giovedì 7 agosto 2008

These boots are made for walking



You keep saying you've got something for me.
something you call love, but confess.
You've been messin' where you shouldn't have been a messin'
and now someone else is gettin' all your best.

These boots are made for walking, and that's just what they'll do
one of these days these boots are gonna walk all over you.

You keep lying, when you oughta be truthin'
and you keep losin' when you oughta not bet.
You keep samin' when you oughta be changin'.
Now what's right is right, but you ain't been right yet.

These boots are made for walking, and that's just what they'll do
one of these days these boots are gonna walk all over you.

You keep playin' where you shouldn't be playin
and you keep thinkin' that you´ll never get burnt.
Ha! I just found me a brand new box of matches yeah
and what he know you ain't HAD time to learn.

Are you ready boots? Start walkin'!


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dalle stelle...

“Sono una donna che vive sola ed è molto bella. Sembrerebbe una situazione ideale e invece non lo è. La bellezza, che è un mero requisito professionale nel mio mestiere di hostess di aeroplano, appena scendo dal cielo sulla terra, pare mutare carattere e funzione. A bordo è uno strumento di lavoro, stavo per dire strumento di precisione, di cui faccio un uso regolato dalle norme della compagnia; a terra, per non so quale alchimia oscuramente collegata con il fatto che non sono sposata, diventa una merce che posso anche non mettere in vendita, ma che non per questo cessa di esserlo, così per me come per gli uomini che mi avvicinano. In volo sono un angelo in uniforme; a terra, una vetrina ambulante di anatomia femminile.”

Alberto Moravia: Boh
Bompiani editore, Milano – 1976
pag. 171


catalogazione: casa di campagna, libreria di donna Lida

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Loto d'Oro nelle braccia del garzone

"Una sera Loto d'Oro dimenticò di chiudere a chiave la porta della cucina. Crisantemo Autunnale andò in cucina tardi quella notte, e quando aprì la porta scoperse Loto d'Oro nelle braccia del garzone del giardiniere. Ne informò Gioietta la mattina dopo, e costei, a sua volta, informò Occhio di Neve, che si precipitò da Girasole. Girasole e Occhio di Neve tornarono quindi di nuovo da Madama Luna."

Chin P'ing Mei: Romanzo erotico cinese del secolo XVI
Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano - 1970
a cura di Piero Jahier e Maj-Lis Stoneman; nuova ed. a cura di Olimpio Cescatti
pag. 168 (tomo primo)

catalogazione: libreria bianca in soggiorno

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mercoledì 6 agosto 2008

Wordy rappinghood


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somos todos sem terra!

"Marcha de camponeses na
Fazenda Cuiabà para a
ocupaçào final do
conjunto de
edifícios que
formam a sede
da propriedade.

Sergipe 1996"




Sebastião Salgado: Terra
Contrasto due, Roma -1998
pagg. 134-135

catalogazione: libreria in ingresso
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martedì 5 agosto 2008

a has-been boxer & a gourmet 17-stone detective

"Fat City* US 1972 96m Eastmancolor
Columbia / Rastar (Ray Stark)


In a small Californian town, a has-been boxer tries to get back to the top, but loses his self respect and becomes a hobo.
Vivid but over-casual exploration of failure, with more interest in the characters than the sport.


w Leonard Gardner, from his novel d John Huston ph Conrad Hall md Marvin Hamlisch pd Richard Sylbert

Stacy Keach, Jeff Bridges, Susan Tyrell
AAN: Susan Tyrell



The Fat Man US 1950 77m bw
U-I (Aubrey Schenck)


The murder of a dentist leads to the circus. Dense murder mystery featuring a gourmet 17-stone detective; understandably, no series resulted.


w
Harry Essex, Leonard Lee d William Castle ph Irving Glassberg m Bernard Green

J. Scott Smart, Rock Hudson, Julie London, Clinton Sundberg, Jerome Cowan, Jayne Meadows"


Leslie Halliwell: Halliwell's Film Guide
Granada Publishing, London - 1983

pag. 465

catalogazione: libreria in ingresso

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irrispettose mai!

"Poiché non c'era dubbio che questo fosse ciò che Shama si aspettava dalla vita: attraversare ogni fase, soddisfare ogni funzione, avere la sua parte di emozioni abituali: gioia per una nascita o un matrimonio, pena durante una malattia o nelle avversità, dolore per una morte. La vita, per essere piena, doveva rispettare questo modello costituito. Dolore e gioia, entrambi ugualmente attesi, erano una cosa sola. Per Shama e le sue sorelle e le donne come loro l'ambizione, se si poteva usare questa parola, era un insieme di negazioni: non essere senza marito, non essere senza figli, non essere una figlia, sorella, moglie, madre, vedova irrispettosa."

Vidiadhar S. Naipaul: Una casa per Mr Biswas
Adelphi, Milano - 2005
traduzione di Franca Cavagnoli
pag. 158

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lunedì 4 agosto 2008

Cielo, c'è gente di tutti i tipi!

"Mentre il caffè gocciolava dal filtro fu informato che nel palazzo abitavano altri quattro inquilini: all'epoca in cui era casa Pilsen i Pilsen occupavano il pianterreno e affittavano i due appartamenti di sopra, adesso giù abitano il signor Holz e il signor Neiman, che sono una coppia, e quando dico coppia, signor Ainsel, Cielo, c'è gente di tutti i tipi, più varietà di quelle degli alberi nella foresta, anche se quella varietà lì di uomo di solito finisce su a Madison o a Twin Cities, ma a dire la verità qui non si scandalizza nessuno."

Neil Gaiman: American Gods
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 2002

traduzione di Katia Bagnoli

pag. 248


catalogazione: una delle librerie in soggiorno

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sapori italiani

"Ricotta romana.
Regione: Lazio (Roma)
Siero di latte ovino o vaccino;
consistenza morbida, leggermente granulosa, sapore delicato.


Nell'Agro Romano si produce, fra novembre e giugno, l'autentica Ricotta Romana, generalmente con siero di latte ovino, ma talvolta anche con quello di latte vaccino. Morbida, bianca, spalmabile, leggermente granulosa, ha sapore delicato e si presenta alla vendita in una caratteristica forma troncoconica."


le Garzantine: Prodotti tipici d'Italia
Garzanti, Milano - 2005
pag. 401

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domenica 3 agosto 2008

il mondo dell'arte è pieno di copie

"«Notevole», dissi. «Indubbiamente nello stile di Vermeer. Un'imitazione sconcertante».

Cornelius appoggiò le mani sul bracciolo della poltrona e sì sporse verso di me finché sentii il suo respiro sulla fronte.
«È un Vermeer», sussurrò.

Sconcertato dall'assurdità della sua convinzione, farfugliai:
«Esistono molti quadri dipinti nello stile di Vermeer e di Rembrandt. La scuola di Rubens e così via. Il mondo dell'arte è pieno di copie».

«È un Vermeer», ripeté. La solennità del tono mi costrinse a staccare gli occhi dal quadro per spostarli su di lui. Pareva che si mordesse l'interno delle guance. «Non sei convinto?» domandò sollevando una mano e posandola sul cuore."

Susan Vreeland: La ragazza in blu
Neri Pozza editore, Vicenza - 2003
t
raduzione di Maria Clara Pasetti
pag. 11

catalogazione: una delle librerie in soggiorno

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da qui non si fugge

"Beli aveva i desideri embrionali di quasi tutti gli adolescenti sognatori di un'intera generazione, ma lasciate che vi chieda: e allora? Nessuna pia illusione poteva cambiare la dura realtà, e cioè che Beli era un'adolescente nella Repubblica Dominicana di Rafael Leònidas Trujillo Molina, il Tiranno più Tirannico Che Abbia Mai Tiranneggiato. Il paese, la società, erano praticamente a prova di evasione. L'Alcatraz delle Antille."

Junot Diaz: La breve e favolosa vita di Oscar Wao
Mondadori, Milano - 2008
traduzione di Silvia Pareschi
pag. 88

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sabato 2 agosto 2008

omicidio?

"«Qualcuno l'ha ammazzata» rispose poi.

«Non sappiamo chi.»


«Omicidio?»


«Sì, omicidio.»

«Non capisco.»


«Nemmeno noi. Ma è così, in ogni caso.»


Lei lo guardò dritto negli occhi da pochi centimetri di distanza. «Perché?» chiese. «Perché qualcuno dovrebbe aver voluto uccidere Vera? Era una persona meravigliosa. Com'è successo?»


Jung distolse lo sguardo e decise di risparmiarle i dettagli. «Non è molto chiaro» rispose. «Ma vorremmo parlare con tutti quelli che la conoscevano. Ha notato se era inquieta negli ultimi tempi?»"

Håkan Nesser: Carambole
Ugo Guanda editore, Parma - 2006
traduzione di Carmen Giorgetti Cima
pag. 153

catalogazione: libreria di fronte al divano

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il passato che non passa

"Vienna, martedì 6 ottobre 1998. In albergo.
Dopo ventisette anni oggi ti rivedo, madre, e mi domando se nel frattempo tu abbia capito quanto male abbia fatto ai tuoi figli. Stanotte non ho chiuso occhio. Ora è quasi giorno; ho aperto la serranda. Un fumoso velo di luce si va schiarendo sopra i tetti di Vienna. Oggi ti rivedo, madre, ma con quali sentimenti? Che cosa può provare una figlia per una madre che ha rifiutato di fare la madre per entrare a far parte della scellerata organizzazione di Heinrich Himmler? Rispetto? Solo per la tua veneranda età - ma per nient'altro. E poi? Difficile dire: nulla. Dopotutto sei mia madre. Ma impossibile dire: amore. Non posso amarti, madre.
Mi sento agitata, e mio malgrado ripenso al nostro ultimo incontro, nel 1971, allorché ti rividi dopo trent'anni, e rabbrividisco al ricordo dello sgomento che provai scoprendo che eri stata un membro delle SS. E non eri pentita. Anzi. Ancora ti compiacevi del tuo passato, del tuo essere stata, di quell'efficiente fabbrica di orrori, una impiegata modello."

Helga Schneider: Lasciami andare, madre
Adelphi, Milano - 2001
pag. 11




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venerdì 1 agosto 2008

modestia filosofica

"Erano gli anni cinquanta quando Karl Popper, di ritorno da un viaggio in Nuova Zelanda, decise di fare tappa a Hong Kong. Non conoscendovi nessuno, inviò un telegramma al suo "datore di lavoro", il direttore della London School of Economics (LSE):"Prego telegrafare chi sono al rettore di Hong Kong." E quello lo fece subito: "Karl Popper, professore di logica e metodologia della scienza-Università di Londra stop uno dei più grandi filosofi viventi stop". Già allora, forse, coloro che lo conoscevano erano più di quanti egli supponesse."

Antiseri-Dahrendorf: Il filo della ragione
Reset libri, Milano - 1994
pag. 49

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poche parole e l'ansia scompare!

"Una pubblicità del 1905 descriveva come il telefono poteva salvare la vita di una massaia sola: 'Tramite il telefono la donna moderna elimina la paura delle emergenze. Lei sa che può chiamare il suo medico, o se ce n'è bisogno, la polizia o i pompieri in meno tempo di quello che di solito impiega per chiamare la cameriera'. Un'altra argomentazione di marketing era che un uomo d'affari poteva chiamare la moglie per avvertirla di essere in ritardo a causa di una questione urgente. In una pubblicità del 1910 un uomo dice a sua moglie: 'Ritardo di mezz'ora', al che la moglie risponde allegramente: 'Va bene, John'. Il testo sotto l'immagine spiega: 'Gli eventi inaspettati spesso trattengono l'uomo d'affari in ufficio. Con un telefono Bell sulla scrivania e uno a casa, può raggiungere la sua famiglia in un attimo. Poche parole e l'ansia scompare'."

Pekka Himanen: L'etica hacker e lo spirito dell'età dell'informazione
Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano - 2001

traduzione dall'inglese di Fabio Zucchella

pag. 33


catalogazione: libreria in camera da letto

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giovedì 31 luglio 2008

a re Idris non resta che abdicare

"La notizia del colpo di Stato militare in Libia raggiunge re Idris mentre sta facendo colazione sulla terrazza del suo albergo a Bursa. Pur avendo deciso, come si ricorderà, di rinunciare al trono, il vecchio sovrano non può tuttavia non avvertire amarezza e sdegno per come gli è stato strappato il potere. Di colpo, ritrova perciò la fierezza e l'ardire di un tempo, e decide di giocare tutte le carte di cui dispone. E mentre si sposta in Grecia, nella stazione termale di Kammena Vourla, per essere più vicino al suo paese, invia d'urgenza a Londra il suo consigliere Omar esh-Shelhi per ricordare al governo di Harold Wilson l'esistenza del trattato di alleanza anglo-libico del 1953. Contemporaneamente fa appello alle tribù della Cirenaica, che crede gli siano rimaste fedeli, perché rovescino il regime dei militari e restaurino la monarchia. Ma entrambi i tentativi falliscono."

Angelo del Boca: Gli italiani in Libia. Dal fascismo a Gheddafi
Laterza, Roma - 1991

pag. 463

catalogazione: una delle librerie in soggiorno

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per me pari sono

"Quando, sei mesi prima, le avevano detto che il suo giovane fidanzato era morto e che al suo posto lei avrebbe sposato il padre, quella notizia non l'aveva rattristata. Il giovane corteggiatore, quell'unica volta che lo aveva visto, le era parso infantile e scialbo; il padre sarebbe stato un marito più autorevole. Ora, alle volte, le era accaduto di pensare al ragazzo morto e di domandarsi se con lui la vita sarebbe stata più lieta. Ma ben presto aveva cancellato la sua immagine, e quelle, per lo sventurato fanciullo, furono le ultime chiamate sul proscenio di questo mondo."

Karen Blixen: Racconti d'inverno
Bompiani, Milano - 1985
traduzione di Adriana Motti
pag. 55


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mercoledì 30 luglio 2008

consulto medico

"José si svegliò che non riusciva a camminare. Gli era venuto un enorme bubbone su uno dei testicoli.
— Lo vedi cosa succede a far tanti salti, a tirar calci al pallone...

La mamma consultò le vicine.
— Bisogna far dire le orazioni. Un brutto affare! Dicono che sinhà Ricardina prega molto bene.

Verso le otto di sera, sinhà Ricardina arrivò con un cespo di crescione in mano. Fece alzare il malato, lo toccò sulla fronte con il crescione, pregò a voce alta e finì con il portarlo fuori della stanza.

— Guarda la luna.

— Non la vedo, c'è di mezzo il tetto.

— Non importa. Guarda in direzione della luna.
E gli fece ripetere:


Benedicimi, nonnina Luna,
Fa un male da morire.

Porta il coso via con te,

Aiutami a guarire.


Ripeterono la preghiera per tre volte.
Sinhà Ricardina avvisò:
— Adesso passate dell'olio sul maledetto bubbone con il crescione. E lasciate a letto il bambino per tre giorni.

Ricevette dieci monete per la preghiera e se ne andò, biascicando giaculatorie."


Jorge Amado: Sudore
Giulio Einaudi editore, Torino - 1999
traduzione di Daniela Ferioli
pag. 103

catalogazione: libreria di fronte al divano

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artisti in maremma

"...Ettorino vuotava il suo bicchiere e dopo un po' attaccava a discorrere di pittura. "Tu dici che Dufy è un grande pittore. E va bene, Dufy è un grande pittore, Manet è un grande pittore, Monet è un grande pittore, Pissarro è un grande pittore, Cezanne è un grande pittore, Van Gogh è un grande pittore, Picasso è un grande pittore. Va bene, e poi? Poi cosa facciamo? Cosa faccio io? Ricominciare da più lontano, dici tu. Va bene, perché Mantegna è un grande pittore, Luini è un grande pittore, Caravaggio è un grande pittore...E poi? Poi cosa facciamo? Cosa faccio io? " E mi guardava, come se la risposta io la sapessi. Invece non la sapevo e lui riattaccava: "Allora, come si diceva, Fattori è un grande pittore, Lega è un grande pittore, Signorini è un grande pittore..."


Luciano Bianciardi: La vita agra
Rizzoli, Milano - 1993
pag. 22
secondo me: magistrale
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martedì 29 luglio 2008

bacio

"Per la terza volta Leroy mostrò loro lo spot, e per la terza volta Chantal provò una lieve ripugnanza nel vedere le due bocche umide che si toccavano. Si ricorda di aver sentito dire che in Cina e in Giappone la cultura erotica non contempla il bacio a bocca aperta: lo scambio delle salive non è quindi una componente imprescindibile dell'erotismo, ma un capriccio, una deviazione, una sudicieria tipicamente occidentale."

Milan Kundera: L'identità
Adelphi edizioni, Milano - 1997

traduzione di Ena Marchi

pag. 62


catalogazione: libreria dietro al computer

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tempo di guerra

"L'unico tempo della vita di Charlotte era quello dell'attesa. Un tempo ('tempo di guerra', scrivevano i giornali) che assomigliava a un grigio pomeriggio domenicale nelle strade deserte di una città di provincia: una folata di vento si alza all'improvviso dall'angolo di una casa, solleva un turbine di polvere, fa muovere silenziosamente un'imposta, e come per incanto l'uomo si perde, confondendosi con quell'aria incolore, sparisce senza ragione. E proprio così sparì lo zio di Charlotte - 'caduto sui campi della gloria', 'morto per la Francia', secondo la formula adottata dai giornali."

Andreï Makine: Il testamento francese
Giulio Einaudi editore, Torino - 2008
pag. 57

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lunedì 28 luglio 2008

quale libertà concedere al nostro pubblico?

"L'idea alla base delle licenze Creative Commons è che esistano numerose possibilità intermedie tra il copyright 'pieno' (quello generato dalla normativa attuale) e la distribuzione di un'opera sotto il 'pubblico dominio'. Ovvero che tra l'espressione 'Tutti i diritti riservati' tipica del copyright e l'espressione 'Nessun diritto riservato' esista uno spettro di altri casi intermedi, come 'Alcuni diritti riservati'."

Alberto Mari: Web publishing con Blog e Wiki
Apogeo, Milano - 2004

pag. 173


catalogazione: una delle librerie in soggiorno


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lasciamoci così senza rancor...

"«Stronza! Puttana! Che ti credi, ti ho vista alla televisione! Con quel frocio di Mantovani in mezzo ad una schiera di testadicazzo. Avevi detto che mi avresti raggiunto. E invece hai preferito farti scopare da quel frocio. Puttana! Solo per quello ti ha presa, scema! Lo vedi che non capisci proprio niente. Tu non sei capace di stare davanti a una telecamera, tu sei capace solo di fare bocchini.» Ci fu un attimo di silenzio. Graziano si concesse un sorriso. L'aveva sdraiata. Ma la risposta arrivò violenta come un uragano sui Caraibi. «Brutto figlio di troia che non sei altro. Non so perché sono stata con te. Dovevo essere completamente impazzita. Piuttosto che sposarmi con te mi butto sotto un treno. La vuoi sapere una cosa? Porti sfiga! Appena te ne sei andato ho trovato lavoro. Porti una sfiga bestiale. Tu volevi solo affondarmi, volevi che venissi in quel posto di merda. Mai. Io ti disprezzo, per tutto quello che rappresenti. Per come ti vesti. Per le stronzate che spari con quel tono da sapientone che hai. Tu non hai mai capito un cazzo. Sei solo un vecchio spacciatore fallito. Sparisci dalla mia vita. Se provi a richiamarmi, se provi a farti vedere, lo giuro su Dio, pago qualcuno per farti spaccare la faccia. Sta ricominciando lo spettacolo. Addio. Ah, un'ultima cosa, quel frocio di Mantovani ce l'ha più grosso del tuo.» E chiuse."

Niccolò Ammaniti: Ti prendo e ti porto via
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 2000
pag. 151
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domenica 27 luglio 2008

tu es partout



Tu es partout
écrite et chantée par Edith Piaf
1943

Nous nous aimions bien tendrement
Comme s'aiment tous les amants
Et puis un jour tu m'as quittée
Depuis je suis désespérée
Je te vois partout dans le ciel
Je te vois partout sur la terre
Tu es ma joie et mon soleil
Ma nuit, mes jours, mes aubes claires

Tu es partout car tu es dans mon coeur
Tu es partout car tu es mon bonheur
Toutes les choses qui sont autour de moi
Même la vie ne représente que toi
Des fois je rêve que je suis dans tes bras
Et qu'à l'oreille tu me parles tout bas
Tu dis des choses qui font fermer les yeux
Et moi je trouve ça merveilleux

Peut-être un jour tu reviendras
Je sais que mon coeur t'attendras
Tu ne pourras pas oublier
Les jours que nous avons passés
Mes yeux te cherchent sans arrêt
Ecoute bien mon coeur t'appelle
Nous pourrons si bien nous aimer
Tu verras la vie sera belle...

Tu es partout car tu es dans mon coeur
Tu es partout car tu es mon bonheur
Toutes les choses qui sont autour de moi
Même la vie ne represente que toi
Des fois je rêve que je suis dans tes bras
Et qu'à l'oreille tu me parles tout bas
Tu dis des choses qui font fermer les yeux
Et moi je trouve ça merveilleux...

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infanzia inquietante

"Per evitare una denuncia
la chiameremo Lalla
(o 'quella bimba che ama
sniffare la colla')."







Tim Burton: Morte malinconica del bambino ostrica
Einaudi, Torino - 1998
traduzione di Nico Orengo
pag. 98
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sabato 26 luglio 2008

ho deciso di scriverti, Marcello...

"Nulla di quanto ho fatto è servito a stanarti. Avessi un computer (lo sapessi usare) potrei ancora provare con la ‘posta elettronica’ (si dice così?), ma sono ben certo che il risultato sarebbe il medesimo. Ti basterebbe poco per continuare a schivarmi.

Per questo la carta, Marcello.

Perché tu debba fisicamente stracciarla, se proprio vuoi, con ciò di simbolico che il gesto comporta.

Perché tu abbia comunque la tentazione fisica di leggermi. Magari recuperando la busta già accartocciata nel secchio."

Paolo Scatarzi e Marco Valenti: Un senso alle cose
Boopen editore, Napoli - 2007

pagg. 5-6


catalogazione: nella libreria (e nel computer) di Marco
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filarsela all'inglese

" Stare in piedi.
[...]Nei paesi in cui l'autonomia della persona sembra tanto importante che la si perfeziona e la si accentua in ogni modo, si sta in piedi spesso e più a lungo. In Inghilterra, per esempio, sono prediletti i locali in cui si beve stando in piedi. Il cliente può andarsene in ogni momento e senza molte formalità; un movimento minimo e poco appariscente gli permette di separarsi dagli altri. Egli così si sente più libero che se dovesse alzarsi cerimoniosamente da un tavolino. L'alzarsi equivarrebbe alla comunicazione della sua intenzione di allontanarsi, e quindi limiterebbe la sua libertà. Anche nelle riunioni private gli inglesi amano star in piedi. Già arrivando dicono che non si fermeranno a lungo. Si muovono liberamente e, poiché stanno in piedi, possono passare dall'uno all'altro senza tante cerimonie. In ciò non vi è nulla di strano e nessuno si offende. L'eguaglianza all'interno di un determinato gruppo sociale, una delle più importanti ed utili finzioni della vita inglese, è particolarmente accentuata quando tutti hanno il vantaggio di stare in piedi. "


Elias Canetti: Massa e potere
Adelphi, Milano - 1981
traduzione dal tedesco di Furio Jesi
pag. 471

secondo me: un grande mare di sapere
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artista, non commerciante!

"Ils lui apprennent à boire, à fumer et à séduire. Mais plus important encore, ils l'aident à donner corps à son désir profond d'être un artiste photographe et non un petit commerçant ayant un studio de portraits."




Terence Pitts: Edward Weston
Taschen, Köln - 2001

pag. 119


catalogazione: libreria bianca in soggiorno


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venerdì 25 luglio 2008

sconsigliabile sposare Lutero

"Negli intervalli tra i momenti in cui mi guardavo intorno e quelli in cui ero felice leggevo una Vita di Lutero che mi aveva imprestato il nostro pastore. Se n'era venuto un giorno con il libro e mi aveva chiesto di leggerlo, avendo scoperto che il mio interesse per Lutero non era così vivo come avrebbe dovuto essere; così me lo sono portato fuori con me, perché il libro più tedioso assume una certa grazia che lo redime se letto in giardino; proprio come il pane e burro, privo di fascino in soggiorno, diventa ambrosia mangiato sotto un albero. Ho letto Lutero tutto il pomeriggio, con delle pause per lanciare sguardi ristoratori al giardino e al cielo, e molta gratitudine nel cuore. Le sue lotte con i diavoli mi hanno riempita di stupore; e mi sono chiesta se una giornata come questa, piena di grazia e di remissione dei peccati, non lo abbia mai colpito come qualcosa che lo portasse ad addolcirsi perfino nei confronti dei diavoli. Apparentemente non si è mai concesso di essere soltanto felice. Era un uomo meraviglioso, ma sono contenta di non essere stata sua moglie."

Elizabeth von Arnim: Il giardino di Elizabeth
Bollati Boringhieri, Torino - 2002
traduzione dall'inglese di Graziella Bianchi Baldizzone
pag. 70

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un rabadan mai sentito

"Ma poi, a un certo punto della notte, si è cominciato a sentire un rumore diverso, e quello sì che mi ha fatto venire paura senza più nessun quasi, paura secca, tanto che io mi sono messo le scarpe e ho fatto per andare fuori a vedere cosa c'era, ma con così poca convinzione che quando la ragazza mi ha detto in un soffio 'no no, lascia stare che prendi freddo' ho subito fatto marcia indietro e mi sono rimesso sotto la coperta. Sembrava una sega, ma una sega coi denti radi e spuntati, che cercasse di segare la lamiera del bivacco, e il bivacco faceva da cassa armonica e ne veniva fuori un rabadan mai sentito. Raschiava alla stracca, uno o due colpi e poi silenzio e poi di nuovo un colpo o due; fra una raschiata e l'altra si sentiva dei sbuffi e come dei colpi di tosse. Morale della favola, con la scusa del freddo siamo rimasti chiusi lì dentro fino a quando si è visto un filino di luce tutto intorno alla porta: anche perché quel rumore di sega non si sentiva più, soltanto i soffi e sempre più piano. Sono uscito fuori, e c'era uno stambecco stravaccato contro la parete del bivacco: era grosso ma sembrava malato, era brutto, tutto spelacchiato, perdeva la bava e tossiva. Forse stava per morire, e ci ha fatto pena pensare che avesse voluto svegliarci perché lo aiutassimo, o che avesse voluto venire a morire vicino a noi."

Primo Levi: La chiave a stella
Giulio Einaudi editore, Torino - 1978

pag. 139


catalogazione: libreria di fronte al divano

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giovedì 24 luglio 2008

credo di non credere

"Quando dico che non credo alla seconda vita o a quante altre se ne possano immaginare dopo questa (secondo la credenza nella reincarnazione), non intendo affermare nulla di perentorio. Voglio dire soltanto che mi sono sempre parse più convincenti le ragioni del dubbio che non quelle della certezza. Nessuno può essere certo di un evento di cui non vi sono prove. Anche coloro che credono, credono di credere, per riprendere il titolo di un recente libro di Gianni Vattimo. Io credo di non credere."

Norberto Bobbio: De senectute
Einaudi editore, Torino - 1996
pag. 36
secondo me: una lezione
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chi l'ha uccisa?

«Crede che l'abbia uccisa lui?... Chi l'avrebbe pensato, eh, ieri sera, mentre ce ne stavamo qua tutti e tre a chiacchierare tranquillamente?... Perché non me l'ha detto che era la figlia di Marthe?... Siamo andate a scuola insieme... Non per molto...».

«Conosce la cameriera della signora Bellamy?».

«Jeanne? Eccome se la conosco, anche se lei non mi conosce più. L'ho vista girare a piedi nudi per strada. La madre lavora alla fabbrica di sardine. Ce l'avevano messa anche lei, a tredici anni, ma poi è andata a servizio. E da quando fa la cameriera in casa del dottore non guarda in faccia nessuno. Lo chieda a Francis..."

Georges Simenon: Le vacanze di Maigret
Adelphi edizioni, Milano - 2004
traduzione di Laura Frausin Guarino
pagg. 94-95

catalogazione: libreria di fronte al divano


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parola di Dio?


"Una pagina del Codex Vaticanus del IV secolo, con una nota a margine (fra la prima e la seconda colonna) in cui uno scriba medievale apostrofa un predecessore per avere alterato il testo: «Sciocco e canaglia, lascia stare la lezione antica, non modificarla!» (Per gentile concessione di Bart Ehrman)"

Bart D. Ehrman: Gesù non l'ha mai detto - Millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei Vangeli
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 2008
pag. 54


catalogazione: non ancora attribuita da Simonetta, che lo sta leggendo

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mercoledì 23 luglio 2008

il pericolo dell'ordine senza disordine

"Se ci si proponesse di perfezionare lo stile del funambolo, afferrandone l'asta e impedendo quei disordinati aggiustamenti, egli perderebbe subito l'equilibrio e precipiterebbe. Abbastanza ovvio, non è vero? Sì, ma solo nel caso dei funamboli e dei ciclisti. In tutti gli altri ambiti di vita siamo ben lontani dal capire che l'ordine senza una componente di disordine diviene pericoloso, poiché soffoca ogni possibilità di ulteriore evoluzione. Ogni moderno studioso di problemi aziendali, dal quale ci si attende la realizzazione di un ordine perfetto, avrebbe molto da dire circa l'efficacia di una simile ipersoluzione. Con ciò non voglio dire che il disordine sia in ogni caso un bene, ma solo che il nuovo ha bisogno, per manifestarsi, della qualità emergente e questa a sua volta nasce da un certo grado di disordine. Certo è, che è molto più facile stigmatizzare i mali del disordine che non quelli dell'ordine..."

Paul Watzlawick: Di bene in peggio - Istruzioni per un successo catastrofico
Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano - 2001

traduzione di Enrico Ganni
pagg. 67-68


catalogazione: libreria dietro il computer

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martedì 22 luglio 2008

sarà qualch'ospite...


"Once upon a midnight dreary, while I pondered, weak and weary,
over many a quaint and curious volume of forgotten lore—

while I nodded, nearly napping, suddendly there came a tapping,

as of some one gently rapping, rapping at my chamber door.

«'Tis some visitor,» I muttered, «tapping at my chamber door—

only this and nothing more.»


Una mezzanotte grave, meditavo affranto e frale

su volumi strani e rari di dottrina ch'or s'ignora:

in sopor quasi ero assorto, quando giunse un sùbito urto,
come s'un picchiasse sordo l'uscio della mia dimora.

Mormorai: «Sarà qualch'ospite, ch'urta l'uscio alla dimora:

questo sol: null'altro ancora»."



Edgar Allan Poe: Il corvo
Biblioteca Universale Rizzoli, Milano - 1974
traduzione di Mario Praz
illustrazioni di Gustave Doré
pagg. 24-25

catalogazione: libreria di fronte al divano

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caricate, pronti, fuoco!

"Di fronte al palazzo del popolo c'era un grande affollamento di turisti, semicerchi di persone tutte rivolte verso un signore con un cartello in mano. Le guide nominavano Ceausescu ogni pochi secondi, e ogni volta che pronunciavano il suo nome indicavano il palazzo principesco. Christian mi ha detto Vedi?, e mi ha indicato i capannelli di turisti, quasi tutti con occhiali da sole e cappelli in testa. Ceausescu, ha detto, come per dire Vengono tutti qui per lui. Le guide parlavano e i turisti le seguivano con apprensione, con uno sguardo a metà tra l'indignato e l'addolorato. Le guide dicevano Dittatore sanguinario megalomane, dicevano Paura, dicevano Comunista, dicevano Migliaia di morti, dicevano Terrore, e più aumentava il quoziente di atrocità più i turisti caricavano le macchine, puntavano e fotografavano."

Andrea Bajani: Se consideri le colpe
Giulio Einaudi editore, Torino - 2008
pag. 42

catalogazione: S S2 P6

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lunedì 21 luglio 2008

sono arrivati i briganti

"Il 13 settembre 1862 a Serra Fulminante arrivarono i briganti e così ultimarono lo scatafascio. Si sistemarono dentro la casa patronale che era stata del padre di donna Nina e fecero baldoria per intere settimane saccheggiando i magazzini e ingozzandosi di provoloni, di vino, di galline e di capretti. Si ubriacavano di sangue, ballavano, si avvolgevano nei tessuti damascati delle tende, con un'allegria funesta da condannati a morte. Dopo il loro passaggio non restava più nulla, perché si accanivano su tutto ciò che trovavano, come se si stessero vendicando non tanto dei padroni quanto delle cose, perché fino al giorno prima la loro vita valeva meno di una roncola, e ancora meno valeva dopo."

Mariolina Venezia: Mille anni che sto qui
Einaudi Editore, Torino - 2008
pag. 38

catalogazione: C S1 P8

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creature disgraziate

"Ah, di tutti gli esseri che hanno un'anima e hanno intelligenza, noi donne siamo le creature più disgraziate. Ecco, prima dobbiamo con un mucchio enorme di roba comperarci un marito e pigliarcelo come padrone del nostro corpo: e questo, credete, è un malanno ancor più penoso dell'altro."

Euripide: Ippolito - Medea - Le Troiane
brano da "Medea"

Garzanti editore, Milano - 1983

traduzione dal greco di Giuseppe Tonna

pag. 13


catalogazione: libreria di fronte al divano; libro scelto da Alessandro

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domenica 20 luglio 2008

caramelle dagli sconosciuti

"L'hascisc è una miscela di elleboro, foglie di canapa, oppio, aromi e zuccheri. Si prende sotto forma di caramella o di marmellata. I suoi effetti agiscono sul cervello, poco o niente sui sensi. A seconda della sensibilità dei soggetti può causare strane allucinazioni. Naturalmente apatici, gli orientali cadono in un torpore estatico, di cui godono in solitudine e forse senza rendersi conto. Al contrario può provocare una specie di follia sul cervello vivace degli europei, fino a provocare convulsioni che si calmano facilmente, del resto, dando come antidoto succo di limone concentrato e caffè."

Suzanne Voilquin: Memorie di una figlia del popolo. La sansimoniana in Egitto
Giunti Barbera, Firenze - 1989

traduzione di Ginevra Conti Odorisio
pagg. 144-145

catalogazione: una delle librerie in soggiorno

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sabato 19 luglio 2008

frühstück

"Le prime colazioni tedesche sono molto abbondanti e di solito consistono in panini bianchi e integrali, fette di diversi tipi di pane, marmellata, affettati (prosciutto, salame, mortadella, ecc.), formaggi e uova (di solito sode), il tutto innaffiato con caffè, tè o cioccolata. Se pernottate in uno di quegli alberghi che prevede la prima colazione con buffet, ebbene abbuffatevi! In questo modo potrete tranquillamente galoppare fino a pomeriggio inoltrato senza che vi venga fame. Potete anche provare uno dei tanti caffè berlinesi che a volte servono la prima colazione fino alle 17 per venire incontro al foltissimo popolo della notte di questa città. Di domenica molti hanno anche l'abitudine di andare a fare colazione in un caffè."

Andrea Schulte-Peevers e David Peevers: Berlino
Guide EDT, Torino - 1999

traduzione di Gisella Fornaca
pag. 204


catalogazione: libreria di fronte al divano

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svestita e raggiante

"C'era qualcosa di strano. Era incredibile che a casa fosse sempre così buona, così tremendamente buona, e ne avesse soltanto sofferenze; là si dedicava interamente agli altri ed era vittima di malesseri di ogni sorta: fitte, dolori e momenti di sconforto. E ora che si era spogliata di tutta la sua bontà e l'aveva lasciata alle spalle come un mucchio di vestiti inzuppati di pioggia, non provava che gioia. Denudata della bontà, godeva nel ritrovarsi nuda. Era svestita e raggiante."

Elizabeth von Armin: Un incantevole aprile
Bollati Boringhieri, Milano - 2007
traduzione di Luisa Balacco
pag. 58

secondo me: scrittura elegante e ironia leggera

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venerdì 18 luglio 2008

questo naufragio non m'impressiona

"Quell'intrepido uomo di mare, quantunque non ignorasse che la tolda da un momento all'altro poteva mancargli sotto i piedi, conservava anche in quel terribile frangente una calma ammirabile ed impartiva i comandi con voce calma e limpida.

Solo i suoi sguardi tradivano una profonda emozione, quando si fissavano su Jolanda, quantunque la fanciulla non dimostrasse alcuna ansietà, né alcuna apprensione e avesse già tre volte detto:

«Non preoccupatevi per me, signor Morgan. Questo naufragio non m'impressiona.»"

Emilio Salgari: Jolanda la figlia del Corsaro Nero
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 1999

pag. 164


catalogazione: libreria dietro il computer

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nuotare nel Tevere

"Non c'era nessuno, tra gli antichi Romani, che non sapesse nuotare, un po' per piacere, un po' per necessità: la vita di Roma è sempre dipesa profondamente dalle condizioni del Tevere. E ancora non c'era nessuno, tra i cittadini più in vista e più ricchi dell'Urbe, che non fosse mai stato al Lido di Baia (Baiae, arum), presso Napoli, il centro estivo più frequentato e affollato del mondo romano. "


Davide Astòri: Io parlo latino
Vallardi editore, Milano - 1995
pag. 89

catalogazione: S S1 P4

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giovedì 17 luglio 2008

margine di sicurezza

"Il fatto che, nelle epoche passate, si usassero gli inabili congeniti come oggetti di divertimento non costituisce motivo di vanto per le consuetudini dei nostri ascendenti. In ogni modo, le classi elevate effettivamente dimostravano una costernante indifferenza nei confronti degli essere umani ai quali era toccata la disgrazia di nascere con difetti fisici. Carlo IX di Francia 'collezionò' nove nani, doni del re di Polonia e dell'imperatore di Germania. Evidentemente, concentrare nel proprio ambiente domestico e mettere in vista le sofferenze umane era stimato simbolo di raffinatezza estrema. Testimoniava l'appartenenza a un rango elevato il poter intrattenere gli ospiti conducendoli in visita a un reparto privato di teratologia. In confronto a una simile usanza, che ci colpisce oggi quale cruda barbarie, i costumi contemporanei sono davvero altamente civili. Ma si potrebbe anche sostenere che fosse allora in atto un meccanismo mentale che rendeva i nostri progenitori particolarmente insensibili alle avversità dei loro simili. Forse essi nei deformi non vedevano affatto degli esseri umani; poiché un impulso oscuro, irrazionale, ci forza a interporre un abisso tra noi e il mostruoso. Questa barriera concede un margine di sicurezza alla nostra esistenza, oltre il quale allignano l'inimmaginabile, il caos, la minacciosa anomalia."

Frank Gonzalez-Crussi: Note di un anatomopatologo
Adelphi edizioni, Milano - 1991

traduzione di Gabriele Castellari

pagg. 149-150


catalogazione: libreria dietro il computer

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tema: la persona a cui vuoi più bene di tutti

"La persona a cui voglio più bene di tutti è una suora. Si chiama Lulla, è vestita di bianco e anche di nero e quando cammina trascina i piedi e poi è anche grassa e quando cammina, grassa com'è, assomiglia tanto a un orso e a me mi viene da ridere a vedere come cammina, ma non posso ridere, se no mi picchia qui dietro la testa e mi fa scendere il sangue dalle orecchie, e allora non rido; vorrei almeno piangere, ma non posso piangere se no mi dice di non piangere e poi se piango viene da me con uno straccetto umido e ruvido, e mi asciuga le lacrime strofinando forte finché da sotto gli occhi viene giù il sangue e io allora non piango perché fa molto male piangere. La guardo e basta, ma non troppo fissamente, se no mi lega un braccio al letto e mi mette la coperta sulla faccia e mi fa stare al buio. Lei dice che è la mamma di tutti, e perciò è anche la mia, di mamma; dice anche che alla mamma bisogna volere bene, molto bene, ed ecco perché è la persona a cui io voglio più bene di tutti."

Bruno Brancher: Disamori vecchi e nuovi
Giangiacomo Feltrinelli, Milano - 1995
pag. 49

catalogazione: S S3 P4

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mercoledì 16 luglio 2008

asma

"Quando hai un attacco d’asma, ti manca il respiro. Quando ti manca il respiro, fai fatica a parlare. La frase ti rimane bloccata in gola a causa della quantità d’aria limitata che riesci ad espellere dai polmoni. Non riesci a dire molto, tra le tre e le sei parole. Questo ti porta a provare rispetto per la parola. Te ne vengono in mente un sacco, di parole. Scegli le più importanti, ma anche pronunciare quelle ti costa molto. Non è come per la gente sana che butta lì tutto quello che le viene in mente come se fosse spazzatura. Quando qualcuno ti dice 'ti amo' durante un attacco d’asma, la cosa è ben diversa. C’è una bella differenza. La differenza di una parola. E una parola è moltissimo perché quella potrebbe essere 'sedersi', 'ventolin' o persino 'ambulanza'."

Etgar Keret: Pizzeria kamikaze

Edizioni e/o, Roma - 2004

traduzione di Alessandra Shomroni

pag. 9


catalogazione: libro ramingo di Simonetta

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Yahoo Café

"Da Otemachi presi la linea del metrò per Chiyoda e sette fermate più avanti, a Omotesando, scesi. Tornato in superficie, camminai per un breve tratto fino allo Yahoo Café, un locale dotato di postazioni per il collegamento a Internet. Entrai, pagai il dovuto e mi collegai alla Rete da uno dei terminali disponibili. Grazie alla linea T1 del locale mi ci vollero pochi secondi per accedere al file speditomi da Benny, che comprendeva alcune foto pubblicitarie passate allo scanner, l'indirizzo privato di Midori, un programma dei suoi concerti (incluso lo spettacolo previsto per quella sera al Blue Note) ed elementi in codice secondo cui la morte doveva apparire naturale."

Barry Eisler: Pioggia nera su Tokyo
Garzanti editore, Milano - 2004
traduzione di Gianni Pannofino

pag. 112

catalogazione: appena acquistato

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martedì 15 luglio 2008

a che fare fare?

"Il giorno dopo, Oblòmov s'era appena svegliato alle dieci, quando Zachàr, dandogli il tè, gli disse che, andando dal fornaio, aveva incontrato la signorina.

— Che signorina? — domandò Oblòmov.

— La signorina Iljìnskaja, Olga Serghjéevna.

— Ebbene? — domandò impaziente Oblòmov.

— Mi ha detto di salutarvi e ha domandato se state bene e che cosa fate.

— E tu che le hai detto?
— Le ho detto che state bene, e quanto al fare, che dovreste fare?... — rispose Zachàr.

— Perché aggiungi le tue stupide considerazioni? — notò Oblòmov. — «Che dovreste fare?» Che ne sai tu di quel che io debbo fare?"

Ivàn Gonciaròv: Oblòmov
Giulio Einaudi editore, Torino - 1955

traduzione di Ettore Lo Gatto

pagg. 223-224

catalogazione: libreria di fronte al divano

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lunedì 14 luglio 2008

buon senso

"Se si vogliono esaminare spassionatamente le credenze degli uomini, si rimane molto meravigliati nel constatare che, anche riguardo ai problemi che essi considerano come i più essenziali, niente capita più di rado che di vederli far uso del buon senso, cioè di quella parte della capacità di giudizio che è sufficiente per conoscere le verità più semplici, per rifiutare le assurdità più manifeste, per rimanere colpiti da contraddizioni evidenti."

Paul Thiry d’Holbach: Il buon senso
Garzanti Libri, Milano - 2005
traduzione di Sebastiano Timpanaro
pag. 3


catalogazione: libro (di Simonetta) senza fissa dimora
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elegie romane: VIII

"Cara, se tu mi dici che da piccola
non sei piaciuta alla gente, e che tua madre ti spregiava,
finché non ti sei fatta più grande e adagio sviluppata,
lo credo: mi piace pensarti come una strana fanciulla.
Manca forma e colore anche al fior della vite,
mentre, maturo, l'acino affascina uomini e dèi.

Wenn du mir sagst, du habest als Kind, Geliebte, den Menschen
Nicht gefallen, und dich habe die Mutter verschmäht,
Bis du grösser geworden und still dich entwickelt, ich glaub es:
Gerne denk ich mir dich als ein besonderes Kind.
Fehlet Bildung und Farbe doch auch der Blüte des Weinstocks,
Wenn die Beere, gereift, Menschen und Götter entzückt."

Johann Wolfgang Goethe: Poesie
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 1974

traduzione di Giorgio Orelli

pag. 85


catalogazione: libreria accanto al divano

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