"«Maledizione alla primavera!» ha detto in quel suo stile aggressivo. «È e resta la stagione più orribile! Può lei, Kröger, concepire un pensiero ragionevole, può elaborare tranquillo un pensiero d'effetto se il sangue le formicola in un modo indecente e la turbano innumerevoli sensazioni estranee che, non appena si esaminano, si rilevano roba notoriamente triviale e del tutto inutile? Per quanto mi riguarda, ora me ne vado al caffè. Quello è territorio neutrale, inviolato da cambiamenti di stagione, e rappresenta, vede, per così dire, la sfera estatica e sublime della letteratura, nella quale si è capaci solo di idee distinte...»"
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