei suoi confronti e i loro motivi egoistici, che peraltro esistevano certamente. ...Nella soluzione di problemi oggettivi, le complicazioni istituzionali gli avevano sempre dato fastidio. Dove poteva, si era messo su un piano superiore. Dopo la vittoria nulla poteva più ostacolarlo: affrontò tutti i problemi, quelli più vicini e quelli remoti. Era convinto così facendo di essere nel giusto e di realizzare una grande impresa. Poco gli importava quindi il terzo elemento, che si poneva tra le persone e i problemi concreti, vale a dire l'ordine nel quale i Romani vivevano, ciò che loro ritenevano oggettivo e che era ancora oggettivo in quanto universalmente riconosciuto, ma che parallelamente, non era oggettivo in quanto non funzionava e né godeva di vita e di rispetto: l'insieme insomma dell'ordine politico, che che non si esauriva nella somma delle sue parti. Il peso specifico, la forza delle istituzioni che garantivano il diritto e la sicurezza, le forme della consultazione, la libertà della vita repubblicana, che si trovava certo in difficoltà ma che non pareva ancora del tutto perduta gli davano innanzitutto fastidio."
"Ottobre si avvia alla fine. Il cielo è basso su Pietrogrado, città dai cento canali. La notte rapisce le ore più belle, cadendo presto e resistendo al giorno fino a metà mattinata. L'umidità è calata e si è formata da un mese, ghiacciata dal vento del golfo di Finlandia. Le strade recano i solchi fangosi dei carri e delle vetture.
"Ci sono momenti nella Storia che sono caratterizzati da una voglia di trasformazione, di cambiamento, di svecchiamento, una voglia che ha origine nel nostro intimo, come qualcosa che deve, per forza di cose, prendere forma. In tal modo, oltre a venire alla luce nuove idee e nuovi principi di vita partoriti dalle precedenti conoscenze, i vecchi concetti hanno la possibilità di rigenerarsi per seguire il loro cammino."
39. L'Impedimento

"It is extremely rare to come across a patient who does not have one leg shorter than the other. Just as we rarely have two feet or hands of the same size or two breasts of the same size, so the human frame has differences in leg length. It is when the compensation for this leg length difference breaks down that we have problems."


"Tra i primi dettagli che si seppero dell'investimento del 25 febbraio all'incrocio tra rue des Ecoles e rue Saint Jacques ci fu quello che Roland Barthes era rimasto sfigurato, tanto che nessuno, lì a due passi dal Collège de France, aveva potuto riconoscerlo e l'ambulanza che l'aveva raccolto l'aveva portato all'ospedale della Salpêtrière come un ferito senza nome (non aveva documenti su di sé) e così restò per ore non identificato in corsia... Il 28 marzo, nella bara, invece, il suo volto non era affatto sfigurato: era lui come tante volte lo avevo incontrato per quelle vie del Quartiere, con la sigaretta pendente a un angolo della bocca, al modo di chi è stato giovane prima della guerra, (la storicità dell'immagine, uno dei tanti temi della Chambre claire, s'estende all'immagine che ognuno dà di sé nella vita), ma era lì fissato per sempre, e le stesse pagine di quel capitolo 5 che andai a rileggermi subito dopo, adesso parlavano di quello, solo di quello, di come la fissità dell'immagine sia la morte, e di qui la resistenza interna a lasciarsi fotografare, e anche la rassegnazione. 'Si direbbe che, terrificato, il Fotografo debba lottare enormemente perché la Fotografia non sia la Morte. Ma io, già oggetto, io non lotto'. "
"Non se ne può più. Dei delitti efferati e di stragi, di vicende politiche di cui vergognarsi, di antisemitismo e razzismo. Ma non se ne può più anche del discorso che 'non se ne può più' e che 'tutto va male'. Ci sono anche tracce di qualcosa che è friendly, o che promette un vivere un poco più friendly, o che mostra che si potrebbe - se certe cose cambiassero - cavarsela in modi più friendly.

"«Se anche l'erba chû-sheng può prolungare la vita,
"Resisteva il popolo, tutto, con una muta, scontrosa, impassibilità. Resisteva ai neofascisti, ai quali non dette la menoma collaborazione. Nessuna città fu meno prona di Roma ai nuovi tirannelli. [...] 

"L'amicizia è rara, molto rara, da qui il suo lato prezioso e importante. Si arriva alla fine della vita e si cerca di contare quelli che si considerano veri amici, quelli la cui infedeltà non ha incrinature, quelli che vi hanno amato per come siete, senza giudicarvi né tentare di cambiarvi. È nelle prove, nei momenti difficili e talvolta decisivi, che l'amicizia si rivela e si consolida, oppure svanisce e cade nell'ordinarietà dell'oblio. L'amicizia è ciò che permette di disarmare la crudeltà e di affrontare il male. Può essere esistita, sincera e forte, annullarsi per non aver rispettato uno dei suoi principi fondamentali, la fedeltà, cioè la costanza nella fiducia, quella presenza che non deve mai mancare. Come scrive Cicerone: 'È nei rovesci di fortuna, che si rivela a colpo sicuro l'amico fedele.' Il tradimento è 'il mancare alla fiducia di qualcuno', è una forma di abbandono intensificata talvolta da una volontà di nuocere o da una partecipazione, attiva o passiva, a un'azione malvagia. Si agisce contro qualcuno al quale si doveva essere fedeli, spesso per interesse, per gelosia, per vendetta, per meschinità. Tutti questi concetti, non soltanto sono estranei all'amicizia ma ne rappresentano la negazione assoluta. Il vescovo anglicano Jeremy Taylor (1613-1667) utilizza l'espressione 'adulterio di amicizia' per parlare di tradimento: 'Il tradimento e la violazione di un segreto sono gli adulteri di amicizia e distruggono l'unione tra amici.' Si potrebbe dire che l'amicizia è: 'un matrimoni tra anime'. Quando si convocano l'infelicità e la bramosia, si rivela la propria sconfitta, la propria incapacità di provare amicizia. L'amicizia, al contrario, è uno stato di grazia sereno e rasserenante."

"L'italiano è una lingua farcita di latino. Usiamo nel comune discorso virus, bonus, referendum, facsimile, lavabo e così via. Molto è passato all'italiano familiare-colloquiale e ai dialetti dal curiale avvocatesco e notarile o dal latino della amministrazione giudiziaria. Spesso si tratta anche di lasciti della scuola. L'italiano ottocentesco ne era colmo. Nel Novecento il loro uso è andato man mano scemando. Nel secolo scorso, a Milano (e non solo), apparteneva all'uso dialettale un latinismo come puta (Porta, LVIII, 2)'metti, supponi', per puta caso; il dizionario dialettale mantovano dell'Arrivabene (1882) e piacentino del Foresti (1855) ci attestano l'uso di sircum sirca, circumcirca, per 'a un di presso' (E' un'oretta circumcirca / che con lei girando vo: così già Da Ponte faceva cantare Leporello travestito da Don Giovanni, lui servo che il latino non sa ma che travestito da Don Giovanni per ingannare Donna Elvira deve imitare il linguaggio più elevato del suo signore: Don Giovanni, II,21). Da secoli 'venire al quia è in uso nel senso di venire al punto, a quel che più importa'. E potremmo piluccare qua e là, a man bassa. Ma prendiamo un testo celebre, le rime del Belli. L'impressione che il Belli ci dà del romanesco dell'ottocento è quella di un dialetto fortemente intriso di modi latini (in primi, verbo, ecc.), di concrezioni latinesche e curialesche (in verb'articolo 'in materia di, ecc.). In soli tre versi, 'Lui stenne justa solita la mano,/ippisi fatto poi la passa sotto, / e llì ssan bruto me je dà un cazzotto' (son. 884), riconosci immediatamente tre prelievi dal latino (juxta solito, ipso facto, ex abrupto). Altre forme latine sono meno evidenti, perché lo stravolgimento è più intenso, per esempio in primi e Antonia, deformazione di 'in primis et ante omnia'(son. 235, 408). Anche Porta pescava divertito dal latino di scuola incastonandolo a contrasto parodico nel testo in dialetto: ' Oh che tett! Oh che ciapp plusquam perfett!' (Porta, c, 5)."