John Dryden: Tutto per amore
Rizzoli editore, Milano - 1964
traduzione di Corrado Pavolini
pag. 63
catalogazione: una delle librerie
"Una sera come d'uso"Три девицы под окном
Пряли поздно вечерком.
«Кабы я была царица,
-Говорит одна девица, -
То на весь крещеный мир
Приготовила б я пир».
«Кабы я была царица, -
Говорит ее сестрица, -
То на весь бы мир одна
Наткала я полотна».
«Кабы я была царица, -
Третья молвила сестрица, -
Я б для батюшки-царя
Родила богатыря»."
"Martirio: È preferibile non veder mai la faccia d'un uomo. Io ne ho avuto paura fin da bambina. Li vedevo aggiogare i buoi o sollevare sacchi di grano, vociando e con le scarpe che rintronavano nel cortile, e ho avuto sempre una paura di crescere, per timore di trovarmi improvvisamente stretta fra le loro braccia. Dio mi ha fatta debole e brutta, e li ha allontanati definitivamente da me.
ATTO I - SCENA VI ***
"Tu puoi accendere le stufe con la torba, e le rimesse costruirle in pietra. Va bene, lo ammetto, abbatti foreste, se è necessario, ma perché sterminarle? Le foreste russe scricchiolano sotto l'ascia, periscono miliardi di alberi, sono devastati i rifugi delle bestie e degli uccelli, si insabbiano e seccano i fiumi, scompaiono senza rimedio meravigliosi paesaggi, e tutto questo perché all'uomo indolente manca il buon senso di ricavare dalla terra il combustibile. (A Elèna Andrèevna) Non è vero, signora? Bisogna essere barbari sconsiderati, per ardere nella stufa questa bellezza, per distruggere ciò che noi non possiamo foggiare. L'uomo è dotato d'intelligenza e di forza creativa per moltiplicare ciò che gli è dato, sinora però egli non ha creato, ma distrutto. Le foreste si fanno sempre più rade, i fiumi si seccano, la selvaggina si è estinta, il clima è guastato, e di giorno in giorno la terra diventa sempre più povera e più brutta."
"If there be any in this assembly, any dear friend of Caesar's, to him I say that Brutus' love to Caesar was no less than his. If then that friend demand why Brutus rose against Caesar, this is my answer: Not that I loved Caesar less, but that I loved Rome more. Had you rather Caesar were living, and die all slaves, than that Caesar were dead, to live all free men? As Caesar loved me, I weep for him; as he was fortunate, I rejoice at it; as he was valiant, I honor him; but, as he was ambitious, I slew him. There is tears, for his love; joy, for his fortune; honour, for his value; and death for his ambition. Who is here so base, that would be a bondman? If any, speak; for him have I offended. Who is here so rude, that would not be a Roman? If any, speak; for him have I offended. Who is here so vile, that will not love his country? If any, speak; for him have I offended. I pause for a reply."
"CIRANO: È assai ben poca cosa! Se ne potevano dire... ma ce n’erano a josa, variando di tono. - Si potea, putacaso, dirmi, in tono aggressivo: 'Se avessi un cotal naso, immediatamente me lo farei tagliare!'Vezzoso: 'Amate dunque a tal punto gli uccelli che vi occupate con amore paterno di offrire alle lor piccole zampe un sì degno perno!'
Truculento: 'Ehi, messere, quando nello starnuto il vapore del tabacco v’esce da un tal imbuto, non gridano i vicini al fuoco nella cappa?'
Cortese: 'State attento, che di codesta chiappa il peso non vi mandi per terra, a capo chino!'
Pedante: 'L’animale che Aristofane vuole si chiami ippocampelofantocamaleonte tante ossa e tanta carne ebbe sotto la fronte!'
Arrogante: 'Ohi compare, è in moda quel puntello? Si può infatti benissimo sospendervi il cappello!'
Enfatico: 'Alcun vento, o naso magistrale, non può tutto infreddarti, eccetto il Maestrale!'
Drammatico: 'È il Mar Rosso, quando ha l’emorragia!'
Lirico: 'È una conca? Siete un genio del mare?'
Semplice: 'Il monumento si potrà visitare?'
Rispettoso: 'Soffrite vi si ossequii, mesere: questo sì che vuol dire qualcosa al sole avere!'
Rustico: 'Ohé, corbezzole! Dagli, dàgli al nasino! È un cavolo gigante o un popon piccolino?'
Militare: 'Puntate contro cavalleria!'
Pratico: 'Lo vorreste mettere in lotteria? Sarebbe il primo lotto!'
O in fin parodiando Piramo, tra i singhiozzi: 'Eccolo, l’esecrando naso che la bellezza del suo gentil signore distrusse! Or ne arrossisce, guardate, il traditore!' Ecco, ecco, a un di presso, ciò che detto mi avreste se qualche po’ di spirito e di lettere aveste. Ma di spirito, voi, miserrimo furfante, mai non ne aveste un’oncia, e di lettere tante quanto occorrono a far la parola: cretino! Aveste avuto, altronde, l’ingegno così fino da potermi, al cospetto dell’inclita brigata, servirmi tutti i punti di questa cicalata, non ne avreste nemmeno la metà proferito del quarto d’una sillaba, ché, come avete udito, ho vena da servirmeli senz’alcuna riserva, ma non permetto affatto che un altro me li serva."
Edmond Rostand: Cirano de Bergerac
"Per rispondere ora a una domanda ovvia, questo libro è stato scritto non tanto perché il mondo avesse bisogno di un altro volume su Shakespeare, quanto perché ne aveva bisogno il mio Editore. L'idea è semplice: vedere cosa possiamo sapere, sapere per davvero, di Shakespeare grazie ai dati in nostro possesso. Il che, ovviamente, è uno dei motivi della snellezza di questo volume."
"Papà Ubu: Prima di tutto devo riformare la giustizia, dopo di che procederemo con le finanze.