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domenica 11 aprile 2010

non esiste più nessun "lontano"

"22-27 aprile 195?

Chiedo scusa se sparisco in Messico con addosso una maschera e strane bretelle. Puncho Villa. Come un vagabondo, parlando il mio spagnolo curioso. Gli alberi si abbattono e noi non ci inoltreremo più nei boschi, mente folle e sole nero, sarà meglio trovare un'isola, presto. Anche se non esiste più nessun 'lontano'. Diretto a sud, attraverso le rovine Tolteche, il cavallo scuro ancora in libertà. Sotto quale vulcano... La mia anima in pezzi sparsi e io che cerco di ricomporla, che confondo grida di uccelli per canti di estasi quando in realtà sono davvero grida di disperazione. E la poesia una processione di uccelli acquatici in volo frammisti a incidenti d'auto o flauto ubriaco o bocca d'oro, fiore nel cocchiume, baci su baci in boudoirs di pietra."

Lawrence Ferlinghetti: Notte messicana
Newton Compton editori, Roma - 1980
traduzione di Barbara Lanati
pag. 25

catalogazione: una delle librerie in soggiorno
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venerdì 19 marzo 2010

un solo tetto!

"Je suppose que le monde soit une forêt. Bon!
Il y a des baobabs, du chêne vif, des sapins noirs, du noyer blanc;

je veux qu'ils poussent tous, bien fermes et drus,
différents de bois, de port, de couleur,

mais pareillement pleins de sève et sans que l'un empiète sur l'autre,
différents à leur base mais oh! que leurs têtes se rejoignent oui très haut dans l'éther égal à ne former pour tous qu'un seul toit
je dis l'unique toit tutélaire..."


Aimé Césaire: Et les chiens se taisent
Présence Africaine éditions, Paris - 1997

pag. ??


catalogazione: nessuna

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giovedì 18 marzo 2010

il canto dell'usignolo

"Ih, ih, ih, ih, ih! Var de vi? De var vi?
Vi var de? Voj,oj, oj, oj, oj, oj, oj!
Titta, lullan, lull-lull-lull-lull-lull - var de vi?
Ihih! Titta! lullan; den girar, arrrrrrrrr-itz!
Lull-lull-lull-lull-lull lul! Var de di? Titta!
Si'u, sir'u, sir'u, sir'u?
Dadda! - Dadda! sjätt, sjätt, sjätt, sjätt, sjätt, sir'u sir'u?
Nappen; napp, app, app, app, app, app!
Vit, vit, vit, vit, vit,sir'u lillan!
Tut, tut, tut, tut, tut, tut, sat'n, sat'n, sat'n si!
Lip, lip, lip, lip, lip, lip, ih!
Så, så, så, nä, nä, nä, sa, sa, sa, nå!
Ij, jih, guh, guh, guh, gu'hjälp, dadda aitsch!"

August Strindberg: Notti di sonnambulo ad occhi aperti
Giulio Einaudi editore, Torino - 1974
traduzione di Giacomo Oreglia
pag. 97

catalogazione: libreria in ingresso
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venerdì 26 febbraio 2010

il messaggio è: allargate l'area della coscienza!

"UN SUPERMARKET IN CALIFORNIA

Come ti penso stasera, Walt Whitman, perché camminavo per piccole strade sotto gli alberi col mal di testa guardando consapevole la luna piena.

Nella mia fatica affamata, e per comprare immagini, entrai nel supermarket di frutta al neon, sognando le tue enumerazioni!

Che pesche e che penombre! Intere famiglie a far provviste la sera! Corridoi pieni di mariti! Mogli negli avocados, bambini nei pomodori! -- e tu, Garcia Lorca, che cosa stavi facendo giù fra i meloni?"

Allen Ginsberg: Jukebox all'idrogeno
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 1965
curato e tradotto da Fernanda Pivano
pag. 139

catalogazione: una delle librerie in soggiorno
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mercoledì 10 febbraio 2010

canto di vita!!!

"POETA

Le canzoni hanno grande potere -
Vita c'è vicino e lontano."







Hugo von Hofmannsthal: Canto di vita
Giulio Einaudi editore, Torino - 1971
traduzione di Elena Croce
pag. 77

catalogazione: libreria accanto al divano
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venerdì 22 gennaio 2010

l'uomo ha spezzato il sole e ha rovesciato il vento

"Questo pane che spezzo

Questo pane che spezzo un tempo era frumento,
Questo vino su un albero straniero
Nei suoi frutti era immerso;
L'uomo di giorno o il vento della notte
Gettò a terra le messi, spezzò la gioia dell'uva.

In questo vino, un tempo, il sangue dell'estate
Batteva nella carne che vestiva la vite;
Un tempo, in questo pane,
Il frumento era allegro in mezzo al vento;
L'uomo ha spezzato il sole e ha rovesciato il vento.

Questa carne che spezzi, questo sangue a cui lasci
Devastare le vene, erano un tempo
Frumento ed uva, nati
Da radice e da linfa sensuali.
È il mio vino che bevi, è il mio pane che addenti.


This Bread I Break

This bread I break was once the oat,
This wine upon a foreign tree
Plunged in its fruit;
Man in the day or wind at night
Laid the crops low, broke the grape’s joy.

Once in this wine the summer blood
Knocked in the flesh that decked the vine,
Once in this bread
The oat was merry in the wind;
Man broke the sun, pulled the wind down.

This flesh you break, this blood you let
Make desolation in the vein,
Were oat and grape
Born of the sensual root and sap;
My wine you drink, my bread you snap."

Dylan Thomas: Poesie
Giulio Einaudi editore, Torino - 1965
traduzioni di Ariodante Marianni e Alfredo Giuliani
pagg. 20-21

catalogazione: libreria di fronte al divano
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giovedì 1 ottobre 2009

"le chat" di Charles Baudelaire

"Viens, mon beau chat, sur mon coeur amoureux;
Retiens les griffes de ta patte,
Et laisse-moi plonger dans tes beaux yeux,
Mêlés de métal et d'agate.

Lorsque mes doigts caressent à loisir
Ta tête et ton dos élastique,
Et que ma main s'enivre du plaisir
De palper ton corps électrique,

Je vois ma femme en esprit. Son regard,
Comme le tien, aimable bête,
Profond et froid, coupe et fend comme un dard,

Et, des pieds jusques à la tête,
Un air subtil, un dangereux parfum,
Nagent autour de son corps brun."

Poésies et Dessins de Charles d'Orléans à Apollinaire de Fouquet à Picasso
H.-L. Mermod, Lausanne - 1953

catalogazione: libreria di fronte al divano
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domenica 13 settembre 2009

fumare in faccia agli dèi

La sigaretta

Sì, questo mondo è davvero piatto e quanto all'altro, frottole.
Rassegnato, senza speranza io vado alla mia sorte
E per ammazzare il tempo, in attesa della morte,
Fumo in faccia agli dèi le mie fini sigarette.

Su, lottate, o viventi, poveri scheletri futuri.
In quanto a me, l'azzurro meandro che s'attorciglia verso il cielo
Mi tuffa in un'estasi infinita e m'addormenta
Come ai morenti effluvi di mille bruciaprofumi.


Jules Laforgue: Poesie e prose
Arnoldo Mondadori editore, Milano - 1971
traduzione di Ivos Margoni
pag. 123


catalogazione: una delle librerie in soggiorno
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lunedì 31 agosto 2009

mio stupendo, mio povero secolo

"Mia età, mia belva, chi potrà
guardarti dentro agli occhi
e saldare col suo sangue
le vertebre di due secoli?
Dalla gola delle cose terrestri
fiotta sangue fabbriciere.
Sulla soglia dei nuovi giorni
a tremare è soltanto il parassita.

Finché c'è vita deve la creatura
portare la propria schiena,
vanno, scherzano i flutti
con l'invisibile spina dorsale.
Tenera, infantile cartilagine
è l'era neonata della terra.
Di nuovo, agnello, hanno immolato
l'osso frontale della vita.

Per liberare il secolo in catene,
per dare inizio al mondo nuovo,
bisogna a flauto saldare
i segmenti nodosi dei giorni.
È il secolo che l'onda
di umana angoscia sommuove,
all'aureo ritmo del secolo
nell'erba la vipera respira.

E si gonfieranno ancora le gemme
e zampillerà il verde dei germogli.
Ma è spezzata la tua spina dorsale
mio stupendo, mio povero secolo.

E con un sorriso demente,
come una belva un tempo flessuosa
ti volti indietro, debole e crudele,
a contemplare le tue orme."

Osip Ėmil'evič Mandel'štam: Poesie (1921-1925)
Ugo Guanda editore, Milano - 1976
traduzione di Serena Vitale
pagg. 45 e 47

catalogazione: una delle librerie in soggiorno


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mercoledì 15 luglio 2009

ipocondrìa, resta con me

LIV
"Soltanto per due giorni ebbe egli cari
l'ombra fresca nel mezzo del boschetto,
gli sconfinati campi solitari
e il calmo mormorio del ruscelletto,
ché veder boschi e campi a sé d'intorno
più non lo dilettava il terzo giorno.
Tra boschi e campi il sonno lo riprese
come una volta, fino a che comprese
che in campagna o in città, dovunque sia,
anche lungi dai balli e dai palazzi,
dalle carte, dai versi, dai sollazzi,
l'aspettava la stessa ipocondria,
che mai dalle calcagna non si toglie,
simile all'ombra o alla fedele moglie."


Aleksandr S. Puškin: Evgenij Onegin
Mondadori Editore, Milano - 1976
traduzione dal russo di Ettore Lo Gatto
pag. 32




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mercoledì 27 maggio 2009

pena, se vuoi dominare il mio sangue...

"O Sorrow, wilt thou live with me
No casual mistress, but a wife,
My bosom-friend and half of life;
As I confess it needs must be;


O Sorrow, wilt thou rule my blood,
Be sometimes lovely like a bride,
And put thy harsher moods aside,
If thou wilt have me wise and good.


My centred passion cannot move,
Nor will it lessen from to-day;
But I'll have leave at times to play
As with the creature of my love;


And set thee forth, for thou art mine,
With so much hope for years to come,
That, howsoe'er I know thee, some
Could hardly tell what name were thine.



Pena, se vuoi vivere con me,
Non amante occasionale, ma consorte,
Intima amica e metà della mia vita -
E confesso che deve essere così;

Pena, se vuoi dominare il mio sangue,
Sii a volte attraente come sposa
E deponi i tuoi umori più scortesi
Se vuoi ch'io sia saggio e virtuoso.

La mia passione è salda e non mi lascia,
Né da oggi potrà venir meno,
Ma mi sia talvolta consentito
Di giocare con te, nata dal mio amore

E, poiché tu se mia, manifestarti
Con tale speranza per gli anni venturi
Che, per quanto io ti conosca, altri a stento
Possano dire quale fosse il tuo nome."

Alfred Tennyson: In Memoriam
Giulio Einaudi editore, Torino - 1975
traduzione di Cesare Dapino
pagg. 82-83

catalogazione: una delle librerie in soggiorno
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mercoledì 13 maggio 2009

quartina

" Poi che null'altro che vacuo vento ci resta d'ogni cosa ch'esiste,
Poi che difetto e sconfitta colgono al fine ogni cosa,
Considera bene: ogni cosa che è, è in realtà nulla;
Medita bene: ogni cosa ch'è nulla, è in realtà tutto."


Omar Khayyâm: Quartine
Giulio Einaudi editore, Torino - 1997
traduzione di Alessandro Bausani
pag. 13

catalogazione: una delle librerie in soggiorno

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sabato 21 febbraio 2009

io sono il tricheco!

"I am he as you are he
as you are me
and we are all together
See how they run like pigs from a gun
see how they fly
I'm crying
Sitting on a cornflake
Waiting for the van to come
Corporation teashirt, stupid bloody tuesday
man you been a naughty boy
you let your face grow long
I am the eggman, they are the eggmen
I am the walrus
Goo goo goo joob
Mister city policeman sitting
pretty little policeman in a row
See how they fly like Lucy in the sky
see how they run
I'm crying - I'm crying, I'm crying - I'm crying
Yellow matter custard
dripping from a dead dogs eye
Crabalocker fishwife pornographic priestess
boy you been a naughty girl
you let your knickers down
I am the eggman, they are the eggmen
I am the walrus
Goo goo goo joob
Sitting in an English garden waiting for the sun,
if the sun don't come you get a tan from
standing in the English rain
I am the eggman, they are the eggmen
I am the walrus
Goo goo goo joob goo goo goo goo joob
Expert texpert choking smokers
don't you think the joker laughs at you?
Ho ho ho hi hi hi ha ha ha!
See how they smile like pigs in a sty
see how they snied
I'm crying
Semolina pilchard
climbing up the Eiffel tower
Elementry penguin singing Hare Krishna
Man you should have seen them
kicking Edgar Allen Poe
I am the eggman, they are the eggmen
I am the walrus
Goo goo goo joob goo goo goo goo joob
Goo goo goo joob goo goo goo goo joob"



Alan Aldridge: Il libro delle canzoni dei Beatles
Oscar Mondadori, Milano - 1972
traduzione di Umberto Santucci
pag. 84

catalogazione: una delle librerie in soggiorno

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domenica 8 febbraio 2009

il vero guerriero

Virabhadrasana II
Warrior II

Here there is nothing to fight
except wilfulness.
Some lean too far
into the past.
Others stretch way out
into the future.
The true warrior
stays in the
moment,
burning deeper
into whatever comes,
or sometimes with
even more difficulty,
what doesn’t.

Leza Lowitz: Yoga poems - Lines to unfold by
Stone Bridge Press, Berkley (CA) - 2000
illustrazioni di Anja Borgstrom
pag. 24


catalogazione: search inside di www.amazon.com
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mercoledì 21 gennaio 2009

diventerò onda nell'acqua...

"Allora io vado, vado!
Al mattino a braccia vuote,
quando chiamerai il bambino
dirò: «Non c'è, non c'è il bambino!»
Mamma mia, vado!

Il vento si rincorre!
Mamma vado, fuori dal tuo petto:
non potrai prendermi tra le braccia.
Diventerò onda nell'acqua:
nessuno mi riconoscerà
e al tempo del bagno
giocherò con te.

Quando cade fitta la pioggia,
a notte nel riposo pensa a me:
con gli scrosci della pioggia,
nella foresta canterò.
Dalle nubi, attraverso la finestra
come un lampo a vederti verrò.
Al tuo cuore
il mio sorriso arriverà.
..."

Rabindranath Tagore: Sissu
Ugo Guanda editore, Milano - 1979
a cura di P. Marino Rigon
pag. 79

catalogazione: libreria di fronte al divano
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domenica 28 dicembre 2008

antipoesie...

"Struzzo

A proposito di fucile
Avete visto passare da qui
Uno struzzo con la testa di pollo?
È il fantasma della mia signora madre.


Coro

Non si può condannarci tutti in blocco
La verità è che noi abbiamo fatto

Tutto l'umanamente possibile
per mantenerci fedeli a qualche cosa
Noi non siamo responsabili di niente.


Acta est fabula

Cristo morí di morte naturale

Nessuno pensò mai di crocifiggerlo."

Nicanor Parra: Antipoesie
Giulio Einaudi editore, Torino - 1974
a cura di Hugo García Robles e Umberto Bonetti

pagg. 185-189


catalogazione: libreria londinese della Titta

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giovedì 4 dicembre 2008

Mosca è un magico accampamento

Mosca
(per Aleksèj Rèmizov)


Trascinandosi nell'azzurro, le nubi

si fanno più pesanti dall'umido languore.

Betulle avvizzite biancheggiano,

e in basso si stende il fiume.

E la città-miraggio, contornata

in lontananza da un arco specchiante,
come i soli di cento fulgidi vessilli

ha acceso le candele di cento calde cupole.


L'estrema luce dall'ombra verde

scintilla di oro fluido;

e la città divampa e non si strugge,

cullando il suo vermiglio sfolgorío.


Con una folla compatta di torri

si profila come un magico accampamento

fra le radure offuscate di nebbia

e la glauca, sbiadita lontananza.


Come se, sagrestana di meraviglie terrestri,

con tutta una fortezza turrita di esorcismi
difendesse dai contrapposti eserciti

un talismano dei cieli.

(Vjàčeslav Ivànov
)

Angelo Maria Ripellino: Poesia russa del 900
Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano - 1960

versioni, saggio introduttivo, profili
bibliografici e note a cura di A.M. Ripellino

pagg. 148-149


catalogazione: una delle librerie in soggiorno

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martedì 26 agosto 2008

violetta è la sua voce!

"La Lola

Sotto l'arancio lava

fasciole di cotone.
Sono verdi i suoi occhi,

e violetta è la sua voce.


Oh, amo
re,
sotto l'arancio in fiore!


L'acqua della fontana

corre piena di sole

e nel breve oliveto
c'è un passero che canta.


Oh, amore,

sotto l'arancio in fiore!


E quando L
ola avrà
consumato il sapone,

i toreri verranno.

Oh, amore,

sotto l'aranc
io in fiore!"

Federico Garcia Lorca: Cinque lire di stelle
Bompiani editore, Milano - 1970

traduzione di Luisa Orioli
pagine non numerate


catalogazione: libreria di fronte al divano

Ringrazio la mia amica Marina per avermi fatto scoprire la poesia!

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sabato 23 agosto 2008

Pasternak secondo Angelo Maria Ripellino e Carmelo Bene



Morte d'un poeta

Non ci credevano. Pensavano fandonie.
Ma lo apprendevano da due, da tre, da tutti.

Si mettevano affianco,

nella riga del tuo tempo fermatosi di botto,

case di mogli di impiegati e di mercanti.


Era un giorno, un innocuo giorno più innocuo

d’una decina di precedenti giorni tuoi.

Si affollavano allineandosi nell’anticamera

come allineati dal tuo sparo.


Tu dormivi.
Spianato il letto sulla maldicenza dormivi.
E cessato ogni palpito eri placido,

bello, ventiduenne,

come aveva predetto il tuo tetrattico.


Tu dormivi stringendo al cuscino la guancia,

dormivi a piene gambe, a pieni mallèoli,

inserendoti ancora una volta di colpo

nella schiera delle leggende giovani.

Tu ti inseristi in esse con più forza,

perché le avevi raggiunte con un balzo.

Il tuo sparo fu simile ad un Etna

in un pianoro di codardi e di codarde.


Oh, s’io avessi allora presagito,

quando mi avventuravo nel debutto,

che le righe con il sangue uccidono,

mi affluiranno alla gola e mi uccideranno.


Mi sarei nettamente rifiutato

di scherzare con siffatto intrigo.

Il principio fu così lontano,

così timido il primo interesse.


Ma la vecchiezza è una Roma

senza burle e senza ciance

che non prove esige dall'attore

ma una completa autentica rovina.


Смерть поэта

Не верили, — считали, — бредни,
Но узнавали: от двоих,
Троих, от всех. Равнялись в строку
Остановившегося срока
Дома чиновниц и купчих,
Дворы, деревья, и на них
Грачи, в чаду от солнцепека
Разгоряченно на грачих
Кричавшие, чтоб дуры впредь не
Совались в грех.
И как намедни
Был день. Как час назад. Как миг
Назад. Соседний двор, соседний
Забор, деревья, шум грачих.
Лишь был на лицах влажный сдвиг,
Как в складках порванного бредня.

Был день, безвредный день, безвредней
Десятка прежних дней твоих.
Толпились, выстроясь в первей,
Как выстрел выстроил бы их.

Как, сплющив, выплеснул из стока б
Лещей и щуку минный вспых
Шутих, заложенных в осоку,
Как вздох пластов нехолостых.

Ты спал, постлав постель на сплетне,
Спал и, оттрепетав, был тих, —
Красивый, двадцатидвухлетний,
Как предсказал твой тетраптих.

Ты спал, прижав к подушке щеку,
Спал, — со всех ног, со всех лодыг
Врезаясь вновь и вновь с наскоку
В разряд преданий молодых.

Ты в них врезался тем заметней,
Что их одним прыжком достиг.
Твой выстрел был подобен Этне
В предгорьи трусов и трусих.

Друзья же изощрялись в спорах,
Забыв, что рядом — жизнь и я.

Ну что ж еще? Что ты припер их
К стене, и стер с земли, и страх
Твой порох выдает за прах?

Но мрази только он и дорог.
На то и рассуждений ворох,
Чтоб не бежала закрая
Большого случая струя,
Чрезмерно скорая для хворых.

Так пошлость свертывает в творог
Седые сливки бытия.

"La musica influì sulla sua poesia ancora più
profondamente che in Majakovskij, infatti mentre
in quest'ultimo si trovano fermenti acustici,
stridori e strumenti musicali, in P. non ci sono
strumenti musicali, ma la costruzione stessa
delle poesie è musicale, tipo contrappunto e fuga."


Angelo Maria Ripellino: Dispense delle lezioni
di Ligua e Letteratura Russa
Roma, Università "La Sapienza"
Anno accademico 1972-1973

pag. 22

catalogazione: una delle librerie in soggiorno
(questa è una delle dieci poesie che
Ripellino ci fece imparare a memoria,
in russo,
per il nostro primo esame)

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sabato 9 agosto 2008

sulla tavola è Istanbul


"Dentro la casa è una stanza e nella stanza è Istanbul,
Dentro la stanza è uno specchio, e nello specchio è Istanbul.

L'uomo ha acceso una sigaretta, ed era fumo di Istanbul,
La donna ha aperto la borsa, e nella borsa era Istanbul.

Il ragazzo ha gettato in mare la lenza, io ho visto
Che ha cominciato a tirarla, e nella lenza era Istanbul.

Che cosa strana è questa, che razza di città.
Nella bottiglia è Istanbul, e sulla tavola è Istanbul.

Se camminiamo, cammina, se ci fermiamo si ferma.
Incredibile: da un lato lei, dall'altro io e in mezzo Istanbul.

L'uomo per una volta provi pure ad amare, ho compreso
Che in qualunque luogo tu vada lì troverai Istanbul."


Ümit Yaşar Oğuzcan: Lettere in cerca di padrone
Quaderni di Turcologia, Roma - 1978

traduzione di Anna Masala

pag. 4


catalogazione: libreria in ingresso

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