mercoledì 7 aprile 2010

Eros e Thanatos gomito a gomito

"Secondo le istruzioni dell'infanzia siamo corrotti, cattivi e impuri. Andiamo ripuliti. Considero la quantità di formalina che ha già nello stomaco (una puntura da 10 cl basta per un peso pari a 80 kg). Non sei più un essere umano, forse lo sei stato, ma adesso vai considerato come un reperto da museo. Ho provato un certo sollievo all'idea, un reperto da museo, nient'altro. Dovevo occuparmi del drenaggio, barattare un po' di eterno. Il tempo necessario a smontare il morsetto, svitare lentamente il dado, togliere l'attrezzo con delicatezza. "Attenta a non graffiare la pelle", aveva detto Diego Benvenuti prima di andarsene. Solo togliere il morsetto e considerare il giusto grado di raffreddamento del nervo. Rientra nei trattamenti di conservazione:chiudere la bocca al morto. Mi sono concentrata sull'immagine dei pesci conservati nelle bocce, l'esposizione dei gufi impagliati, dei serpenti attorcigliati nelle bottiglie. Fauna da studio e da memoria, scienza pura. D'accordo, ora lo faccio, svito il morsetto, fisso lo sguardo sui dadi a farfalla, sulla filettatura. Ma la mandibola si è lasciata andare mostrando un'inopportuna vitalità. Non me la sentivo di rimettere il morsetto, puntarlo sullo sterno e infilarlo sotto il mento. È solo il ricordo di Felicity che riesce a tenermi qui. Il suo seno era abbastanza vicino da sentirlo sulla pelle, gli slip così leggeri da crollare sul pavimento. "Può succedere da un momento all'altro", aveva detto nel gabinetto di Martin "quando vengo chiudimi la bocca, altrimenti sai il casino. Non è bello? Non ti piace da impazzire?".
Il procedimento di chiusura della bocca con metodo operatorio, attraverso cioè punti di sutura applicati alle labbra, pur non essendo un intervento destinato alla conservazione del corpo, viene considerato un atto di tanatoprassi perché bisogna, in ogni caso, perforare con un ago i tessuti corporei e quindi dovrebbe essere svolto solo da un tanatoprattore abilitato o dagli addetti del servizio mortuario ospedaliero. Queste sono le regole. In verità molti impresari funebri ricorrono a questa tecnica e Diego Benvenuti può farlo perché lui ha una licenza da tanatoprattore. Ma non io. La colla non dovrei neanche guardarla. Di solito si usa nelle vestizioni a domicilio, si chiudono le labbra e gli occhi con un leggerissimo strato di colla, mica si può giocare al taglia e cuci davanti ai parenti.
Poi Felicity dice "adesso". Poi dice "sì". Poi dice "ok". L'importante è agire d'istinto, non pensare. Con una mano ho afferrato la mandibola, con l'altra ho versato l'Attak, oplà, sui denti e sotto le labbra, tanto per non sbagliare, voglio vedere chi vince la battaglia, vecchio cowboy. Ho ripulito la sbavatura, ma a quel punto la colla aveva già fatto presa e il labbro inferiore aveva acquistato un'eterna smorfia di disappunto."

Mary B. Tolusso: L'imbalsamatrice
Alberto Gaffi editore, Roma - 2010
pag. 27

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1 commento:

  1. Salve! Vorrei segnalare, se può interessare, l’intervista che Mary B. Tolusso ha concesso al nostro blog. http://leragazze.wordpress.com/2010/10/12/intervista-a-mary-b-tolusso/

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