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martedì 6 luglio 2010

gli effetti della mescalina

"Rose:
I fiori sono facili da dipingere,
difficili le foglie.


L'haiku di Shiki esprime, indirettamente, proprio ciò che sentii allora, l'eccessiva, fin troppo evidente gloria dei fiori, in contrasto al sottile miracolo del loro fogliame.

Uscimmo in strada dove era parcheggiata una grande automobile di un azzurro pallido. Nel vederla, fui improvvisamente assalito da una grande allegria. Quanto compiacimento, quale assurda baldanza sprizzava da quelle superfici protuberanti del più lucido smalto! L'uomo aveva creato l'oggetto a propria somiglianza, o piuttosto a somiglianza del suo preferito personaggio da romanzo. Risi finché le lacrime mi colarono sulle guance.

Rientrammo in casa dove era stato preparato da mangiare. Qualcuno che ancora non si identificava con me stesso si gettò sul cibo con ingordo appetito. Da una notevole distanza e senza molto interesse, io guardai.

Dopo aver mangiato, montammo sulla macchina e ci avviammo per una passeggiata. Gli effetti della mescalina erano già in declino, ma i fiori nel giardino ancora tremavano sull'orlo del soprannaturale, l'albero del pepe e i carrubi lungo il ciglio della strada appartenevano ancora chiaramente a qualche sacra selva."

Aldous Huxley: Letteratura e scienza
casa editrice Il Saggiatore, Milano - 1965
traduzione di Corrado Pavolini
pagg. 324-325

catalogazione: libreria di fronte al divano
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giovedì 1 luglio 2010

il rischio sistemico

"Esistono due caratteristiche peculiari che fanno delle banche degli operatori molto speciali. In primo luogo, esse prendono a prestito a breve e prestano a lungo termine. In questo modo, si dà vita a un particolare tipo di rischio, cioè quello di liquidità. Esso è un cosiddetto tail risk, cioè un rischio molto grave che si verifica raramente ma che, quando lo fa, è in grado di provocare effetti devastanti. È molto difficile, se non impossibile, quantificare tali effetti poiché essi non sono che il risultato di moti collettivi di sfiducia e di panico.

In secondo luogo, le banche sono al centro del sistema dei pagamenti. Questo crea una rete che connette le une alle altre le banche che prestano e che prendono a prestito. Il mercato interbancario crea l’interconnessione del rischio: se una banca fallisce, il resto delle banche ne risentiranno. Se si verifica un problema in una banca, esso si diffonderà facilmente nell’intero sistema interbancario come fosse una malattia infettiva. Dunque, è verosimile che nel sistema bancario i rischi siano altamente correlati. Il che contrasta con quanto si verifica nel settore non bancario. Ad esempio, il fallimento di un’azienda automobilistica non potrà che essere una buona notizia per il resto delle aziende del settore, le quali espanderanno la loro produzione e i loro profitti.

Si pensava che l’attività di cartolarizzazione, diventata popolare dagli anni ottanta in poi, avrebbe potuto ridurre il rischio sistemico diffondendo il rischio, altrimenti concentrato in un’unica banca, tra un numero maggiore di istituzioni. Nei fatti, è successo esattamente l’opposto: la cartolarizzazione ha aumentato il rischio sistemico. Ogni volta che una banca del Midwest trasformava i propri mutui immobiliari in asset backed security (titoli con garanzia collaterale) e li trasferiva presso un’altra istituzione bancaria, diciamo ad esempio, tedesca, il grado di interconnessione e di correlazione del rischio sistemico aumentava.
Il fenomeno della cartolarizzazione ha essenzialmente amplificato la criticità connaturata al sistema bancario: quella per cui uno shock che accade in un determinato luogo si trasmette rapidamente al resto del sistema. Di conseguenza, è aumentata la fragilità insita nel sistema bancario."

AAVV: Dopo la crisi: Proposte per un’economia sostenibile
a cura di Andrew Watt, Andreas Botsch e Roberta Carlini
edizioni dell'Asino, Roma - 2010
pagg. 31-32


catalogazione: nessuna, e-book scaricabile qui: http://www.sbilanciamoci.info/Dopo-la-crisi/Scarica-il-libro-4793
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mercoledì 23 giugno 2010

the porous world

"One can choose to live in a place as a sort of visitor, or try to become an inhabitant. My family and I decided from early on to try to be here, in the midelevation forests of the Sierra Nevada, as fully as we could. This brave attempt was backed by lack of resources and a lot of dumb bravado. We figured that simplicity would of itself be beautiful, and we had our own extravagant notion of ecological morality. But necessity was the teacher that finally showed us how to live as part of the natural community.

It comes down to how one thinks abouts screens, fences, or dogs. These are often used for keeping the wild at bay. ('Keeping the wild at bay' sounds like fending off hawks and bears, but it is more often a matter of holding back carpenter ants and deer mice.) We came to live a permeable, porous life in our house set among the stands of oak and pine."

Gary Snyder: A Place in Space
Counterpoint Press, Berkley (CA) - 2008
pag. 195

catalogazione: nessuna, libro appena acquistato
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lunedì 14 giugno 2010

i cassetti del Palazzo di Giustizia

"«Io sono convinto, e me ne assumo tutte le responsabilità, che nei cassetti del Palazzo di Giustizia ce n'è abbastanza per fare chiarezza sui delitti politici.» Leoluca Orlando scatenò da Samarcanda una tempesta che coinvolse i più alti vertici istituzionali del nostro Paese, a cominciare dal Presidente della Repubblica.

Furono in tanti a scandalizzarsi, furono in tanti a puntare, contro l'ex sindaco, l'indice accusatore: «Tira fuori le prove di quello che dici; oppure stai zitto.»"

Michele Santoro: Oltre Samarcanda
editrice l'Unità, Roma - 1974
pag. 107

catalogazione: libreria in ingresso
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mercoledì 26 maggio 2010

l'universale si impone a spese dell'individuo

"Genere ed esemplare stanno l'uno di fronte all'altro. Il genere si riproduce e il suo prodotto è un singolo, l'esemplare. Il singolo accresce la sua esistenza appagando il suo desiderio dell'altro sesso. Ma proprio in questo si manifesta il potere del genere il quale, nel mentre si riproduce, si inabissa in questo svolgimento, d'un tratto o gradatamente, e in questo modo procede all'infinito. L'universale, che vuole imporsi, lo fa a spese dell'individuo e si mostra come il fine sovrastante, il cui mezzo è il singolo; ciò che viene prodotto è tuttavia solo un esemplare, che deve di nuovo diventare mezzo, e così di nuovo all'infinito. Il singolo d'altra parte cerca d'impossessarsi dell'universale in quanto si serve del genere per soddisfare il suo piacere."

Fried Adolf Trendelenburg: Il metodo dialettico
Soc. editrice Il Mulino, Napoli - 1990
a cura e traduzione di Marco Morselli
pagg. 27-28

catalogazione: libreria di fianco al divano
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lunedì 24 maggio 2010

la promessa di una sensazione piacevole

"Tra i valori verso i quali chi sceglie viene addestrato a orientare le proprie scelte, il divertimento che oggetti ed eventi possono procurare occupa una posizione preminente. Come Pierre Bourdieu ha chiaramente spiegato quasi vent'anni fa, la fabbricazione di nuovi desideri sta facendo il lavoro che un tempo svolgeva la regolamentazione normativa, cosicché la pubblicità e la propaganda commerciale possono prendere il posto un tempo occupato dal controllo di polizia. A innescare il desiderio è la promessa di una sensazione piacevole e mai provata prima; l'offerta di oggetti capaci di trasmettere sensazioni intense precede di norma la comparsa del desiderio, che dunque si presenta fin dall'inizio orientato all'oggetto. L'attuale codice di scelta genera perciò un agente le cui specialità consistono in primo luogo nella capacità di riconoscere la promessa di una sensazione piacevole, e poi di seguire gli indizi e le tracce che indicano la via per appropriarsene."

Zygmunt Bauman: La solitudine del cittadino globale
Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano - 2000
traduzione di Giovanna Bettini
pag. 81

catalogazione: il comodino del Bip
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giovedì 13 maggio 2010

l'esprit français des étrangers

"L'intelligenza è allegria. E regala a chi l'esercita un senso pieno di felicità quanto più sembra liberarsi da un fondo di antica malinconia, come avveniva in Galiani. Nell'accensione delle idee, nell'esercizio dell'ironia e nelle improvvise trovate, essa riusciva a scattare, come in un sistema d'elettricità. Teneva conto degli 'altri', di un'idea, di un sentimento, di tutta una società che può concentrarsi in una sola persona: come fu per Galiani Madame d'Épiné. E non c'è da meravigliarsi se gli studiosi del nostro abate, più che per qualsiasi altro scrittore dell'epoca, abbiano tanto parlato dei suoi amici.

È una società, quella cui si rivolge Galiani, che ha i suoi straordinari esemplari. È la società francese, e non ha niente a che fare con la napoletana, che provoca in lui di solito aperta avversione. In quella società, i solitari, i misantropi, erano per fortuna lontani o già sotterrati. Ed egli faceva bene la parte di un 'anti-misantropo', quasi di un anti-Rousseau, Rousseau il quale spingeva al massimo quella grande arte di dispiacere che hanno soltanto i rivoluzionari. Ed era anche uno straniero. Ma è spesso una società diversa (in questo caso quella francese) che opera, come per una legge d'innesti e di trapianti, la capacità di far nascere nello straniero che vi vive, una qualità rara di esprit, come per certi vini. E i Goncourt osservavano che nulla esisteva di più incantevole che 'l'esprit français des étrangers', lo spirito di Galiani, del principe di Ligne, di Enrico Heine."

Giovanni Macchia: La caduta della luna
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 1973
pagg. 99-100

catalogazione: una delle librerie in soggiorno
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giovedì 6 maggio 2010

lo yoga non richiede una fede specifica

"Uno dei principali motivi per cui ci si accosta alla pratica dello yoga è il desiderio di cambiare qualcosa di sé: pensare con più chiarezza, sentirsi meglio, riuscire oggi meglio di ieri in tutti gli aspetti della vita. Per questi scopi lo yoga è davvero efficace, e non richiede requisiti particolari per poterne intraprendere il cammino. Non occorre diventare induisti solo perché lo yoga è nato in India. Anzi, nessun indiano ha l'obbligo di praticare lo yoga. Lo yoga non richiede una fede specifica, e se abbiamo una fede, lo yoga non la mette in discussione. Chiunque può iniziare a praticarlo. Il punto in cui iniziamo è assolutamente personale e individuale, ed è il punto preciso in cui ci troviamo in questo momento."

T.K.V. Desikachar: Il cuore dello yoga
traduzione di Giampaolo Fiorentini
Ubaldini editore, Roma - 1997
pag. 109

catalogazione: una delle librerie in soggiorno
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sabato 1 maggio 2010

il rapporto con le emozioni

"Purtroppo va detto che in generale la sfera emotiva non gode molto credito nella nostra cultura, anche se è sempre avventato contrapporre una presunta, monolitica 'cultura occidentale' a una presunta, monolitica 'cultura orientale', come fanno spesso i sostenitori delle culture 'altre', che per potersi permettere questa semplicistica operazione evitano accuratamente di leggere la storia della nostra cultura nell'unica maniera corretta, e cioè come un lungo e non mai risolto conflitto tra istanze opposte. Limitiamoci a constatare, nella nostra cultura, la difficoltà di un rapporto fiducioso con le emozioni, e la ricorrente tentazione di metterle al bando come 'nemiche dell'ordine costituito'. C'è chi parla di 'rimozione', ma forse la parola più corretta è 'repressione'. È in ogni caso un'operazione tutt'altro che riuscita; e lo sanno bene gli stessi detentori del potere, che proprio sulle emozioni fanno leva, sia per procacciarsi il consenso sia per scoraggiare il dissenso."

Aldo Carotenuto: La colomba di Kant - problemi del transfert e del controtransfert
Gruppo editoriale Fabbri, Bompiani - Sonzogni, 1986
pagg. 68-69

catalogazione: libreria bianca in soggiorno
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mercoledì 28 aprile 2010

Isadora e le onde

"La mia prima idea di movimento proviene di certo dal ritmo delle onde [...] Tentavo di seguire il loro movimento e di danzare sul loro ritmo."

Claudia Allasia: Teorie e modi del corpo
La Nuova Italia Scientifica, Roma - 1984
pag. 54

catalogazione: una delle librerie in soggiorno
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domenica 25 aprile 2010

operetta generals and admirals!

"In New York, he is continually struck by details: gloved garbage collectors, orderly traffic, long block of bridal shops in the Bowery, juxtaposed with scenes of the utmost misery, and the impression that everyone looks as though he had stepped out of a film. Broadway is a "luminous fair" whose violent lights stultify him; he realizes he had reached a "new continent," because real smoke comes out of the mouth of a soldier smoking a Camel cigarette in a fifteen-meter-high billboard in imes Square. He admires the magnificent food shops, the women and their bright dresses, and the color of the taxis, which look like insects dressed up for Sunday in reds, greens, and yellows; but he is horrified by necktie shops with a concentration of bad taste that is scarcely imaginable. He is puzzled by the function of the Funeral Home and the fact that cemeteries are private property where space is reserved in advance. Thousands of operetta generals and admirals catch his eye: they are New York's doormen, bell captains, and elevator boys in the big hotels."

Alba della Fazia Amoia: Albert Camus
The Continuum Publishing Co., New York - 1989
pagg. 136-137

catalogazione: una delle librerie in soggiorno
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mercoledì 14 aprile 2010

come si fabbrica dio

"L'esistenza di popoli atei era una questione spinosa. Ammetterla significava negare che l'idea di Dio fosse universale. Negarla significava dire che allora tutti i popoli hanno una qualche forma di religiosità naturale. Ciò però comportava il pericolo di ridurre anche il contenuto della rivelazione cristiana a una di queste forme di religione naturale. La religione cristiana veniva posta sullo stesso piano delle altre; perdeva la sua posizione privilegiata. Inoltre la questione poneva dei problemi di critica delle fonti. Si trattava cioè di valutare quanto ci si potesse fidare dei resoconti fatti da viaggiatori che erano perlopiù mercanti, soldati, diplomatici, avventurieri, che avevano insomma un rapporto di semplice sfruttamento con le popolazioni dei paesi lontani e ne ignoravano la lingua e i costumi. Più attento era certamente il punto di vista dei missionari (specialmente gesuiti), che risiedevano a lungo nei paesi da evangelizzare e ne imparavano bene le lingue. Ma anche il loro atteggiamento era viziato da pregiudizi connessi appunto con la loro missione.

I missionari, infatti, tendevano a identificare l'idea di Dio, in ogni caso, con quella del Dio cristiano. Certe forme di religiosità come l'animismo erano perciò senz'altro liquidate come superstizioni insignificanti; e i popoli che avevano una immagine del soprannaturale diversa da quella cristiana erano senz'altro dichiarati atei. Voltaire, nella sua Filosofia della storia (cap. XVIII), ricorda la storia del gesuita che, inviato dal papa in Cina per decidere della questione, giunto lì senza sapere una parola di cinese, dichiarava senz'altro che Confucio era ateo. Così, commenta Voltaire, proprio coloro che, in polemica contro i liberi pensatori, sostengono l'impossibilità dell'ateismo, proprio costoro affermano che la più antica nazione civile della terra è una società di atei."

Lia Formigari: La scimmia e le stelle
Da Newton a Darwin la formazione dell'immagine laica e scientifica dell'uomo e del mondo
Editori Riuniti, Roma - 1981
pagg. 93-94

catalogazione: una delle librerie in soggiorno
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martedì 13 aprile 2010

ognuno di noi aumenta la complessità del Tutto

"L'esistenza della vita ci riporta ancora una volta a un processo cosmico: se l'Universo primordiale era molto semplice (un gas perfetto di quark, fotoni e neutrini) e quello attuale è tanto complesso da comprendere bizzarri fenomeni quali gli esseri umani, sembra evidente che ciò che è cresciuta è proprio l'informazione, base immateriale di processi della materia: alle perfette e monotone simmetrie iniziali si è sostituita una struttura; ad ogni transizione di fase attraversata dal Cosmo corrisponde, sì, un suo raffreddamento e quindi una diminuzione dell'energia complessiva, ma anche, in qualche punto dell'Universo, inesorabilmente, un aumento del livello di ordine e di informazione. E allora ognuno di noi, nascendo, fa aumentare la complessità del Tutto e stabilisce forse un ulteriore, per quanto infinitesimale, canale per l'energia totale dell'Universo."

Franco Prattico: Dal caos... alla coscienza
Giuseppe Laterza & Figli, Roma/Bari - 1989
pag. 79

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lunedì 5 aprile 2010

yoga is a personal affair!

"Yoga is a personal affair, and the Yoga teacher is in a privileged position. Physically, mentally, emotionally and sometimes spiritually he has access to people in ways that are very rare in other fields. Very often one hears: 'Since I have been attending Mr. A's classes my life has been transformed. I am a happier, healthier person.' Teachers can sometimes discern that pupils are deriving a very deep personal benefit from their classes."

Donald G. Butler: Teaching Yoga
Geoffrey Chapman Publishers, London - 1975
pag. 58

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venerdì 2 aprile 2010

i film parlano al nostro inconscio!

"La particolare risonanza del nostro inconscio la linguaggio filmico è inoltre certo uno dei particolari fattori della diffusione del cinematografo, per cui esso è divenuto nella nostra moderna civiltà la forma d'arte che si rivolge alle più imponenti masse di uomini.

È anche indubbio che il successo, o l'insuccesso, di un film è in gran parte legato alle possibilità che esso ha, nella trama e in tutti gli elementi tecnici della realizzazione, di mettere in azione particolari processi dell'inconscio degli spettatori. Si presenta così il problema pratico di una utilizzazione di tali rapporti nell'ideazione e nella esecuzione di un film. Ma questo problema trascende i limiti di queste nostre osservazioni sulle relazioni fra cinema e psicoanalisi; e spetta ai tecnici del cinematografo affrontarlo e risolverlo."

Cesare L. Musatti: Cinema e psicoanalisi
Quaderni di Psiche - Estratto dalla Rivista "Psiche" n.ri 14, 15, 16
De Carlo Editore, Roma - 1950
pag. 22

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martedì 30 marzo 2010

il ruolo nuovo del disco!!!

"Fra i mezzi di diffusione culturale il disco e, in questi ultimi anni, il nastro in cassetta hanno conquistato un ruolo rilevante e nuovo. Il disco, come bene di consumo, ha ormai un mercato di massa, con aumenti notevoli nelle vendite, negli ultimi anni, specialmente fra i giovani. Altrettanto importanti sono le modificazioni che questo ha prodotto nella fruizione della musica, cioè nel modo in cui la si ascolta."

Bernardino Fantini: Come farsi una discoteca
Editori Riuniti, Roma - 1982
incipit

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lunedì 29 marzo 2010

l'Io irrigidito

"L'uomo che sia preso dal proprio Io e che in esso si irrigidisca resta fisso in tutto ciò che volta per volta prende forma o viene da lui raggiunto, e reagisce contro ogni mutamento temendo che esso renda problematiche le posizioni apparentemente oggettive che gli fanno da sostegno. Egli soffre per contrasti fra la vita e le idee che di essa si è fatte, e non sa difendersi che trincerandosi tenacemente nel proprio punto di vista o agendo secondo certi schemi prestabiliti. Il suo conoscere, il suo agire e il suo creare sono sempre determinati da rappresentazioni rigide di ciò che è o che dovrebbe essere, alle quali, secondo il suo punto di vista, corrisponderebbe l'intelligibile e il perfetto. Così egli è sempre spinto a ordinare e a classificare, a rettificare e a 'fare', nell'idea di migliorare cose e situazioni."

Karlfried von Dürckheim: Hara - Il centro vitale dell'uomo secondo lo Zen
edizioni Mediterranee, Roma - 1987
traduzione di Julius Evola
pag. 66

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domenica 21 marzo 2010

impenetrabile Baudelaire

"Innumerevoli sono stati i tentativi di sottoporre Baudelaire a una qualche dissezione psicologica. Immancabilmente maldestri e importuni. La psicologia si ferma prima della letteratura. Ma rimane indubitabile che da ogni sua frase si sprigiona il profilo di una persona, di un clima psichico, di un certo modo di sentirsi vivi. Uscendo da un'esposizione su Baudelaire, Cioran si ricordò che una volta aveva scritto, in uno dei suoi libri rumeni: «Da Adamo - fino a Baudelaire.» Enfasi balcanica? No, qualcosa che suona giusto."

Roberto Calasso: La folie Baudelaire
Adelphi, Milano - 2008
pag. 94

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sabato 20 marzo 2010

c'era una volta...

"IL VESTIARIO
A parità di guadagno, la proporzione di spese per il vestiario è press'a poco uguale nel gruppo degli impiegati e degli operai. [...] Facciamo un confronto, distinguendo nell'abbigliamento in senso lato, i vestiti propriamente detti, cioè la parte più appariscente, poi la biancheria e infine le calzature. Si vedrà che, in confronto agli impiegati, gli operai spendono in proporzione meno per i vestiti, più per la biancheria e molto di più per le scarpe. È una caratteristica ben definita della loro condizione. Se si considera infatti che i vestiti sono la parte più esteriore e in ogni caso più visibile dell'abbigliamento e che è su di loro che si fissa l'attenzione per prima e con più facilità, si può concludere che negli ambienti operai si spende meno degli impiegati per l'apparenza esteriore e più per ciò che è indispensabile."

Maurice Halbwachs: Psicologia delle classi sociali
Feltrinelli, Milano - 1981
traduzione di Lena Cini Poli
pag. 102

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sabato 13 marzo 2010

all'origine del pregiudizio c'è il bisogno di confini

"Non è facile come può sembrare costruire un modello positivo delle società viaggianti, perché le nostre immagini di queste società sono state invariabilmente plasmate dai racconti e dalle testimonianze di osservatori stanziali, 'civili'. Gli antichi, che vivevano in città o entroterra agricoli organizzati intorno a città, percepivano questi gruppi sociali mobili che li circondavano da un punto di vista negativo, per ciò che gli mancava, per il pericolo e la minaccia che rappresentavano. La patria di questa miriade di popoli erranti era essenzialmente lo 'spazio', non un luogo e non erano delimitati da quelle mura e da quei confini che davano peso e permanenza alle identità etniche. Era perciò difficile stabilire distinzioni tra popoli dagli usi così mutevoli e transitori, che non avevano null'altro in comune che un modo di vivere. Il massimo che Strabone poté fare fu citare l'opinione concorde della gente 'civile' nel caso dei frigi e dei misiani: «Si conviene che ciascuna tribù sia 'separata'...ma è difficile segnare i confini tra di loro»."

Eric J. Leed: La mente del viaggiatore - Dall'Odissea al turismo globale
il Mulino editore, Bologna - 1992
traduzione di Erica Joy Mannucci
pag. 277

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