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venerdì 5 marzo 2010

Silvan Berlusconi

"Il gioco dell'ircocervo è più antico del suo nome. Il suo nome credo di averlo inventato io, invitando qualche anno fa i lettori dell'Espresso a fondere tra loro due nomi famosi e a fornire una definizione del nuovo personaggio. Cito per umiltà solo alcuni bellissimi esempi non inventati da me:

Nino Manfredi von Richtofen - Più lo mandi su e più ne tira giù;
Eduardo de Filippide - Filumena Maratona
Fred Asterix - De ballo gallico;
Gustave Flobert - Salamboom!;
Man R.A.I. - Dada umpa;
Muzio Evola - Alla ricerca di una nuova destra;
Pearl Arbore - Ma la flotta no.

Dico che, se il nome è nuovo, il concetto non lo è, perché in fondo si tratta di applicare la tecnica del pun, o calembour, o mot-valise (tipica dell'ultimo Joyce) ai nomi propri e dire esplicitamente quel che potrebbero suggerire al lettore.

Si può fare un ircocervo visivo? Orazio (nell'Ad Pisones) già rispondeva positivamente, dato che attribuiva ai poeti la capacità di porre cervici equine su corpi umani, che era poi la procedura giusta per generare centauri - e d'altra parte proprio da questa antichissima tradizione io avevo tratto il termine 'ircocervo', che designa appunto un mostro mitologico, metà caprone e metà cervo. E dunque si può, lo hanno fatto greci e egizi (si pensi alle due diverse immagini della Sfinge), lo ha fatto Bosch, lo hanno fatto molti surrealisti.

Mancava l'ultimo passo (almeno per quanto ne so, a meno che qualcuno sia capace di individuare procedimenti abbastanza simili in certi giochi dell'emblematica barocca): inventare l'ircocervo verbale e interpretarlo visivamente (o viceversa).

Questo passo in avanti, fondamentale per l'evoluzione della specie, lo ha fatto Massimo Bucchi.

Ora devo porre molta attenzione a non cedere alla più ovvia delle tentazioni: mettermi ad analizzare e a commentare criticamente quello che Bucchi ha fatto. Sarebbe come spiegare le barzellette.

Credo che in questi giochi il piacere della lettura, e quello visivo (e quello della decifrazione incrociata) sia immediato, e non vada disturbato. Al massimo posso dire che, rispetto alle vignette in bianco e nero su la Repubblica, qui Bucchi dà una prova grafica più completa e complessa. Non solo perché usa, con gusto, il colore, ma perché il collage sa più di incastonatura, il risultato mostra in filigrana un lavoro certosino e la fusione tra queste due metà di "animali" diversi non sembra mai occasionale. Al di là del piacere del gioco siamo invitati a cercare un nesso, una allusione. Magari non c'è, ma il sospetto rimane, e l'ircocervo si ravviva ad ogni sguardo alla luce della nostra curiosità sospettosa."

Massimo Bucchi: '900
prefazione di Umberto Eco
edizioni la Repubblica, Roma - 1998
prefazione

catalogazione: una delle librerie in soggiorno



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lunedì 1 marzo 2010

fare da tappezzeria alle feste!

"Rarely I do enjoy attending parties. When I do go, I try to make it fun for myself by doing something out of the ordinary. Like BEING A GRAFFITI WALL, where I wear a skimpy outfit, bring lots of permanent markers, and invite people to write anything they want on me, anywhere they want. Permanent markers are the only kind that work well, and they usually take several days to get off my skin, but that's all part of the fun."

Annie Sprinkle - Post Porn Modernist
Art Unlimited, Amsterdam - 1991
pag. 45

catalogazione: una delle librerie in soggiorno
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giovedì 5 novembre 2009

il pericolo delle infezioni alla gola!

AAVV: Alta infedeltà
Il meglio dell'eros italiano a fumetti
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 2007
pag. 69

catalogazione: una delle librerie in soggiorno


il grande Magnus (al secolo Roberto Raviola)


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domenica 6 settembre 2009

un fascio di ravani piuttosto che muscolosi nudi

"337. Com'è necessario al pittore sapere la notomia.

Necessaria cosa è al pittore, per essere buon membrificatore nelle attitudini e gesti che fare si possono per i nudi, di sapere la notomia di nervi, ossa, muscoli e lacerti, per sapere ne' diversi movimenti e forze qual nervo o muscolo è di tal movimento cagione; e solo far quelli evidenti e questi ingrossati e non altri per tutto come molti fanno che per parere gran disegnatore fanno i loro nudi legnosi e senza grazia che paiono a vederli un sacco di noci più che superficie umana ovvero un fascio di ravani piuttosto che muscolosi nudi."

Leonardo da Vinci: Trattato della pittura
Le Bibliophile, Neuchâtel - 1950(?)
dal Codice Urbinate Vaticano
pag. 150

catalogazione: libreria di fronte al divano
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mercoledì 10 giugno 2009

perché partiamo quando sulla terra esplode la primavera?

" Простите пехоте,
что так неразумна бывает она:
всегда мы уходим,
когда над землею бушует весна.
И шагом неверным,
по лестничке шаткой спасения нет...
Лишь белые вербы,
как белые сестры, глядят тебе вслед.

Не верьте погоде,
когда затяжные дожди она льет.
Не верьте пехоте,
когда она бравые песни поет.
Не верьте, не верьте,
когда по садам закричат соловьи:
у жизни со смертью еще не окончены счеты свои.

Нас время учило:
живи по-походному, дверь отворя...
Товарищ мужчина,
а все же заманчива должность твоя:
всегда ты в походе,
и только одно отрывает от сна:
чего ж мы уходим,
когда над землею бушует весна?

Куда ж мы уходим,
когда над землею бушует весна?


Perdonate la fanteria, spesso è così stupida:
partiamo sempre quando sulla terra esplode la primavera.
E con passo incerto, sulla scala che vacilla non c'è salvezza.
Ci sono solo salici bianchi, come bianche sorelle che ti guardano andare.

Non credete al tempo quando riversa a lungo la pioggia.
Non credete alla fanteria quando canta canzoni gagliarde.
Non credete, non credete, quando nei giardini cantano gli usignoli.
La vita e la morte non hanno ancora chiuso i loro conti.

A noi il tempo ci ha insegnato a vivere all'addiaccio, con la porta aperta.
Compagno uomo, la tua sorte è ingannevole: sei sempre in marcia,
però c'è una domanda che ti fa perdere il sonno.
Perché partiamo quando sulla terra esplode la primavera?"

Pietro Zveteremich (a cura di): Canzoni russe di protesta

Aldo Garzanti Editore, Milano - 1972
pag. 30

catalogazione: libreria di fianco al divano

Bulat Okudzhava

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domenica 17 maggio 2009

parte che vibra in simpatia con il resto

"Curran lavora agli accadimenti della propria vita, lascia che essi si addensino nel pulviscolo della memoria in cui piccole particelle prendono a brillare di luce incerta, poi sempre più viva; sospese sulle altre esse si ricompongono in una sorta di realtà adiacente, questa non finita, fluida, procede su tragitti di mistero, corrispondenze arcane, riaffiora insistente nella valenza simbolica dei suoi segni, reclama il proprio essere nella materia sonora che ne decripta, nel suo svolgersi analogico, il senso nascosto. Infinitizzazione del reale: o delle possibilità di 'vedere l'universo in un grano di sabbia'; visione ineffabile che si origina da particolari elementari: essi fluttuano in spazi rarefatti d'inconscio, proiettando tutt'attorno un'aura di immobile perfezione che illumina vaste zone d'ombra di cui è dato ora scorgere lo spessore vertiginoso. Questo semplicemente lasciando che i suoni scaturiscano come anima vibrante da singoli oggetti, eventi anche, osservandone con innocenza la 'stranezza' acustica nella sua quiddità, pure senza trasformarsi in osservatore astratto del mondo, piuttosto divenendo parte che vibri in simpatia con il resto, giacché il processo sonoro diviene compendio simbolico della propria vita."

Fault (musique concrete with percussion, 1996; William Winant, 2:08)


Gaetano e Tomangelo Cappelli: Minimal, trance music e elettronica incolta

Concerto editore, Viterbo - 1982
pagg. 61-62

catalogazione: libreria di fianco al divano
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mercoledì 29 aprile 2009

le due Frida Kahlo

sola con la mia gran felicità
e con il ricordo così vivo della
bambina. Son passati 34 anni
da quando ho vissuto quella magica
amicizia e ogni volta che la
ricordo, rivive e cresce,
sempre più dentro
il mio mondo.
PINZON 1950, Frida Kahlo

LE
DUE
FRI
DE

COYOACÀN
ALLENDE 52

Il diario di Frida Kahlo - Autoritratto intimo
Leonardo Arte, Milano - 1995
traduzione di Savino D'Amico
pag. 85



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domenica 16 novembre 2008

a Museum without Walls

"Nowadays an art student can examine color reproductions of most of the world's great paintings, can make acquaintance with a host of second-rank pictures, archaic arts, Indian, Chinese and Pre-Columbian sculpture of the best periods, Romanesque frescoes, Negro and 'folk' art, a fair quantity of Byzantine art. How many statues could be seen in reproduction in 1850? Whereas the modern art-book has been preeminently successful with sculpture (which lends itself better than pictures to reproduction in black-and-white). Hitherto the connoisseur duly visited the Louvre and some subsidiary galleries, and memorized what he saw, as best he could. We, however, have far more great works available to refresh our memories than those which even the greatest of museums could bring together. For a 'Museum without Walls' is coming into being, and (now that the plastic arts have invented their own printing-press) it will carry infinitely farther that revelation of the world of art, limited perforce, which the 'real' museums offer us within their walls."

André Malraux: The Voices of Silence:
Man and his Art

Doubleday & Co., Inc., Garden City, NY - 1953

traduzione dal francese di Stuart Gilbert

catalogazione: una delle librerie di Susan
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venerdì 31 ottobre 2008

la formula della porcellana cinese

"Elisabetta era una donna molto sicura di sé, che si era saputa circondare di uomini colti e progressisti; compresi, naturalmente, i suoi amanti, uno dei quali, il conte Ivan Šuvalov, divenne il primo direttore dell'Accademia delle belle arti. Seguendo le orme di suo padre, l'imperatrice favorì ogni genere artistico e fondò la Manifattura imperiale delle porcellane, la cui storia è tra le più affascinanti dell'arte russa.

L'Europa occidentale inseguiva da tempo il segreto della porcellana cinese quando, dopo molti tentativi, arrivò la formula: la scoperta avvenne in Sassonia nel 1708. In Russia, tuttavia, si stavano ancora facendo tentativi per acquistare la formula dalla Cina, ma senza risultati soddisfacenti nonostante le ingenti somme di denaro impiegate: la lingua cinese, nella quale la formula era esposta, si era rivelata purtroppo intraducibile."

Marina Bowater: Arte decorativa russa
Gremese editore, Roma - 1991

traduzione dall'inglese di Elena Candelletta

pag. 15


catalogazione: libreria in ingresso

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lunedì 8 settembre 2008

parole & musica




Help! I need somebody
Help! Not just anybody
Help! You know I need someone, help!

When I was younger, so much younger than today
I never needed anybody's help in any way
But now these days are gone, I'm not so self-assured
Now I find I've changed my mind, I've opened up the door

Help me if you can, I'm feeling down
And I do appreciate you being 'round
Help me get my feet back on the ground
Won't you please, please, help me?

And now my life has changed in oh so many ways
My independence seems to vanish in the haze
But every now and then I feel so insecure
I know that I just need you like I've never done before

Help me if you can, I'm feeling down
And I do appreciate you being 'round
Help me get my feet back on the ground
Won't you please, please, help me?

When I was younger, so much younger than today
I never needed anybody's help in any way
But now these days are gone, I'm not so self-assured
Now I find I've changed my mind, I've opened up the door

Help me if you can, I'm feeling down
And I do appreciate you being 'round
Help me get my feet back on the ground
Won't you please, please, help me?
Help me! Help me! Oh

Alan Aldridge: Il libro delle canzoni dei Beatles
Oscar Mondadori, Milano - 1972
traduzione di Umberto Santucci
pag. 78

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mercoledì 6 agosto 2008

somos todos sem terra!

"Marcha de camponeses na
Fazenda Cuiabà para a
ocupaçào final do
conjunto de
edifícios que
formam a sede
da propriedade.

Sergipe 1996"




Sebastião Salgado: Terra
Contrasto due, Roma -1998
pagg. 134-135

catalogazione: libreria in ingresso
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sabato 26 luglio 2008

artista, non commerciante!

"Ils lui apprennent à boire, à fumer et à séduire. Mais plus important encore, ils l'aident à donner corps à son désir profond d'être un artiste photographe et non un petit commerçant ayant un studio de portraits."




Terence Pitts: Edward Weston
Taschen, Köln - 2001

pag. 119


catalogazione: libreria bianca in soggiorno


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mercoledì 25 giugno 2008

il rinculo dell'artista

"L'artista non terrà conto delle esigenze del pubblico, poiché egli stesso rappresenta la più spinta esigenza dello spirito. Non sarà riconosciuto da tutti quei teorici che pretendono di avere le uova senza ricorrere alla gallina. Egli non subisce la Moda, perché la Moda, piccola o grande, dovrà sorgere da lui, e non darà mai quel che si cerca da lui. Lo si aspetterà a destra e verrà fuori a sinistra; supponiamo che avanzi ed ecco invece che rincula. Il gambero, per esempio, che cerca il suo alimento sa molto meglio di voi e di noi dove trovarlo - e poi in fin dei conti ciascuno ha il suo modo di crepare di fame. La gloria si avvicina all'artista a passo di danza macabra. Quando sarà disteso sotto la sua croce, egli avrà tutte le fortune."

Bruno Barilli: Il paese del melodramma
Adelphi, Milano - 2000
pag. 81

catalogazione: C S2 P8

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venerdì 13 giugno 2008

aqua

Vitruvio Vlll - 26- 27-28
"Cum haec tanta varietas sit disparibus rebus natura distributa, quod humanum corpus est ex aliqua parte terrenum, in eo autem multa genera sunt umorum, uti sanguinis, lactis, sudoris, urinae, lacrimarum. Ergo si in parva particula terreni tanta discrepantia invenitur saporum, non est mirandum, si tanta in magnitudine terrae innumerabiles sucorum reperientur varietates, per quarum venas aquae vis percurrens tincta pervenit ad fontium egressus, et ita ex eo dispares variique perficiuntur in propriis generibus fontes propter locorum discrepantiam et regionum qualitates terrarumque dissimiles proprietates.

Ex his autem rebus sunt nonnulla, quae ego per me perspexi, cetera in libris graecis scripta inveni, quorum scriptorum hi sunt auctores: Theophrastos, Timaeus, Posidonios, Hegesias, Herodotus, Aristides, Metrodorus, qui magna vigilantia et infinito studio locorum proprietates, regionum qualitates, aquarum virtutes ab inclinatione caeli ita esse distributas scriptis dedicaverunt. Quorum secutus ingressus in hoc libro perscripsi quae satis esse putavi de aquae varietatibus, quo facilius ex his praescriptionibus eligant homines aquae fontes, quibus ad usum salientes possint ad civitates municipiaque perducere.

Nulla enim ex omnibus rebus tantas habere videtur ad usum necessitates, quantas aqua, ideo quod omnium animalium natura, si frumenti fructu privata fuerit, arbustivo aut carne aut piscatu aut etiam qualibet ex his reliquis rebus escarum utendo poterit tueri vitam, sine aqua vero nec corpus animalium nec ulla cibi virtus potest nasci nec tueri nec parari. Quare magna diligentia industriaque quaerendi sunt et eligendi fontes ad humanae vitae salubritatem. Expertiones autem et probationes eorum sic sunt providendae. Si erunt profluentes et aperti, antequam duci incipiantur, aspiciantur animoque advertantur, qua membratura sint qui circa eos fontes habitant homines; et si erunt corporibus valentibus, coloribus nitidis, cruribus non vitiosis, non lippis oculis, erunt probatissimi. Item si fons novus fossus fuerit, et in vas corinthium sive alterius generis, quod erit ex aere bono, ea aqua sparsa maculam non fecerit, optima est. Itemque in aeneo si ea aqua defervefacta et postea requieta et defusa fuerit, neque in eius aenei fundo harena aut limus invenietur, ea aqua erit item probata.
Item si legumina in vas cum ea aqua coniecta ad ignem posita celeriter percocta fuerint, indicabunt aquam esse bonam et salubrem. Non etiam minus ipsa aqua, quae erit in fonte, si fuerit limpida et perlucida, quoque pervenerit aut profluxerit, muscus non nascetur neque iuncus, neque inquinatus ab aliquo inquinamento is locus fuerit, sed puram habuerit speciem, inbitur his signis esse tenuis et summa salubritate."


"Questa così grande varietà è stata assegnata a cose differenti dalla natura, se è vero che il corpo umano è per una certa quantità composto di terra, eppure contiene molti tipi di umori (sangue, latte, sudore urina, lacrime). Se dunque in una minuscola particella di elemento terreno si trovano sapori tanto contrastanti, non c’è da meravigliarsi se nella così grande vastità della terra si ritrovano innumerevoli varietà di succhi. L’acqua scorre attraverso le vene di questi succhi e restandone impregnata giunge al punto di sbocco delle sorgenti, e così, di conseguenza, le fonti risultano differenti e varie ciascuna nel suo genere, in ragione delle diversità dei luoghi, delle caratteristiche delle zone e delle diverse proprietà del terreno.

Di questi fenomeni alcuni ho potuto constatarli io stesso, gli altri li ho trovati trattati in testi greci. Gli autori di questi sono i seguenti: Teofrasto, Timeo, Posidonio, Eresia, Erodono, Aristide, Metrodoro, i quali, con grande attenzione ed infinita cura hanno reso noto con i loro scritti che così sono distribuite le caratteristiche dei luoghi, le proprietà delle acque e, in rapporto al clima, la natura delle zone geografiche. Ed io, seguendo le loro orme, ho annotato con precisione in questo libro quanto ho ritenuto sufficiente circa i vari tipi di acqua, affinché sulla base di queste indicazioni fosse più facile per la gente scegliere le fonti dalle quali poter condurre acque correnti per l’uso nelle città e nei municipi.

Di nessuna cosa, fra tutte, infatti, sembra esserci tanta necessità per l’uso quanta ce n’è dell’acqua, dal momento che tutti gli esseri viventi sia pur privati di frutti del frumento o degli alberi oppure della carne o del pesce, o anche di qualsiasi nutrimento del genere, potranno mantenersi in vita utilizzando altre sostanze alimentari, ma senza acqua né un organismo vivente né alcuna proprietà alimentare può nascere o mantenersi o essere in attività . È per questo che con grande cura e zelo bisogna cercare e scegliere le fonti, avendo come fine la salute dell’umanità. Bisogna poi provvedere a saggiare le fonti sottoponendole a prova nel modo seguente. Se scorreranno all’aperto, prima di dare inizio alla loro conduzione si osservi e si faccia attenzione alla conformazione corporea delle persone che abitano nei pressi di tali fonti. Se avranno un fisico robusto, un colorito florido, le gambe senza difetti, gli occhi privi di infiammazioni, quelle avranno superato egregiamente la prova. Ugualmente, se in seguito ad uno scavo si ha una fonte nuova, e quest’acqua, versata in un vaso di Corinto o di altro tipo purché di una buona qualità di bronzo, non lascerà macchie, sarà eccellente. Ed ancora, se quest’acqua sarà fatta bollire a lungo in un recipiente di bronzo, poi lasciata riposare e versata fuori, senza che nel fondo di tale recipiente siano ritrovati sabbia o fango, quest’acqua sarà ugualmente di provata qualità.

Similmente, se dei legumi, dopo essere stati gettati in una pentola con quest’acqua e posti sul fuoco, giungeranno rapidamente a cottura completa, riveleranno che si tratta di un’acqua buona e salubre. Altrettanto, se la stessa acqua di fonte è limpida e trasparente e là dove arriva o scorre non nascono muschi né giunchi, e se tale zona non è inquinata da alcuna impurità, ma ha un aspetto incontaminato, da questi indizi si ricava che tale acqua è fine e salubre al massimo."

Marco Vitruvio Pollione: De architectura
Giulio Einaudi editore, Torino - 2007
traduzione di A. Corso e E. Romano
tomo II, pag. 1134

catalogazione: libreria LG (biblioteca di Paola dei gatti)


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giovedì 5 giugno 2008

fotografare per vedere

"The writer Émile Zola was also passionate about photography, which he took up around 1888 and practised intensively from 1895-1900. Unlike Degas, he produced thousands of photographs, and even went as fas as to say, in an interview with the English review The King, 'In my opinion, you cannot say that you have really seen anything fully if you have not taken a photograph of it.' He photographed European cities, often with an extremely audacious composition."

Françoise Heilbrun: Orsay - Photography
Éditions Scala, Paris - 2000
traduzione dal francese di Carmela Uranga

pag. 82

catalogazione: libreria di fronte al divano

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giovedì 29 maggio 2008

Quién yace en la tumba de un poeta?

"Por qué visitamos la tumba de alguien a quien no hemos conocido en absoluto? Porque aùn nos dice algo, algo que sigue resonando en nuestros oìdos, que hemos retenido e incluso no hemos olvidado, que nos sabemos de memoria y de vez en cuando repetimos, en voz baja o en voz alta."

Cees Nooteboom: Tumbas de poetas y pensadores
Siruela ediciones, Madrid - 2007
pag. 13

catalogazione: accanto al letto

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venerdì 23 maggio 2008

altro che velluto!

"Una delle prime esibizioni dei Velvet Underground sotto l'egida di Andy Warhol fu un'incursione al banchetto annuale della New York Society for Clinical Psychiatry, trasformato in un 'caotico evento psico-mediale', nel quale sperimentare con ironia nuove forme di comunicazione, dissonanti dalle comuni strategie: «C'erano circa trecento psichiatri con le loro consorti ed accompagnatrici a tutti era stato detto che avrebbero assistito a delle proiezioni dopo cena. Non appena fu servito il piatto principale, ci fu come un'esplosione: i Velvet avevano iniziato a suonare tra i lamenti di Nico. Gerard ed Edie irruppero sul palco e cominciarono a ballare; le porte si spalancarono, Jonas Mekas e Barbara Rubin, con la loro equipe munita di telecamere e di luci accecanti, si scatenarono per la sala precipitandosi sugli psichiatri con domande del tipo: "Come sta la sua vagina? Il suo pene è abbastanza grosso? Gliela lecca? Perché è imbarazzato? Lei è uno psichiatra, non dovrebbe essere imbarazzato" [...]"

Aldo Caggiano: Lou Reed poeta americano
Liguori Editore, Napoli - 1999
pag. 37

catalogazione: una delle librerie in soggiorno-reparto di bip
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martedì 20 maggio 2008

la terra dei cachi

"Elio e le storie Tese: ormai li diamo per scontati, ma non fossero comparsi loro nella cultura pop nazionale, sarebbe rimasto un gran vuoto, che nessun altro in giro avrebbe saputo colmare. Appurata quindi la fortuna che ci sia qualcuno che faccia le cose geniali, spiritose e irriverenti che fanno solo loro, ormai Elio e le storie tese sono un'istituzione patria. Gli manca solo di scrivere la popsong perfetta, seriamente, da musicisti sentimentali quali sono: e ce la possono fare."

Luca Sofri: Playlist
B U R, Milano - 2006
pag. 166

catalogazione: G P2

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domenica 4 maggio 2008

vivere in un mondo tonale

"What a listener shall hear in music depends upon what he is, or is capable of putting into it, that is hearing into it. Hearing is not a mere registering of sounds. It is a positive, active process of reconstruction in the mind of the listener. This may take the form of enrichment by analyzing and supplementing the objective sounds, or it may take the form of negative reaction, "hearing" elements of ugliness and countless irrelevant factors which color the interpretation of what is being heard. In the highest form of appreciative listening, we approach the attitude of ecstasy in which the actual sounds of the tones merely furnish the cues for the mental reconstruction that proceeds from the mind of the listener. To a person who is not capable of imagery, there can be no genuine music, because, like the lines in the crayon sketch, the tones by themselves, however accurately heard, furnish at the best a mere skeleton for hearing."

Carl E. Seashore: Psychology of music
Dover Publications, New York - 1967
pag. 169

catalogazione: una delle librerie in soggiorno

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mercoledì 16 aprile 2008

la voce

"Il lavoro del cantante non è, come invece lo è quello degli altri artisti, avvolto nel mistero.

Si svolge davanti a un pubblico, è spiato da quelle stesse persone cui viene destinato, da quegli stessi individui che deve sedurre, sbalordire e affascinare. Il cantante maneggia davanti a tutti la materia di cui si serve; la plasma e l'esibisce nel medesimo tempo, istantaneamente.

È l'unico artista che si sottomette a questa regola. Il pittore, il musicista, lo scrittore, tutti gli artisti, operano in solitudine, nel silenzio e nella serenità del tempo tutto libero e loro.

Possono correggere, possono rifare, possono anche rivedere e ritoccare l'opera che stanno compiendo...Non è la stessa cosa per il cantante: è quando lo si ascolta, è nell'istante in cui lo si giudica che egli crea dal nulla sia la materia che la forma della sua arte... Il cantante non può concedersi esitazioni o pentimenti, nessuna rettifica. In un attimo fuggente e solo grazie ad un lavoro istintivo, prodigiosamente rapido, nel quale vanno coordinati molti atti fisiologici distinti, egli deve dare alla sua materia non solo la bellezza plastica -c'è molta modellazione "plastica" nel canto- non solo deve dotarla, quella materia vocale, di una bellezza sonora, deve anche caricarla d'emozioni, di idee, di poesia."


Reynaldo Hahn: Lezioni di canto
Marsilio Editore, Venezia - 1990
traduzione dal francese di Giovanni Morelli
pag. 29


catalogazione: C S1 P7
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