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martedì 17 febbraio 2015

Perché lo hai fatto?







È generalmente difficile negare di aver commesso una data azione o che quest'azione sia stata commessa; è invece facilissimo alterare le motivazioni che ci hanno condotto a un'azione e le passioni che in noi hanno accompagnato l'azione stessa. Questa è materia molto fluida, soggetta a deformarsi sotto forze anche molto deboli; alle domande "perché lo hai fatto?" o "cosa pensavi facendolo?" non esistono risposte attendibili, perché gli stati d'animo sono labili per natura e ancora più labile è la loro memoria.

Primo Levi  I sommersi e i salvati
ed. Einaudi Tascabili pg. 16

Grazie a Farfalla leggera per il suo contributo


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venerdì 16 aprile 2010

credenze

"Dopo essere andata a letto con un uomo, si lavava sempre con un infuso di foglie di ruta, raccolte al chiaro di luna, e beveva tisane con semi di finocchio e salicone, perché non le saltassero le mestruazioni. Sicché, per i due mesi successivi alla notte in cui aveva trovato nell'aia una pannocchia di granturco rosso, non pensò di essere incinta, ma che l'assenza di sangue fosse dovuta a qualche scombussolìo, o al fatto di aver guardato dentro il forno mentre il pane lievitava".

José Riçho Direitinho: Breviario degli istinti malvagi
Einaudi, Torino - 2005

traduzione di Rita Desti


catalogazione: biblioteca di davide

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sabato 3 aprile 2010

l'arbre de la vie

"Au fur et à mesure de la croissance de l'arbre de la vie, les liens entre autotrophes et hétérotrophes se sont devéloppés. Ce sont eux qui, aujourd'hui encore, gouvernent les grands équilibres de la biosphére. Ils sont devenus plus complexes en raison de l'apparition d'hétérotrophes mangeurs d'hétérotrophes, organismes qui se nourissent indirectement d'autotrophes, parfois par l'intermédiaire d'une longue chaîne alimentaire. Ainsi une seiche peut tirer sa subsistance de l'activité byosinthétique de micro-organismes phototrophes (phytoplancton) en festoyant d'un crabe repu des restes d'un poisson qui avait lui-même consommé une crevette nourrie de phytoplancton. Nous profitons nous-mêmes de l'énergie solaire en mangeant de la viande qu'un boeuf a fabriquée en tirant parti de la prèsence dans son estomac de miscorganismes capables de décomposer l'herbe en nutriments composables."

prix Nobel Christian de Duve: Poussière de vie - Une histoire du vivant*
Fayard, Paris - 1996
pag. 359

*le livre est dedié 'à la vie'

dalla libreria di Ugo

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mercoledì 24 febbraio 2010

The Circle

"We sit in a circle. This has great significance for in a circle, all points are equal.

The circle is the form of nature. In nature, all things move in cycles. There are the seasons, day and night, life and death. Light moves into darkness, returning to light.

The American Indian spoke of the Great Hoop, in which all people were protected. When the hoop was broken, people no longer lived within the cyclical nature of who they were, and they lost their "knowingness," their contact with the flow. The Indian nations were scattered and nearly destroyed.

Energy seems to move in circles: the orbiting of the planets, the cycling of the electrons around the nucleus of the atom. When we come into the circle, when we try to think "circle", or think "flow," we make it linear with a beginning and an end, we distort it.
Each moment is a perfect circle. When we penetrate into the totality of the moment, we see that no point on that circle has any better vantage for seeing the rest of the circle than any other point. We see that each moment is the perfect outcome of all that has come before, the perfect predecessor of all that will follow.

Our sitting becomes like entering a perfect circle in which there is room for everything. We never become lost because there's nowhere to go. We are constantly arriving home in the present moment.

Surrender is perfect participation in the circle. Letting go allows us to flow, to become the whole circle. To hold to any point in the circle is to lose our original nature because there is no place we begin and nowhere we end."

Stephen Levine: A Gradual Awakening
Century Hutchinson Ltd., Londra - 1980

pagg. 159-160

catalogazione: libreria vicino al computer

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venerdì 1 gennaio 2010

l'anno nuovo come sarà?

L'anno nuovo

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.


Gianni Rodari: Filastrocche in cielo e in terra*
Einaudi, Torino -1997

*libro del bimbo Tommasino
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venerdì 25 dicembre 2009

dall'orrido dell'Infernaccio alla ridente alta valle

"L'escursione è di quelle che danno sensazioni 'forti': subito lo stretto e suggestivo canyon dove l'acqua si cerca rumorosamente la strada, poi le faggete attraverso le quali si intravedono le altissime pareti calcaree della Sibilla e della Priora, poi, con ancora il rombo del Tenna nelle orecchie, l'arrivo a Capotenna dove l'ambiente si apre e si può godere del colpo d'occhio complessivo della valle e delle cime che la circondano."

Alberico Alesi e Maurizio Calibani: Parco Nazionale Monti Sibillini
SER Società Editrice Ricerche, Folignano (AP) - 2009
pag. 94

catalogazione: nessuna, libro appena acquistato
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domenica 20 dicembre 2009

romane al trucco

Ovidio - Ars Amatoria – lll, 219- 246







220
quae nunc nomen habent operosi signa Myronis
pondus iners quondam duraque massa fuit
anulus ut fiat, primo conliditur aurum
quas geritis vestis, sordida lana fuit
cum fieret, lapis asper erat nunc, nobile signum,
nuda Venus madidas exprimit imbre comas.

225
tu quoque dum coleris, nos te dormire putemus
aptius a summa conspiciere manu.
cur mihi nota tuo causa est candoris in ore?
claude forem thalami! Quid rude cogis opus?
multa viros nescire decet pars maxima rerum

230
offendat, si non interiora tegas.
aurea quae splendent ornato signa theatro,
inspice, contemnes brattea ligna tegit
sed neque ad illa licet populo, nisi facta, venire,
nec nisi summotis forma paranda viris.

235
at non pectendos coram praebere capillos,
ut iaceant fusi per tua terga, veto.
illo praecipue ne sis morosa caveto
tempore, nec lapsas saepe resolve comas.
tuta sit ornatrix odi quae sauciat ora

240
unguibus et rapta brachia figit acu.
devovet, ut tangit, dominae caput illa, simulque
plorat in invisas sanguinolenta comas.
quae male crinita est, custodem in limine ponat,
orneturve Bonae semper in aede deae.

245
dictus eram subito cuidam venisse puellae:
turbida perversas induit illa comas.



Quelle che ora hanno il nome di statue dell’operoso Mirone un tempo fu(rono) peso inerte e solida massa, perché diventi anello prima si consuma l’oro, quelle vesti che portate furono lana sporca, ora una splendida statua mentre diventava (statua) era ruvida pietra, Venere spreme l’acqua dalle chiome madide

noi pensiamo che tu dorma mentre anche tu ti agghindi, in maniera più appropriata sarai guardata dopo l’ultima mano. Perché mi è nota la causa del candore del tuo viso? Chiudi la porta del talamo, quale rude lavoro esegui? E meglio che gli uomini ignorino molte cose.

La gran parte delle cose disturberebbe se non coprissi le cose più intime. guarda le statue dorate che splendono nel teatro ornato, non ne terrai conto (tieni presente che) la lamina d’oro copre il legno ma al pubblico non è concesso avvicinarsi ad esse se non (sono) finite né l’aspetto approntato se non sono stati allontanati gli uomini

Ma non proibisco di offrire alla vista i capelli da pettinare perché si allarghino sparsi lungo la tua schiena però soprattutto allora eviterai di essere noiosa e non sciogliere spesso i capelli scomposti. Sia sicura l’ancella che ti veste detesto quella che graffia la faccia con le unghie i visi e trafigge con uno spillone la braccia ghermite.

Quella maledice, mentre lo tocca, il capo della padrona ed insieme piange mentre sanguina, sulle odiate chiome. Quella che è mal fornita di capelli ponga una custode alla porta e si orni sempre nel tempio della dea Bona; ero stato annunciato improvvisamente come arrivato ad una ragazza: turbata si calzò la parrucca al contrario!

Ovidio: Ars amatoria
Einaudi, Torino - 1969

catalogazione: biblioteca di Paola

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mercoledì 2 dicembre 2009

quello sì che è un cane, credi a me!

"«Se entri nella prima stanza vedrai in mezzo al pavimento un cassone con sopra seduto un cane: i suoi occhi sono grandi come tazze da tè, ma non dovrai badarci. Ti darò il mio grembiule a quadretti bianchi e turchini da stender sul pavimento. Avanza poi rapidamente verso il cane, afferralo, posalo sul grembiule steso, apri la cassa e prendi tutti i soldi che vuoi. Sono tutti di rame, ma se li preferisci d'argento non hai che da andare nell'altra stanza. Lì c'è un cane dagli occhi grandi come macine da mulino, ma non badarci, posalo sul mio grembiule e prendi fuori quel che vuoi! Se preferisci invece dell'oro, nella terza stanza puoi averne quanto ne puoi portare. Il cane che sta accovacciato sul cassone delle monete d'oro ha due occhi grandi come la Torre Rotonda di Copenaghen: quello sì che è un cane, credi a me! Ma non ci devi badare affatto: posalo pure sul mio grembiule e non ti farà nulla, e tu potrai togliere dal cassone quanto oro vuoi.»

«Non andrebbe male!», disse il soldato. «Ma io che cosa dovrò darti, vecchia strega? Perché qualcosa vorrai pure che ti porti, questo è certo.»"


Hans Christian Andersen: Fiabe
Giulio Einaudi editore, Torino - 1954

traduzione di Alda Manghi e Marcella Rinaldi
illustrate da bambini di tutto il mondo

pagg. 3-4


catalogazione: libreria di fronte al divano


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martedì 3 novembre 2009

Barnaby A and Barnaby B

"Once upon a time there was a family named Willoughby: an old-fashioned type of family, with four children.

The eldest was a boy named Timothy; he was twelve. Barnaby and Barnaby were ten-year-old twins. No one could tell them apart, and it was even more confusing because they had the same name; so they were known as Barnaby A and Barnaby B. Most people, including their parents, shortened this to A and B, and many were unaware that the twins even had names.

There was also a girl, a timid, pretty little thing with eyeglasses and bangs. She was the youngest, just six and a half, and her name was Jane.

They lived in a tall, thin house in an ordinary city and they did the kinds of things that children in oldfashioned stories do. They went to school and to the seashore. They had birthday parties. Occasionally they were taken to the circus or the zoo, although they did not care much for either, excepting the elephants. Their father, an impatient and irascible man, went to work at a bank each day, carrying a briefcase and an umbrella even if it was not raining. Their mother, who was indolent and ill-tempered, did not go to work. Wearing a pearl necklace, she grudgingly prepared the meals. Once she read a book but found it distasteful because it contained adjectives. Occasionally she glanced at a magazine. The Willoughby parents frequently forgot that they had children and became quite irritable when they were reminded of it."

Lois Lowry: The Willoughbys
Houghton Mifflin/Walter Lorraine Books, New York - 2008
pagg. 11-12

catalogazione: nessuna, libro "soffiato" alla libreria Anobii di Yuki
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martedì 20 ottobre 2009

rischi e insidie...

“'Vivere è una faccenda molto pericolosa', dice ripetutamente il jagunço Riobaldo di Grande Sertão di João Guimarães Rosa; e lo si scopre tutti, e non solo per gli inevitabili inciampi nelle insidie, nei trappoloni biologici e storici, più e più volte. Anche i bambini. Malattie, sbucciature, ferite, schiaffi, sgridate, maniglie irraggiungibili, silenzi; e poi il buio, la pioggia, l’arrivo di un fratello che si ruba la mamma; e la biglia caduta nella grata, l’amico che non viene, le figurine perse, la paura, le strade impraticabili, minacce di vicini, amici che ti 'staccano la pace', parole inascoltate, solitudini, complicità negate. La congiura di natura e cultura comincia molto presto e non si ferma più. E non c’è solo questo. Anche il 'bene', il gioioso del vivere, il 'pieno' del sentire e del godere contiene i suoi bei rischi, le sue insidie: l’immane difficoltà di capire e sapere come vivere. Dal ripetuto, insistito richiamo all’imparare a vivere, non è difficile essere storditi e sentirsi spossati; si cerca allora un’ombra, ci si mette a sedere, e si sente più nulla."

Giuseppe Pontremoli: Elogio delle azioni spregevoli
L’ancora del Mediterraneo, Napoli - 2004
pag. 19

catalogazione: libreria di Angelica

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domenica 20 settembre 2009

per rendersi liberi, responsabili e creativi ci vuole allenamento

"L'allenamento come situazione piaceva al riformista che c'era in me. Sollevarsi per i capelli è un pensiero rivoluzionario. Crearsi forza lentamente e metodicamente è riformista. Il bodybuilding è la via dei piccoli passi. Corpo e società si costruiscono allo stesso modo: compiendo testardamente e instancabilmente un piccolo sforzo dopo l'altro.

In palestra il riformismo diventa cosa ovvia. Nessun principiante mingherlino crede di poter sollevare duecento chili per 'ispirazione' o 'rivoluzione'. Ognuno è portato a rendersi conto che bisogna cominciare con piccoli pesi e gradatamente allenare la propria capacità. Dopo un certo periodo appare naturale che anche la capacità di essere liberi, responsabili, creativi deve essere raggiunta allo stesso modo: attraverso l'allenamento."

Sven Lindqvist: Il sogno del corpo
Ponte alle Grazie, Milano - 2003

traduzione di Carmen Giorgetti Cima
pagg. 45-46

catalogazione: libreria del Bip vicino al computer

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venerdì 18 settembre 2009

capire le ragioni di chi ha torto

"Si stringe nell'mpermeabile ed esce. Se hai un'età compresa fra i quindici e i trent'anni non ti danno più la chiave della toeletta perché quelli che vanno a farsi di eroina nelle toelette dei bar, nelle ritirate dei treni, hanno quell'età. si chiudono dentro, si sparano un buco in una vena e ogni tanto qualcuno muore e resta lì e non è una bella pubblicità per un locale. Allora li mettono fuori uso, i bagni. Soltanto i clienti abituali possono usufruirne. Oppure chi ha più di quarant'anni. Chi ha più di quarant'anni non viene fermato, non viene perquisito. Quelli della sua fascia d'età sono tutti sospettabili. Terroristi, drogati. Pensa: Io non sto né con una tribù né con l'altra. Eppure capisco le ragioni di entrambe. Capisco le ragioni di tutti. Capisco le ragioni anche di quelli che hanno torto. Le capisco, non le approvo, ma che differenza fa? Bisogna non capire, per mettersi in salvo."

Lidia Ravera: La guerra dei figli
Garzanti editore, Milano - 2009

pag. 177

catalogazione: il comodino di Marina Gasparini

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domenica 26 luglio 2009

intimità

"The subject of intimacy often comes up in terms of relationship, of course, and has become a contemporary obsession. People are sometimes desperate to experience intimacy. But it is extremely difficult to be intimate with someone else until you've been intimate with yourself, and the same kind of thought processes interfere with relationships that interfere with everything else in your life. We build up images of ourselves and of the other, and in a typical interaction, the real people don't meet at all. Practice breaks through all that, breaks through these images to what is really happening in the moment. Real intimacy does not look for some particular experience but sees things as they are."

Larry Rosenberg: Breath by Breath - The liberating practice of insight meditation
Shambhala Publications Inc, Boston - 1998
pag. 18

catalogazione: in lettura
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martedì 19 maggio 2009

qualunque cosa tu dica dell’India...

"Ma vediamo alcuni numeri: l’India ha 200 milioni di giovani fra i 15 e i 24 anni, con 2 milioni di laureati l’anno. Ha il 97% degli imprenditori che ha fiducia nel futuro e il 22% della popolazione che vive livelli di povertà indicibili (la casta degli intoccabili). In questo paese il 43% dei bambini non riceve le vaccinazioni previste dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), 260 milioni di persone sopravvivono con meno di mezzo dollaro al giorno, il 40% dei bambini è denutrito e 30 milioni di ragazzi e bambini lavorano illegalmente.

E ancora, l’età media del Top Management è di 27 anni e più del 20% dei politici ha una fedina penale da vergogna. Ne emerge un’analisi socio-culturale dove spiritualità, fatalismo e furore primitivo si fondono nell’India sfavillante che ha già un ruolo da protagonista nell’Economia e nella Politica Mondiale. E come dice un proverbio indiano: qualunque cosa tu dica dell’India, è sempre vero anche il suo contrario. Ma forse si potrebbe dire la stessa cosa anche dell’Italia di Oggi."

Damiano Mazzotti: Libero pensiero e liberi pensatori
Ibiskos editrice Risolo, Empoli (FI) - 2009
pagg. 275-276

catalogazione: versione elettronica nel mio computer
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lunedì 11 maggio 2009

pirati e tesori

"Quando il mare diventò una lastra nera su cui si specchiavano le stelle, ci staccammo in silenzio dalla banchina sgusciando fra le altre imbarcazioni senza dare nell’occhio. Altre barche si allontanavano silenziose e discrete nello stesso modo, molte con le vele nere. Ci scambiammo fugaci cenni di saluto.

Arrivati al faro, Tredita coprì e scoprì alternativamente il fanale nel segnale convenuto; quindi, usciti in mare aperto, spegnemmo ogni luce a bordo e voltammo la prua verso settentrione costeggiando la costa orientale dell’isola.

In lontananza si intravedeva la terraferma, suolo pirata e ostile: allontanarsi troppo dalle rive significava affidarsi all’azzardo del destino.
Altre volte avevamo tentato veloci sortite lungo le scogliere ricche di pesce delle insenature e delle piccole baie che si aprivano, inospitali e disabitate, da una parte e dall’altra del Canale di Saiquaton. Ne conoscevamo bene le insidie, con i barbareschi sempre appostati in attesa dei pescatori più imprudenti. Spesso le cale tranquille erano state teatro di feroci scaramucce.
Il vento era favorevole: non alzava il mare, lasciandolo piatto e liscio come una tavola, e nello stesso tempo spingeva di poppa la feluca.

Quasi tutta la notte trascorse così."

accompagnamento musicale: Fabrizio de André "Crueza de Ma"


Leonilde Bartarelli: Il fiore degli abissi
Edizioni Montag, Tolentino - 2009
pag. 40

catalogazione: nessuna, brano gentilmente offerto dall'autrice


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lunedì 4 maggio 2009

solo Allah è perfetto!

“Si chiede quando sbocceranno i tulipani. Era un preciso desiderio di sua madre avere dei tulipani sulla tomba: e aveva anche confidato a Suraya il motivo della sua preferenza, ma sembra che la figlia l’abbia completamente dimenticato. Ha piantato tutti i bulbi tranne uno in file perfette, perché sua madre soleva dire che solo Allah è perfetto, quindi quando eseguiamo un compito, dovremmo tenerne conto e introdurre una piccola imperfezione nell’oggetto che creiamo. ‘L’imperatore Shah Jahan si assicurò che ci fosse un’imperfezione nella struttura del Taj Mahal: i minareti pendono di tre gradi’, diceva sua madre.”

Nadeem Aslam: Mappe per amanti smarriti
Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano - 2004
traduzione di Delfina Vezzoli
pag. 160

catalogazione: la libreria di Marina Gasparini
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sabato 21 febbraio 2009

semi straordinari

"Affido le mie prime parole a questo taccuino che mi accompagnerà per tutta la mia avventura.

È tanto tempo che penso all'organizzazione del viaggio. Per l'esattezza dal momento in cui ho sentito parlare di questi famosi semi. SEMI DI CASE, APPUNTO. Basta piantarli e innaffiarli per veder spuntare una casetta. Se ne trovano ai piedi delle abitazioni in ogni parte del mondo. Ho preparato da tempo i bagagli. Ho consultato per l'ultima volta le mappe, ho controllato i biglietti, ho verificato di non aver dimenticato nulla. Sono pronto. Pronto a scoprire le abitazioni del mondo, a raccogliere i semi più straordinari."

Philippe Lechermeier: Chicchi di case. Il favoloso viaggio di Alfonso Sgabuzzino
Leonardo Publishing, Milano - 2008
traduzione di G. Pepe
introduzione

catalogazione: la libreria di Davide
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giovedì 12 febbraio 2009

Penelope e il caso Spoonish

“Penelope non era propriamente una persona mattiniera. Amava far tardi la sera, intenta a lavorare. Oppure a guardare qualche telefilm poliziesco alla TV. O al Tannish, la birreria irlandese del suo amico Mack, a bere un buon whiskey al miele, unica sua concessione al mondo degli alcolici. In ogni caso raramente andava a dormire prima della mezzanotte. E raramente la mattina si alzava prima delle nove. Amava poltrire sul letto, nel dormiveglia. Fino a quando il proprio senso di responsabilità o qualche altro fattore esterno non le imponeva, a malincuore, di alzarsi.

Quella mattina però aveva fatto un’eccezione. E di ciò doveva ringraziare il pauroso incubo dal quale si era svegliata di soprassalto, terrorizzando il povero Felix.

Erano quindi appena le otto quando un’insonnolita Penelope portava alla bocca un altro cucchiaio dei suoi cereali preferiti. Era veramente comica a vedersi, appollaiata sullo sgabello di cucina, con il suo pigiama rosa fucsia, la faccia ancora assonnata ed i lunghi capelli neri completamente scompigliati. Passata la paura per l’incubo si era rapidamente rilassata ed aveva avuto la fortissima tentazione di tornare sotto le calde coperte. Aveva però deciso di rimanere in piedi, resistendo stoicamente a quella dolce tentazione. In questa decisione un po’ era stata spinta dalla consapevolezza che doveva tornare presto al lavoro. Quello infatti era l’ultimo giorno che aveva a disposizione per risolvere il caso Spoonish. Ma un po’, confessava a se stessa, era stata motivata dal timore che assieme al sonno tornasse anche quel pauroso incubo.”

Eliott Parker: Penelope Guzman - Il colpevole
Seneca edizioni, Torino - 2009

pag. 120

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martedì 6 gennaio 2009

distruggersi a vicenda

"Continuò così, una giornata afosa dopo l'altra; perfino la luna sembrava emanasse calore. Le due navi fecero tutto ciò che l'ingegno umano, la capacità, il mestiere e la malevolenza potevano fare per distruggersi a vicenda, ma nessuna delle due ottenne un vantaggio decisivo pur infliggendo ferite al nemico, ben lungi dall'essere mortale. Alla fine il vento li abbandonò e li lasciò alla misera ombra offerta dalle vele vuote a osservare la galea che metteva in azione i remi, diretta a ovest, verso quella che avrebbe potuto definirsi una nuvola all'orizzonte, se quel cielo impietoso avesse tollerato una sola nube."

Patrick O'Brian: I cento giorni
Longanesi, Milano - 1998
traduzione di Paola Merla
pag. 255

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venerdì 2 gennaio 2009

primo giorno di scuola

"«Ti è piaciuto?» chiese la mamma quando Anna tornò alle tre.

«È molto interessante» rispose Anna. «Ma è buffo... i maschi e le femmine non si parlano neanche e non so se imparerò qualcosa.» Il maestro Graupe, quando aveva corretto le addizioni, aveva fatto un sacco di sbagli e non parlava neanche tanto bene.


«Be', non importa se non imparerai molto» disse la mamma. «Non ti farà male un po' di riposo dopo la malattia.»"


Judith Kerr: Quando Hitler rubò il coniglio rosa
Rizzoli editore, Milano - 1976

traduzione di Maria Buitoni Duca

pag. 63


catalogazione: libreria londinese della Titta

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