"Nel mio primo viaggio in Darfur, con i giornalisti africani, qualcuno mi aveva chiesto perché corressi quel rischio. Avevo risposto, cercando di non essere troppo enfatico, che io non sarei stato al sicuro finché la mia gente non fosse stata al sicuro. Come puoi essere al sicuro se la tua gente non lo è? Ma chi è la tua gente? Forse tutti, tutti sono la tua gente."
Daoud Hari: Il traduttore del silenzio Edizioni Piemme, Casale Monferrato - 2008 traduzione di Annalisa Carena pag. 187
catalogazione: in giro (appena acquistato)
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