Chiedo scusa se sparisco in Messico con addosso una maschera e strane bretelle. Puncho Villa. Come un vagabondo, parlando il mio spagnolo curioso. Gli alberi si abbattono e noi non ci inoltreremo più nei boschi, mente folle e sole nero, sarà meglio trovare un'isola, presto. Anche se non esiste più nessun 'lontano'. Diretto a sud, attraverso le rovine Tolteche, il cavallo scuro ancora in libertà. Sotto quale vulcano... La mia anima in pezzi sparsi e io che cerco di ricomporla, che confondo grida di uccelli per canti di estasi quando in realtà sono davvero grida di disperazione. E la poesia una processione di uccelli acquatici in volo frammisti a incidenti d'auto o flauto ubriaco o bocca d'oro, fiore nel cocchiume, baci su baci in boudoirs di pietra."
Lawrence Ferlinghetti: Notte messicana Newton Compton editori, Roma - 1980 traduzione di Barbara Lanati pag. 25
"Je suppose que le monde soit une forêt. Bon! Il y a des baobabs, du chêne vif, des sapins noirs, du noyer blanc; je veux qu'ils poussent tous, bien fermes et drus, différents de bois, de port, de couleur, mais pareillement pleins de sève et sans que l'un empiète sur l'autre,différents à leur basemais oh! que leurs têtes se rejoignent oui très haut dans l'étherégal à ne former pour tousqu'un seul toit je dis l'unique toit tutélaire..."
Aimé Césaire: Et les chiens se taisent Présence Africaine éditions, Paris - 1997 pag. ??
Come ti penso stasera, Walt Whitman, perché camminavo per piccole strade sotto gli alberi col mal di testa guardando consapevole la luna piena.
Nella mia fatica affamata, e per comprare immagini, entrai nel supermarket di frutta al neon, sognando le tue enumerazioni!
Che pesche e che penombre! Intere famiglie a far provviste la sera! Corridoi pieni di mariti! Mogli negli avocados, bambini nei pomodori! -- e tu, Garcia Lorca, che cosa stavi facendo giù fra i meloni?"
Allen Ginsberg: Jukebox all'idrogeno Arnoldo Mondadori editore, Milano - 1965 curato e tradotto da Fernanda Pivano pag. 139
Questo pane che spezzo un tempo era frumento, Questo vino su un albero straniero Nei suoi frutti era immerso; L'uomo di giorno o il vento della notte Gettò a terra le messi, spezzò la gioia dell'uva.
In questo vino, un tempo, il sangue dell'estate Batteva nella carne che vestiva la vite; Un tempo, in questo pane, Il frumento era allegro in mezzo al vento; L'uomo ha spezzato il sole e ha rovesciato il vento.
Questa carne che spezzi, questo sangue a cui lasci Devastare le vene, erano un tempo Frumento ed uva, nati Da radice e da linfa sensuali. È il mio vino che bevi, è il mio pane che addenti.
This Bread I Break
This bread I break was once the oat, This wine upon a foreign tree Plunged in its fruit; Man in the day or wind at night Laid the crops low, broke the grape’s joy.
Once in this wine the summer blood Knocked in the flesh that decked the vine, Once in this bread The oat was merry in the wind; Man broke the sun, pulled the wind down.
This flesh you break, this blood you let Make desolation in the vein, Were oat and grape Born of the sensual root and sap; My wine you drink, my bread you snap."
Dylan Thomas: Poesie Giulio Einaudi editore, Torino - 1965 traduzioni di Ariodante Marianni e Alfredo Giuliani pagg. 20-21
Sì, questo mondo è davvero piatto e quanto all'altro, frottole. Rassegnato, senza speranza io vado alla mia sorte E per ammazzare il tempo, in attesa della morte, Fumo in faccia agli dèi le mie fini sigarette.
Su, lottate, o viventi, poveri scheletri futuri. In quanto a me, l'azzurro meandro che s'attorciglia verso il cielo Mi tuffa in un'estasi infinita e m'addormenta Come ai morenti effluvi di mille bruciaprofumi.
Jules Laforgue: Poesie e prose Arnoldo Mondadori editore, Milano - 1971 traduzione di Ivos Margoni pag. 123
"Mia età, mia belva, chi potrà guardarti dentro agli occhi e saldare col suo sangue le vertebre di due secoli? Dalla gola delle cose terrestri fiotta sangue fabbriciere. Sulla soglia dei nuovi giorni a tremare è soltanto il parassita.
Finché c'è vita deve la creatura portare la propria schiena, vanno, scherzano i flutti con l'invisibile spina dorsale. Tenera, infantile cartilagine è l'era neonata della terra. Di nuovo, agnello, hanno immolato l'osso frontale della vita.
Per liberare il secolo in catene, per dare inizio al mondo nuovo, bisogna a flauto saldare i segmenti nodosi dei giorni. È il secolo che l'onda di umana angoscia sommuove, all'aureo ritmo del secolo nell'erba la vipera respira.
E si gonfieranno ancora le gemme e zampillerà il verde dei germogli. Ma è spezzata la tua spina dorsale mio stupendo, mio povero secolo.
E con un sorriso demente, come una belva un tempo flessuosa ti volti indietro, debole e crudele, a contemplare le tue orme."
Osip Ėmil'evič Mandel'štam: Poesie (1921-1925) Ugo Guanda editore, Milano - 1976 traduzione di Serena Vitale pagg. 45 e 47
LIV "Soltanto per due giorni ebbe egli cari l'ombra fresca nel mezzo del boschetto, gli sconfinati campi solitari e il calmo mormorio del ruscelletto, ché veder boschi e campi a sé d'intorno più non lo dilettava il terzo giorno. Tra boschi e campi il sonno lo riprese come una volta, fino a che comprese che in campagna o in città, dovunque sia, anche lungi dai balli e dai palazzi, dalle carte, dai versi, dai sollazzi, l'aspettava la stessa ipocondria, che mai dalle calcagna non si toglie, simile all'ombra o alla fedele moglie."
Aleksandr S. Puškin: Evgenij Onegin Mondadori Editore, Milano - 1976 traduzione dal russo di Ettore Lo Gatto pag. 32
"O Sorrow, wilt thou live with me No casual mistress, but a wife, My bosom-friend and half of life; As I confess it needs must be;
O Sorrow, wilt thou rule my blood, Be sometimes lovely like a bride, And put thy harsher moods aside, If thou wilt have me wise and good.
My centred passion cannot move, Nor will it lessen from to-day; But I'll have leave at times to play As with the creature of my love;
And set thee forth, for thou art mine, With so much hope for years to come, That, howsoe'er I know thee, some Could hardly tell what name were thine.
Pena, se vuoi vivere con me, Non amante occasionale, ma consorte, Intima amica e metà della mia vita - E confesso che deve essere così;
Pena, se vuoi dominare il mio sangue, Sii a volte attraente come sposa E deponi i tuoi umori più scortesi Se vuoi ch'io sia saggio e virtuoso.
La mia passione è salda e non mi lascia, Né da oggi potrà venir meno, Ma mi sia talvolta consentito Di giocare con te, nata dal mio amore
E, poiché tu se mia, manifestarti Con tale speranza per gli anni venturi Che, per quanto io ti conosca, altri a stento Possano dire quale fosse il tuo nome."
Alfred Tennyson: In Memoriam Giulio Einaudi editore, Torino - 1975 traduzione di Cesare Dapino pagg. 82-83
" Poi che null'altro che vacuo vento ci resta d'ogni cosa ch'esiste, Poi che difetto e sconfitta colgono al fine ogni cosa, Considera bene: ogni cosa che è, è in realtà nulla; Medita bene: ogni cosa ch'è nulla, è in realtà tutto."
Omar Khayyâm: Quartine Giulio Einaudi editore, Torino - 1997 traduzione di Alessandro Bausani pag. 13
"I am he as you are he as you are me and we are all together See how they run like pigs from a gun see how they fly I'm crying Sitting on a cornflake Waiting for the van to come Corporation teashirt, stupid bloody tuesday man you been a naughty boy you let your face grow long I am the eggman, they are the eggmen I am the walrus Goo goo goo joob Mister city policeman sitting pretty little policeman in a row See how they fly like Lucy in the sky see how they run I'm crying - I'm crying, I'm crying - I'm crying Yellow matter custard dripping from a dead dogs eye Crabalocker fishwife pornographic priestess boy you been a naughty girl you let your knickers down I am the eggman, they are the eggmen I am the walrus Goo goo goo joob Sitting in an English garden waiting for the sun, if the sun don't come you get a tan from standing in the English rain I am the eggman, they are the eggmen I am the walrus Goo goo goo joob goo goo goo goo joob Expert texpert choking smokers don't you think the joker laughs at you? Ho ho ho hi hi hi ha ha ha! See how they smile like pigs in a sty see how they snied I'm crying Semolina pilchard climbing up the Eiffel tower Elementry penguin singing Hare Krishna Man you should have seen them kicking Edgar Allen Poe I am the eggman, they are the eggmen I am the walrus Goo goo goo joob goo goo goo goo joob Goo goo goo joob goo goo goo goo joob"
Alan Aldridge: Il libro delle canzoni dei Beatles Oscar Mondadori, Milano - 1972 traduzione di Umberto Santucci pag. 84
Here there is nothing to fight except wilfulness. Some lean too far into the past. Others stretch way out into the future. The true warrior stays in the moment, burning deeper into whatever comes, or sometimes with even more difficulty, what doesn’t.
Leza Lowitz: Yoga poems - Lines to unfold by Stone Bridge Press, Berkley (CA) - 2000 illustrazioni di Anja Borgstrom pag. 24
"Allora io vado, vado! Al mattino a braccia vuote, quando chiamerai il bambino dirò: «Non c'è, non c'è il bambino!» Mamma mia, vado!
Il vento si rincorre! Mamma vado, fuori dal tuo petto: non potrai prendermi tra le braccia. Diventerò onda nell'acqua: nessuno mi riconoscerà e al tempo del bagno giocherò con te.
Quando cade fitta la pioggia, a notte nel riposo pensa a me: con gli scrosci della pioggia, nella foresta canterò. Dalle nubi, attraverso la finestra come un lampo a vederti verrò. Al tuo cuore il mio sorriso arriverà. ..."
Rabindranath Tagore: Sissu Ugo Guanda editore, Milano - 1979 a cura di P. Marino Rigon pag. 79
A proposito di fucile Avete visto passare da qui Uno struzzo con la testa di pollo? È il fantasma della mia signora madre.
Coro
Non si può condannarci tutti in blocco La verità è che noi abbiamo fatto Tutto l'umanamente possibile per mantenerci fedeli a qualche cosa Noi non siamo responsabili di niente.
Acta est fabula
Cristo morí di morte naturale Nessuno pensò mai di crocifiggerlo."
Nicanor Parra: Antipoesie Giulio Einaudi editore, Torino - 1974 a cura di Hugo García Robles e Umberto Bonetti pagg. 185-189
Trascinandosi nell'azzurro, le nubi si fanno più pesanti dall'umido languore. Betulle avvizzite biancheggiano, e in basso si stende il fiume.
E la città-miraggio, contornata in lontananza da un arco specchiante, come i soli di cento fulgidi vessilli ha acceso le candele di cento calde cupole.
L'estrema luce dall'ombra verde scintilla di oro fluido; e la città divampa e non si strugge, cullando il suo vermiglio sfolgorío.
Con una folla compatta di torri si profila come un magico accampamento fra le radure offuscate di nebbia e la glauca, sbiadita lontananza.
Come se, sagrestana di meraviglie terrestri, con tutta una fortezza turrita di esorcismi difendesse dai contrapposti eserciti un talismano dei cieli. (Vjàčeslav Ivànov)
Angelo Maria Ripellino: Poesia russa del 900 Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano - 1960 versioni, saggio introduttivo, profili bibliografici e note a cura di A.M. Ripellino pagg. 148-149
Sotto l'arancio lava fasciole di cotone. Sono verdi i suoi occhi, e violetta è la sua voce.
Oh, amore, sotto l'arancio in fiore!
L'acqua della fontana corre piena di sole e nel breve oliveto c'è un passero che canta.
Oh, amore, sotto l'arancio in fiore!
E quando Lola avrà consumato il sapone, i toreri verranno.
Oh, amore, sotto l'arancio in fiore!" Federico Garcia Lorca: Cinque lire di stelle Bompiani editore, Milano - 1970 traduzione di Luisa Orioli pagine non numerate
catalogazione: libreria di fronte al divano Ringrazio la mia amica Marina per avermi fatto scoprire la poesia!
Non ci credevano. Pensavano fandonie. Ma lo apprendevano da due, da tre, da tutti. Si mettevano affianco, nella riga del tuo tempo fermatosi di botto, case di mogli di impiegati e di mercanti.
Era un giorno, un innocuo giorno più innocuo d’una decina di precedenti giorni tuoi. Si affollavano allineandosi nell’anticamera come allineati dal tuo sparo.
Tu dormivi. Spianato il letto sulla maldicenza dormivi. E cessato ogni palpito eri placido, bello, ventiduenne, come aveva predetto il tuo tetrattico.
Tu dormivi stringendo al cuscino la guancia, dormivi a piene gambe, a pieni mallèoli, inserendoti ancora una volta di colpo nella schiera delle leggende giovani. Tu ti inseristi in esse con più forza, perché le avevi raggiunte con un balzo. Il tuo sparo fu simile ad un Etna in un pianoro di codardi e di codarde.
Oh, s’io avessi allora presagito, quando mi avventuravo nel debutto, che le righe con il sangue uccidono, mi affluiranno alla gola e mi uccideranno.
Mi sarei nettamente rifiutato di scherzare con siffatto intrigo. Il principio fu così lontano, così timido il primo interesse.
Ma la vecchiezza è una Roma senza burle e senza ciance che non prove esige dall'attore ma una completa autentica rovina.
Смерть поэта
Не верили, — считали, — бредни, Но узнавали: от двоих, Троих, от всех. Равнялись в строку Остановившегося срока Дома чиновниц и купчих, Дворы, деревья, и на них Грачи, в чаду от солнцепека Разгоряченно на грачих Кричавшие, чтоб дуры впредь не Совались в грех. И как намедни Был день. Как час назад. Как миг Назад. Соседний двор, соседний Забор, деревья, шум грачих. Лишь был на лицах влажный сдвиг, Как в складках порванного бредня.
Был день, безвредный день, безвредней Десятка прежних дней твоих. Толпились, выстроясь в первей, Как выстрел выстроил бы их.
Как, сплющив, выплеснул из стока б Лещей и щуку минный вспых Шутих, заложенных в осоку, Как вздох пластов нехолостых.
Ты спал, постлав постель на сплетне, Спал и, оттрепетав, был тих, — Красивый, двадцатидвухлетний, Как предсказал твой тетраптих.
Ты спал, прижав к подушке щеку, Спал, — со всех ног, со всех лодыг Врезаясь вновь и вновь с наскоку В разряд преданий молодых.
Ты в них врезался тем заметней, Что их одним прыжком достиг. Твой выстрел был подобен Этне В предгорьи трусов и трусих.
Друзья же изощрялись в спорах, Забыв, что рядом — жизнь и я.
Ну что ж еще? Что ты припер их К стене, и стер с земли, и страх Твой порох выдает за прах?
Но мрази только он и дорог. На то и рассуждений ворох, Чтоб не бежала закрая Большого случая струя, Чрезмерно скорая для хворых.
Так пошлость свертывает в творог Седые сливки бытия.
"La musica influì sulla sua poesia ancora più profondamente che in Majakovskij, infatti mentre in quest'ultimo si trovano fermenti acustici, stridori e strumenti musicali, in P. non ci sono strumenti musicali, ma la costruzione stessa delle poesie è musicale, tipo contrappunto e fuga."
Angelo Maria Ripellino: Dispense delle lezioni di Ligua e Letteratura Russa Roma, Università "La Sapienza" Anno accademico 1972-1973 pag. 22
catalogazione: una delle librerie in soggiorno (questa è una delle dieci poesie che Ripellino ci fece imparare a memoria, in russo, per il nostro primo esame)